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Frosinone, capodarco, tavolo in prefettura. il commento della senatrice Maria Spilabotte

Si è svolto oggi in Prefettura il tavolo convocato dal Prefetto Zarrilli sulla vicenda Capodarco. L’incontro era finalizzato ad esaminare in maniera condivisa possibili soluzioni al fine di evitare lo spostamento a Pomezia della sede attuale di...

Si è svolto oggi in Prefettura il tavolo convocato dal Prefetto Zarrilli sulla vicenda Capodarco. L’incontro era finalizzato ad esaminare in maniera condivisa possibili soluzioni al fine di evitare lo spostamento a Pomezia della sede attuale di via Armando Fabi 359 a Frosinone dell’azienda che oggi gestisce il Recup della nostra provincia. Presenti, oltre al Prefetto di Frosinone, il Vice Presidente della Provincia Andrea Amata, la dott. Roberta Ciancarelli per la Capodarco, il dott. Bruno Boffi in rappresentanza della ASL, le sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Cobas) e la Senatrice Maria Spilabotte. Quest’ultima, al margine dell’incontro, ha commentato: “E’ stata sicuramente una riunione proficua poiché si è riscontrata ampia disponibilità delle parti in causa per scongiurare l’ipotesi dello spostamento della sede. Intanto è stato ribadito che non vi sono posti a rischio e dunque i 130 posti sono salvaguardati. Si è poi discussi di come evitare lo spostamento della sede, per scongiurare l’ipotesi del pendolarismo dei dipendenti, anche tenendo conto che molti dipendenti della cooperativa hanno delle disabilità. La Asl ha ribadito la disponibilità dell’utilizzo della sala e della banda larga per la Capodarco, ma resta un ultimo nodo da sciogliere: se tale sala può essere adibita a sede o soltanto come presidio. In quest’ultimo caso i lavoratori potrebbero essere costretti a recarsi a Pomezia in alcuni giorni della settimana. Confidiamo di proseguire con la mediazione e far si che il presidio possa contenere il massimo numero di postazioni possibili e favorire il telelavoro per chi può usufruirne. E’ sorto, infine, un problema sull’utilizzo errato, in passato, dei contratti di solidarietà che oggi costerà alla cooperativa 7 milioni di euro per restituire le cifre esatte al Ministero e ai lavoratori. Un errore di una cattiva gestione passata che purtroppo incide sulle casse dell’attuale gestione della cooperativa e costringe oggi chi amministra a ristrettezze di bilancio. Esprimo grande soddisfazione e grande apprezzamento per il lavoro svolto dal Prefetto, molto sensibile al tema: adesso tutti dobbiamo continuare a fare la nostra parte per far si che la vicenda possa essere risolta completamente”.

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