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Frosinone, “disparita' di trattamento economico ai danni dei piccoli e delle famiglie”

Discriminazione e metodi vessatori, scoppia il caso delle mense scolastiche. A denunciarlo è Massimiliano Tata, candidato nella Lista civica di Fabrizio Cristofari in corsa per la fascia da Sindaco di Frosinone.

Fabrizio Cristofari

Discriminazione e metodi vessatori, scoppia il caso delle mense scolastiche. A denunciarlo è Massimiliano Tata, candidato nella Lista civica di Fabrizio Cristofari in corsa per la fascia da Sindaco di Frosinone.

“La mensa scolastica, appalto vinto dalla società All Food di Terni, copre un bacino scolastico di circa 900 bambini che va dalla scuola d’infanzia alle elementari. Quindi 900 pasti, scaglionati secondo degli orari ben precisi: alle 12 per i più piccolini e alle 13.15 per i bambini delle elementari. E qui c’è già il primo disservizio - spiega Tata - perché gli orari di consegna spesso non vengono rispettati e a pagarne le conseguenze sono i bambini, chiaramente, costretti a ritardare il pasto caldo. Da circa 15 giorni a questo disservizio si aggiunge anche altro. C’è infatti in atto, una sorta di pressione che sconfina ai limiti della vessazione personale per quanto riguarda la regolarizzazione dei pagamenti. E questo tipo di pressione non tiene conto nemmeno dell’importo del debito eventualmente accumulato, quindi è in un certo senso anche discriminatorio nei confronti dei genitori e dei bambini stessi. I messaggi sono inviati dal call center della All Food. Va specificato che, al di là del principio secondo il quale ogni debito debba essere estinto nelle forme dovute, è il metodo ad essere profondamente sbagliato soprattutto in un momento storico nel quale molte famiglie si trovano in difficoltà. Poi c’è un’altra cosa da evidenziare: da martedi 2 maggio i cosiddetti morosi, pur restando invariata la retta, hanno a disposizione per i loro bimbi solo il primo piatto. Questo tenendo presente che al momento della iscrizione alla mensa scolastica, non erano stati fissati i termini di pagamento. Tra l'altro, molti bambini che usufruiscono del servizio non sono stati mai censiti. Si tratta di una situazione che va affrontata con serietà evitando discriminazioni ma facendo attenzione ai metodi”.

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