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Paliano, concluso in carcere il progetto “La Porta” realizzato dai detenuti con Poste Italiane

Si è svolta all’interno del carcere di Massima Sicurezza di Paliano, di Via Garibaldi 6, la parte conclusiva del progetto contributivo di rieducazione nel tessuto sociale dei detenuti denominato “La Porta”, facente parte del “progetto filatelia...

La Porta 1

Si è svolta all’interno del carcere di Massima Sicurezza di Paliano, di Via Garibaldi 6, la parte conclusiva del progetto contributivo di rieducazione nel tessuto sociale dei detenuti denominato “La Porta”, facente parte del “progetto filatelia nelle carceri II edizione”.

La Porta 2

Sin dall’ottobre scorso, l’operatrice della filatelia della filiale di Frosinone Sig.ra Tiziana Dentice, che si è letteralmente inventata il progetto, recandosi più volte nel carcere di Paliano ed incontrando i 36 detenuti che hanno partecipato all'iniziativa realizzando parole, cartoline e cortometraggi che questa mattina sono stati proiettati all’interno della sala dell’Unità D’Italia, dove è stato presentato il progetto, alla presenza del Capo Filiale di Frosinone Dott. Stefano Federico, di Orlando Ranaldi arrivato a nome del direttore Pietro La Bruna, di Armando Mendolicchio, Andrea Cesarini, Giulia Santaro accolti dalla direttrice del carcere Dott.ssa Nadia Cersosimo e dal Sindaco Domenico Alfieri. Qui sono stati proiettati i cortometraggi realizzati dall’autunno scorso che riguardavo le poste e la comunicazione i quali hanno realizzato anche una sceneggiata fingendosi impiegati postali. Perché il progetto de “la Porta” è presto detto: in quanto era riferito all’anno Santo della Misericordia voluto da Papa Francesco e si sarebbe dovuto svolgere a Natale.

Dagli elaborati grafici realizzati dai detenuti durante il corso sono state create quattro cartoline filateliche nelle quali ricorre come trait d’union il tema delle porte, simbolo di ingresso e di uscita da una realtà divisa tra il bene e il male e nella quale assume un carattere determinante il tema della giusta scelta.

Realizzate in 1.000 esemplari, le cartoline sono state timbrate con lo speciale annullo filatelico, anche questo realizzato sulla base di un bozzetto disegnato dai detenuti.

Gli ospiti presenti hanno potuto visionare anche altre opere come alcuni francobolli realizzati con sapone e tempera e due cortometraggi sul tema “Comunicazione e Filatelia”.

L’evento si è concluso con una rappresentazione teatrale dai detenuti.

Stranamente quest’anno non sono stati ammessi giornalisti se non accreditati e quindi il topico momento dell’annullo postale in cui la direttrice Nadia Cersosimo annullava le cartoline stampate da Poste Italiane non è stato documentato fotograficamente. Noi siamo riusciti ad ottenere le cartoline annullate acquistate all’Ufficio Postale, dov’era stato aperto uno sportello per l’annullo. Questo progetto è nato non per giudicare, ma per comunicare con l’esterno ed è quello che cercano tutti i detenuti. Peccato per i troppi disguidi che si sono creati e possiamo affermare, quindi, che è stata una festa a metà, anche perché le autorità hanno disdetto tutte all’ultimo secondo lasciando i "postali" da soli e senza fotografo.

Giancarlo Flavi

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