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Frosinone, uil: occorre il cambio di passo sulle politiche sociali del territorio

Sono diverse le proposte avanzate dalla uil politiche sociali per venire incontro alle esigenze dei piu’ deboli

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Sono diverse le proposte avanzate dalla uil politiche sociali per venire incontro alle esigenze dei piu’ deboli

“Porre un freno all’assistenzialismo e puntare sulle politiche attive, cercare il recupero delle risorse per le politiche sociali attraverso una convinta e capillare lotta alla evasione fiscale per venire in aiuto alle famiglie in stato di difficoltà con iniziative e progetti di sostegno”.

E’ questa la ricetta proposta dal segretario provinciale della Uil con delega alle politiche sociali Emilio Lucidi per rilanciare un settore che continua ad avere aggressioni e non riesce più a dare risposte concrete.

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Il rappresentante sindacale sottolinea come aiutare e sostenere la situazione della non autosufficienza, con una mirata assistenza domiciliare medico infermieristica continuativa, debba essere un imperativo categorico: “Le condizioni di vita delle persone meno abbienti – sottolinea Lucidi – vanno affrontate con l'esenzione IRPEF fino a 15 mila Euro e con una efficienza delle RSA Pubbliche, nelle quali è necessario incrementare il numero dei posti letto. Bisogna rendere più agevole la vita delle persone disabili, abbattendo le barriere architettoniche, comprese quelle culturali. Occorre dare incentivi fiscali a quelle famiglie e a quei cittadini che creano e favoriscono ricchezza sociale. Serve infine superare le condizioni di precarietà nelle quali oggi lavorano gli operatori sociali, per lo più pseudo soci di cooperative. Quando si parla di politiche sociali guarda caso – fa notare Lucidi – i soldi non ci sono mai ma per gli amministratori sì. Questo non può essere più accettabile, perché nel bilancio di un Ente Pubblico il sostegno alle persone che ne hanno diritto e bisogno è assolutamente prioritario. I cittadini hanno già pagato per ridurre il debito della sanità ma ci domandiamo quando i costi della politica saranno riportati allo stretto necessario. A quando il registro dei tumori? A quando un albo delle professioni a disposizione dei Distretti dove dovrebbero attingere le cooperative sociali riconosciute? A quando una politica intercomunale dei servizi? Su questo percorso – conclude il segretario – sicuramente noi della UIL ci saremo”.

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