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Frosinone, quale futuro per la Giustizia italiana? Dal Dott.Ferrara Costantino, Got del Tribunale di Latina.

Con una lettera indirizzata al Ministro Orlando, All’On. Giorgia Meloni, e all’associazioni di categoria Anmo e UNIMO ed a tutta la stampa nazionale e locale il dott. Costantino Ferrara di Frosinone pone una domanda: “Quale futuro per la Giustizia...

Toghe magistrati

Con una lettera indirizzata al Ministro Orlando, All’On. Giorgia Meloni, e all’associazioni di categoria Anmo e UNIMO ed a tutta la stampa nazionale e locale il dott. Costantino Ferrara di Frosinone pone una domanda: “Quale futuro per la Giustizia Italiana?

In Italia si è mantenuto fermo “l’obiettivo di mantenere e garantire la posizione di autonomia e indipendenza della magistratura all’interno di un quadro di tutele costituzionali per tutti i cittadini (così al senato il ministro della giustizia Orlando). Forse dette affermazioni andrebbero spiegate bene agli istituti che si occupano di questioni sociali a livello mondiale, come il World Economic Forum che pone la giustizia italiana al 68esimo posto e che valuta il relativo servizio peggiore di quello di molti paesi del terzo mondo (Costa Rica, Gambia, Pakistan, Slovenia, Iran, ecc.).

Le cose non andrebbero meglio in Europa, ove la magistratura italiana è stata messa sotto accusa per : le alte retribuzioni a fronte di una ridotta produttività, la mancanza di un orario di lavoro, i costi eccessivi e la lunghezza dei processi. Farebbero riscontro a tale situazione il primato italiano tra i paesi membri sia come accesso all’Eu Pilot (commissione per risolvere in anticipo problemi di conformità senza ricorrere a procedure d’infrazione) sia come ricorsi alle stesse procedure d’infrazione (già con condanne per l’Italia da parte della Corte di Giustizia Europea, a pagare centinaia di milioni di euro).

Altro diffuso fattore di accusa è l’eccessiva politicizzazione della magistratura italiana che sembra aver assunto dimensioni ipertrofiche negli ultimi tempi, In relazione al passaggio dall’0rdinamento giudiziario alla politica con facoltà di rientro, al numero di magistrati chiamati sia a svolgere funzioni dirigenziali nelle sedi ministeriali spesso per sopperire a specifiche inadeguatezze dei ministri nominati per esigenze politiche e non per doti proprie e meriti particolari, sia per incarichi privati retribuiti. Ciò non sarebbe avvenuto in passato come indicherebbe mediamente il fatto che tra gli ultimi 20 guardasigilli – dall’attuale ministro Orlando (politico, diploma di maturità scientifica) e Vassalli (anni 1988-91, giurista) - vi è stata una netta prevalenza (12 su 20) di “addetti ai lavori” (avvocati, giuristi, accademici). Vi è poi uno stuolo di magistrati pronto ad aggredire i politici in disaccordo con il potere in auge o a difendere i politici di grido con qualche scheletro nell’armadio. Mentre il CSM (consiglio superiore della magistratura) fa la sua parte corporativa : su 190 procedimenti disciplinari, 50% chiusi con ammonizioni o censure, rarissime sospensioni e zero rimozioni. Forse sarebbe il caso di richiamare quell’altissimo magistrato che tra amici, nel 2013, ebbe ad anticipare, con frasi non ripetibili, la condanna poi emessa a carico di Berlusconi. Che fine ha fatto detta toga ? E’ stato punito ? Non pare. E’ stato salvato chiudendolo nell’oblio? Può darsi. E’ stato premiato? Forse.

Secondo detto CSM e certe sedi ministeriali, i magistrati italiani sarebbero i più produttivi in Europa. E’ una posizione decisamente inesatta, di categoria, dal momento che considera insieme sia magistratura ordinaria che magistratura onoraria. A parte i giudici di pace, i magistrati onorari sarebbero 3.866 circa di cui 2.081 giudici onorari di tribunali, giudicanti (got) e 1. 785 viceprocuratori, requirenti (vpo). E’ singolare al riguardo che la categoria dei magistrati onorari – priva dei diritti costituzionali riconosciuti a tutti i lavoratori, compresa la inesistente sicurezza sociale (permessi, ferie, maternità, malattie, ecc.), che svolge sostitutivamente parte considerevole (20-25%) del lavoro ordinario con equivalenza funzionale – sia sovente mal sopportata dai cosiddetti togati e usata come “foglia di fico” per coprire le inefficienze e gli abusi di una parte della magistratura ordinaria. Il problema degli abusi è duplice, in se stesso e in quanto non sempre sanzionato da parte di chi di dovere. Ad esempio, a Latina = organico 40 togati, in servizio 29, vacanti 11; 25 onorari , in servizio 19, vacanti 6 = un magistrato viene trasferito ad altra sede pur con la esistente carenza di organico ma poi, appena quel Tribunale è dichiarato “sede disagiata” quello stesso magistrato vi ritorna, godendo così dei relativi benefici (indennità mensile di euro 2.000 circa, oltre la retribuzione mensile ci circa 8.000 euro, raddoppio della anzianità per massimo 4 anni, indennità di prima sistemazione, ecc.). Altro caso sempre a Latina : ad un nuovo arrivato vengono assegnate le cause degli anni 2014 e 2015, già pendenti innanzi la II sezione civile ; il giudice designato, con proprio decreto del marzo 2017, rinvia le stesse cause nel numero di 19 (diciannove) all’anno 2019 e quanto alle restanti n.11 all’anno 2020, il tutto senza incontrare ostacoli di sorta se non la riprovazione dell’opinione pubblica informata dalla stampa locale.

Quelle autonomia e indipendenza vantate dal ministro Orlando e mal riconosciute per la magistratura ordinaria sono disattese completamente per quanto attiene alla magistratura onoraria, con incarichi a tempo limitato, male retribuita con euro 75 ad udienza, non assistita da garanzie previdenziali e assicurative ovvero dai diritti riconosciuti dalla comunità europea per tutti i magistrati dei 27 paesi membri (a seguito di ricorsi sarebbero in atto verifiche per l’eventuale apertura di una procedura d’infrazione sulla giustizia italiana). Detta siffatta grave situazione pare non interessare i reggitori delle sorti della magistratura onoraria e di quella ordinaria. Addirittura sembra che facciano orecchie da mercante anche a fronte del grido di allarme rappresentato dalla recente quinta sospensione (“sciopero”) dei giudici e vice procuratori onorari (con inevitabile paralisi delle attività di molte sedi giudiziarie). E persino a fronte della larghissima presa d’atto da parte dell’opinione pubblica circa la insostenibilità della situazione, che riguarda non solo le migliaia di magistrati ma anche le centinaia di migliaia di cittadini sostanzialmente privati di una giustizia da paese civile. Come da anni ripetutamente rappresentato da importanti giornali a diffusione nazionale ed estera (Corriere della Sera, La Stampa, il Sole 24 Ore, ecc.) e dalla moltitudine di testate locali. Con pesante penalizzazione dell’utenza cittadina ma anche di chi pur al vertice della carriera politica non ha le doti necessarie per andare incontro alle vere esigenze degli italiani.

Chiediamo pertanto al ministro Orlando di rendersi conto della reale situazione della magistratura italiana e in particolare di quella onoraria che va fatta oggetto di una vera riforma, con il riconoscimento del tempo indeterminato sino all’età pensionabile e anche correggendo la legge-delega del 2016 che, prevedendo per i magistrati onorari soltanto due udienze a settimana, finirebbe per aggravare l’esistente. Salvo che non si voglia dare spazio ad un clima di abbandono della giurisdizione ad opera degli utenti e degli operatori della giustizia. In relazione a ciò, saremo costretti, alla ripresa giudiziaria di settembre, in mancanza di qualche cambiamento, a rassegnare per motivi di dignità personale e professionale nonché per non essere complice di una giustizia sempre più arretrata e inefficiente, a rassegnare le dimissione da got del Tribunale di latina.

Distinti saluti

Dott. Costantino Ferrara

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