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Frosinone, sanità abbruzzese (fi): società subentrante per manutenzione non vuole garantire continuità livelli occupazionali. asl e regione latitano

"La ditta subentrante Manuntecop che si dovrà occupare della manutenzione degli impianti negli ospedali della Provincia di Frosinone non vuole garantire la salvaguarfia dei livelli occupazionali, come previsto in un protocollo d'intesa...

"La ditta subentrante Manuntecop che si dovrà occupare della manutenzione degli impianti negli ospedali della Provincia di Frosinone non vuole garantire la salvaguarfia dei livelli occupazionali, come previsto in un protocollo d'intesa sottoscritto precedentemente. Pertanto sono a rischio circa 20 lavoratori ex Siriam e in tutto questo sia il governo regionale che il commissaroo straordinario della Asl di Frosinone non fanno nulla per evitare tale eventualita". lo ha dichiarato ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Isituzionali.

"Per avere un efficiente e tempestivo servizio di manutenzione è necessario il reinserimento lavorativo, nella ditta subentranfe, la Manutencoop appunto, delle figure professionali che da 20 anni svolgono questo lavoro.

In questa situazione incresciosa, come al solito, sia la dirigenza Asl che la Regione Lazio sono latitanti. Sarebbe opportuno infatti intimare all'azienda in questione il rispetto degli accordi relativi alla continuità dei livelli occupazionali e di esternare le sue intenzioni in merito alle condizioni salariali legate al passaggio dei lavoratori e il riconoscimento dell'anzianità di servizio". Ha concluso Abbruzzese.

SANITA’, FAZZONE (FI): “STABILIZZAZIONE PRECARI ASL LATINA, INTERROGAZIONE URGENTE PER TROVARE IMMEDIATA SOLUZIONE”

“L’esclusione dal processo di stabilizzazione avviato dalla Regione Lazio dei precari che da decenni operano nella sanità pontina è, a dir poco, inaccettabile. Tanto quanto vergognoso è il fatto che sull’accaduto il presidente della Regione Lazio abbia fatto calare il più assordante silenzio. In questo contesto ho presentato una interrogazione urgente, ai ministri della Sanità, per gli Affari Regionali e Autonomie, del Lavoro e delle Politiche sociali e per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, per chiedere quali siano le ragioni ed i criteri in base ai quali la Regione Lazio abbia ritenuto di escludere i precari della Asl di Latina dal processo di stabilizzazione. Ho chiesto con quali provvedimenti e azioni intendano intervenire, anche nei confronti del commissario ad acta, Zingaretti, per tutelare il diritto al lavoro stabile dei precari della Asl di Latina ingiustamente esclusi dalla possibilità di stabilizzare un rapporto di lavoro che di fatto non può che ritenersi consolidato. Nonché di valutare se le decisioni e gli atti conseguenti adottati in palese violazione del dettato costituzionale, e non solo, non impongano la revisione del decreto a firma di Zingaretti, del 23 dicembre 2016, ponendo rimedio all’illegittima ed ingiusta esclusione dei precari dell’Asl di Latina dal processo di stabilizzazione. L’esclusione dei soli precari della Asl di Latina viola il principio di eguaglianza costituzionalmente garantito. Crea una ingiusta ed illegittima disparità di trattamento con i precari, aventi identici requisiti, “più fortunati” delle altre Asl del Lazio a cui è stata ammessa la stabilizzazione. Ed apre, di fatto, la strada non solo ad una mobilitazione dei “precari”, come palesato anche dagli ultimi articoli di stampa, con conseguente interruzione delle prestazioni sanitarie ad esclusivo danno di incolpevoli utenti, ma anche ad un contenzioso giudiziario volto all’indubbio accertamento del sacrosanto diritto dei precari esclusi alla stabilizzazione ex legge 208/2015 con ulteriore aggravio di spese a carico della finanza pubblica. Il decreto di Zingaretti omettendo di assegnare alla Asl di Latina risorse per la stabilizzazione dei precari condanna, infatti, queste professionalità al limbo. Si tratta di centinaia di medici ed infermieri che in questi anni, nonostante lo stato di precarietà dato dalla durata a termine dei contratti, hanno garantito con diligenza e passione l’erogazione dei servizi, l’efficienza delle prestazioni e un’assistenza degna delle esigenze dei cittadini. Senza considerare che la mancata stabilizzazione si pone in contrasto con la sentenza della Corte di Giustizia Europea, del 26 novembre 2014, con cui l’Italia è stata condannata per l’abuso di contratti a termine ponendo le basi giuridiche per la stabilizzazione di tutto il personale precario della pubblica amministrazione e, quindi anche del comparto sanità. Il tutto in una situazione, quella in cui versa la sanità nel Lazio e nella provincia di Latina, dove le croniche lacune superano di gran lunga i servizi. In cui gli ospedali sono oggetto di strumentalizzate promesse che, nei fatti, si traducono in costanti depotenziamenti e sottrazione di servizi ai cittadini come evidenziano le quotidiane e strutturali emergenze che caratterizzano tutti gli ospedali della provincia di Latina, dal Santa Maria Goretti fino al San Giovanni di Dio di Fondi, passando per il Dono Svizzero di Formia e il Fiorini di Terracina. Strutture che stentano a sopravvivere a causa della carenza di personale, nella disorganizzazione dei servizi, dei tagli costanti a cui sono sottoposti. Anche in questa occasione si fa finta di non vedere. Non trovare una soluzione concreta ai disagi che il personale degli ospedali e i cittadini vivono ogni giorno è un atteggiamento ingiustificabile. I precari vanno stabilizzati. Le prestazioni garantite. Su questo siamo irremovibili, pronti a dare tutto il nostro supporto a coloro che ingiustamente sono privati dei propri diritti”.

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Lo dichiara in una nota il coordinatore regionale di Forza Italia Lazio, Senatore Claudio Fazzone

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