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Fiuggi, il 31 scade la prima fase della vendita dell’ATF. Gli ex amministratori a muso duro con il commissario ed i consiglieri dimissionari

In questi giorni si sta delineando a grandi passi il futuro della cittadina termale di Fiuggi con l’avvio della procedura, o meglio con l’avviso per la raccolta di

iuggi turismo Sindaco Fabrizio Martini

In questi giorni si sta delineando a grandi passi il futuro della cittadina termale di Fiuggi con l’avvio della procedura, o meglio con l’avviso per la raccolta di

manifestazione da parte di soggetti privati, per l’acquisto dei tre rami principali dell’ATF, ovvero imbottigliamento, golf e terme. In pratica dopo gli anni delle “vacce” grasse e delle abbondanti sovvenzioni della politica e del pubblico con l’attuale commissario prefettizio Tarricone è iniziato il percorso che dovrebbe portare alla privatizzazione di questi tre asset che di fatto rappresentano il fulcro delle attività sulle quali ruota l’economia fiuggina. L’ex sindaco Martini, sfiduciato qualche mese fa, ha rilanciato un lungo post su facebook dell'ex assessore Elisa Costantini che criticava questo modo di fare e soprattutto il silenzio dei consiglieri che hanno fatto cadere l’amministrazione su questa importantissima procedura.

“Mentre gli innocenti dimissionari tacciono sul futuro dell'azienda e del Comune - a riprova dell'inconsistente controproposta su cui è caduta dal notaio un'Amministrazione – lunedì scorso la stampa locale ha riportato le non-risposte del Commissario Tarricone alle perplessità da me esposte sulla procedura di vendita di ATF. Lo scorso 7 luglio – spiegano l’ex sindaco Martini e l'ex Assessore Costantini - il responsabile comunale del procedimento ha emanato un avviso per la raccolta di manifestazioni da parte di soggetti privati interessati all'acquisto (o gestione (?)) dei rami ATF (imbottigliamento, golf e terme) e del Comune (Palacongressi), con scadenza al 31 luglio. L’avviso ambisce a raccogliere adesioni e successivamente proposte da parte di soggetti privati, anche in raggruppamento, con un fatturato di almeno 10 milioni nell'ultimo quinquennio, e/o di partner finanziari/fondi d'investimento con almeno 50 milioni di fatturato nell'ultimo quinquennio.

E’ davvero sconcertante il silenzio assordante che accoglie l’avvio di una tale procedura dalle conseguenze irreversibili e da cui dipende il futuro di tutta la nostra comunità.

A marzo, prima della caduta dell’Amministrazione, i tecnici della Sinloc indicavano nella doppia procedura di gara lo strumento utile a massimizzare il valore dei singoli Asset (prima Terme e Golf e successivamente Imbottigliamento), e sconsigliavano questa preinformativa al mercato, per due ordini di ragioni:

1 Inutile allungamento della procedura - già abbastanza complessa, ma finalizzata a dare concreto sviluppo alle Terme, in primis attraverso la forma del partenariato pubblico - privato.

2 L’assenza di vincoli per i soggetti privati interessati, sia in termini di effettiva partecipazione alla successiva gara, sia finanziariamente con fidejussioni a garanzia, sia sulla qualità ed impegno alla realizzazione di progetti cantierabili e sostenibili.

Allora, perchè il Commissario ha deciso di cambiare in solitaria autonomia il Piano Sinloc, unica proposta tecnica che era sul tavolo?

La preinformativa al mercato cosi come proposta dal Commissario: non impegna in alcun modo soggetti privati qualificati, dando la possibilità a chicchessia di dettare criteri e paletti sulla successiva procedura di gara. Non contiene criteri adeguati per la selezione dei privati né concede tempi congrui per la presentazione di progetti validi. Non garantisce alcun progetto strategico di valorizzazione delle nostre risorse. Non chiarisce la strategia adottata e lascia spazio a numerosi rischi.

Tanti e legittimi sono i dubbi

Se per rilanciare ATF, e di conseguenza l’economia della Città, sono necessari investimenti certi e significativi, in base a quale logica coerenza prevedere limiti di fatturato cosi bassi per i privati interessati? Crediamo nelle potenzialità della nostra azienda o ci arrendiamo alla possibile svendita?

E’ concepibile che, in base all’avviso, un privato del settore alimentare o alberghiero con almeno 2 milioni di euro di fatturato annuo nell'ultimo quinquennio possa investire o acquisire un'azienda come ATF che ha un fatturato annuo di almeno 5 volte tanto!? E’ ammissibile che un partner finanziario/fondo d’investimento con 10 milioni di euro di fatturato annuo nell'ultimo quinquennio sia considerato un colosso tale da garantire investimenti duraturi e sostenibili?

L’unico criterio di ammissione previsto può rivelarsi controproducente, compromettendo l'esito del processo di privatizzazione con il rischio di una “svendita” dei rami aziendali a chicchessia, anche all'avventuriero di turno!

Perché pubblicare un tale avviso nel mese di luglio ed agosto? Poco più di venti giorni di pubblicazione in piena estate basteranno a raccogliere adesioni di privati ed elaborare progetti, senza dare la minima indicazione di ciò che si intende tutelare e valorizzare? Quale serio imprenditore investirebbe su un’azienda di cui non si conosce nemmeno il bilancio? Quale serio imprenditore investirebbe sulla redazione di un progetto in risposta ad un avviso che non detta criteri di qualità, anche a tutela del suo investimento?

Quali garanzie a tutela del nostro patrimonio, quali prospettive? Come prediligere la scelta dell'acquirente? E' preferibile chi acquista tutto il pacchetto insieme (terme, golf ed imbottigliamento) o sarebbe più utile valorizzare le potenzialità di ogni singolo ramo d'azienda secondo le specializzazioni dei singoli partner? Neanche questo si evince dalla procedura.

La privatizzazione dell’ATF, necessaria per trovare sul mercato investimenti certi e imprenditori competenti e affidabili in grado di rilanciarne lo sviluppo, rischia di vedere un allungamento dei tempi con una preinformativa inutile e improduttiva. A ciò si deve purtroppo aggiungere un ‘azienda ormai fuori controllo: nessuna azione per ridurre i costi energetici sulle linee di produzione come indicato a suo tempo; insostenibile aumento dei costi del personale con assunzioni lievitate nonostante le scarse presenze turistiche, specie nelle terme e a dispetto dei sacrifici compiuti dall'Amministrazione e dagli stessi lavoratori negli ultimi anni; annunci di incrementi di vendita su basi quantomeno da verificare attentamente, magari a chiusura d'esercizio; un'azienda incapace di produrre ad oggi, in piena preinformativa, un bilancio revisionato.

In questo quadro certamente poco rassicurante, la messa in mora, con la richiesta di immediato pagamento dei canoni pregressi, non indebolisce ulteriormente l’azienda all’esame del mercato? Ma soprattutto si riusciranno a contenere i rischi del fallimento?

Sono ormai tre mesi che ascoltiamo pubblicamente dalle dichiarazioni del Commissario l'ipotesi di dissesto o di predissesto (sebbene il Comune continui ad impegnare e spendere e Atf sia oggi completamente fuori da un puntuale controllo del Comune).

Un dissesto si può evitare o agevolare. La nostra Amministrazione, nel 2010, lo evitò, sapendo che lo avrebbero pagato Tutti i fiuggini di tasca loro e che l'azienda sarebbe andata definitivamente perduta. Oggi invece, per quanto e' dato sapere, lo si sta agevolando, perché si ritarda e si diluisce la privatizzazione dell'azienda, consolidando le difficoltà di cassa dell'Ente.

Se servono rapidamente capitali freschi sull'azienda, anche per salvare il Comune – nonostante l'azienda paghi parte del canone con rate mensili da gennaio 2017- perchè si parla già di dissesto senza percorrere prima in maniera più “illuminata ed adeguata” la strada certa per evitarlo, ovvero quello della privatizzazione di ATF e della ottimizzazione di tutte le entrate, comprese quelle tributarie (far pagare chi non paga…)?

A quanto ci risulta, non si sta neanche provando a definire gli accordi già pronti con i grandi creditori per ridurre/spalmare il debito del Comune ed alleggerire la pressione sulla cassa (LazioAmbiente, ecc.). Forse il dissesto e l'azzeramento dell'azienda e del marchio "Fiuggi" semplificheranno il lavoro del Commissario e dei collaboratori attualmente in campo, alcuni anche riabilitati per intercessione politica, ma sicuramente inguaieranno in maniera irreparabile una Città intera.

Di fronte alle incertezze della procedura e della sostenibilità della cassa comunale, dove è finita la tanto agognata richiesta di condivisione delle scelte con la Città?…..ci sarà presentato il privato prima della firma? E se lascia attoniti la mancanza di una comprensibile strategia del Commissario, ciò che lascia letteralmente sbalorditi è il silenzio ancor più inquietante dei 4 paladini della trasparenza e della coerenza (30 riunioni per non condividere nulla e silenzio assoluto per approvare il “capolavoro” del Commissario)!

Hanno impedito che la Fiuggi Unita concludesse positivamente un percorso avviato nel 2010, legittimato dallo straordinario consenso elettorale dei cittadini.

A questi la Città dovrebbe chiedere CONTO del disastro che hanno provocato!! Il loro silenzio misura direttamente e rappresenta plasticamente l’inconsistenza delle loro ragioni. Feste e passerelle di altrui ingegno e impegno non possono coprire la vergogna del danno che si sta arrecando al presente e al futuro di una comunità intera.

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