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Frosinone, accordo di programma Amata: “concordo con il presidente di Federlazio. avviare una nuova progettualità gestita dal territorio”

“Concordo con la lucida analisi del Presidente di Federlazio Alessandro Casinelli sulla necessità di dare vita ad un nuovo Accordo di Programma per rispondere al bisogno di rilancio e di progettualità di questo territorio e per tamponare...

"Concordo con la lucida analisi del Presidente di Federlazio Alessandro Casinelli sulla necessità di dare vita ad un nuovo Accordo di Programma per rispondere al bisogno di rilancio e di progettualità di questo territorio e per tamponare l'emergenza occupazionale in atto. Sono altresì d'accordo sul fatto che l'Accordo di Programma debba essere calibrato sulla reale conformazione produttiva della provincia di Frosinone, ossia la presenza di un tessuto di attività costituito in massima parte da Piccole e medie imprese. Concordo, inoltre, con la chiara posizione del Presidente di Federlazio e la sposo pienamente quando dice che l'Accordo di Programma sottoscritto nel 2013 è stato un fallimento per i risultati non prodotti, in quanto non ha messo al centro proprio le PMI.

Mi permetto però di fare un distinguo rispetto alla modalità di gestione dell'Accordo che può essere anche il binario da cui ripartire. L'Accordo di programma è nato in questo territorio ed è stato partorito attraverso il protagonismo e la centralità della Provincia di Frosinone, in quanto Ente di coordinamento, realmente a conoscenza e in sintonia con le dinamiche locali. Non solo, ma la Provincia ha coinvolto tutti gli stakeholders territoriali per mettere a punto lo strumento di programmazione. L'Accordo di Programma è nato così. Ha perso la sua forza e la sua incisività nel momento in cui è stato sottratto alla gestione delle Istituzioni locali e ha avuto regia romana. Non è questa una critica di valore, ma di metodo. Io penso che se fosse stato gestito a Frosinone avrebbe sortito quegli effetti in termini di risultati, di produzione e di posti di lavoro con i quali tutti avevamo salutato la firma dello storico documento. Gli attori del territorio devono elaborare un disegno di sviluppo che comunichi una visione di insieme che funga da modello e da idea fondativa, da riferimento e da orientamento, rinunciando al particolare e al limitativo selfie che certifica una visione amputata.

Gli errori passati se un valore hanno è quello di non ripeterli. Per cui facciamo ripartire la proposta ma cambiamo la regia che segua il progetto dall'inizio alla fine. E credo che la regia debba essere quello strumento di progettualità partecipata che è il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo. Noi siamo pronti a rimetterlo a disposizione". E' quanto afferma il vicepresidente della Provincia Andrea Amata

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