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La senatrice Maria Spilabotte firma per l’introduzione del delitto di tortura

“I numerosi gravi episodi di abusi e violenze avvenuti in carcere negli ultimi anni confermano la necessità di introdurre il reato di tortura nel nostro codice penale”.

"I numerosi gravi episodi di abusi e violenze avvenuti in carcere negli ultimi anni confermano la necessità di introdurre il reato di tortura nel nostro codice penale".

Così la Senatrice Maria Spilabotte, firmataria del Disegno di Legge che prevede l'introduzione del delitto di tortura sull'ordinamento italiano-articolo 613bis del codice penale. Prosegue la Senatrice Spilabotte: "Sarebbe un importante passo in avanti affinché il diritto alla tutela fisica e psichica di qualunque persona privata della libertà venga definitivamente affermato, insieme alla possibilità di individuare e punire chi tale diritto non rispetta e far si che non vi sia più amarezza e sconforto per uno Stato che non protegge, in luogo di detenzione, un suo cittadino. Il divieto di tortura è contemplato non solo da numerose convenzioni generali sui diritti umani, ma anche da specifici trattati ai quali l'Italia ha aderito, come la Convenzione dell'ONU contro la tortura del 27 giugno 1987 e la Convenzione Europea per la Prevenzione della Tortura e della pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti del 26 novembre 1987, e fa parte della nostra Costituzione, come ci ricorda l'articolo 13. Pertanto prevedere tale delitto nel codice non è solo un obbligo derivante dal diritto internazionale ma anche e soprattutto dalla stessa nostra Costituzione. L'Italia si adegui in fretta e colmi quel vuoto normativo che ad oggi ha prodotto ingiustizie diffuse e segnato il destino di tante famiglie".

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