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Paliano, origine di un nome; un quesito ancora aperto (prima parte)

Tracciare la storia del toponimo di Paliano è cosa assai ardua, sia per la mancanza di fonti epigrafiche ed archeologiche, sia per la scarsezza di quelle letterarie relative alla sua nascita e alla prima fase della sua organizzazione...

Tracciare la storia del toponimo di Paliano è cosa assai ardua, sia per la mancanza di fonti epigrafiche ed archeologiche, sia per la scarsezza di quelle letterarie relative alla sua nascita e alla prima fase della sua organizzazione amministrativa.

Il primo documento in cui è compare il nome di Paliano è del 1085 e riguarda un atto di donazione della quarta parte dell'abitato e del territorio, che tale Trasmundo figlio di Amato, abitator in castello quod vocatur Pallianus, fece a favore del Monastero di S. Benedetto a Subiaco .

Tuttavia, nel corso degli anni, varie sono state le ipotesi formulate dagli storici o studiosi locali, circa l'origine di questo etimo.

Secondo l'archeologo Antonio Nibby (1848) l'origine del nome deriverebbe da un fondo della gente Pollia; "e da un Fundus Pollianus per transizione di pronuncia si fece Pallianus"; tale opinione fu sostanzialmente condivisa dal Gregorovius, dal Tucci Savo e da altri.

La gens Pollia era, in origine, una delle 17 tribù rustiche romane costituite nel periodo di passaggio tra la monarchia e la repubblica (ante 495 a.C.), il cui ambito territoriale andava però non oltre l'8° miglio da Roma e cioè in prossimità di Tuscolo, come affermano Tito Livio e Valerio Massimo. Altre 18 tribù vennero create in seguito, in corrispondenza delle conquiste e al conseguente allargamento del territorio controllato da Roma. Dopo il 358 a.C., sappiamo che in area ernica, dove gravitava il territorio di Paliano, si stanziò la tribù Publilia.

Secondo la convenzione dei nomi romani, usata nella Roma antica, i membri di una gens condividevano lo stesso nomen gentilizio, mentre i suoi differenti "rami", le famiglie (familiae), portavano un differente cognomen (o soprannome) che, durante la Repubblica e l'Impero, veniva trasmesso dal padre al figlio, distinguendo di fatto la famiglia nucleare all'interno della gens (il cognomen non compare in documenti ufficiali fino a circa il 100 a.C.). Pollio (o Pollione) era anche un cognomen utilizzato da uno dei rami della gens Asinia (Gaius Asinius Pollio), ma lo troviamo anche nella versione di Pollius presso la gens Memmia, o di Pullus tra la gens Iunia.

Personaggi di una famiglia Pollia sono ricordati in due epigrafi rinvenute rispettivamente a Palestrina e Cave .

L'età romana impose un rinnovato assetto del territorio e con le opere di colonizzazione e assegnazione dei terreni, si diffusero anche i nuovi toponimi. Il toponimo prediale (o fondiario), costituito da un nome personale latino seguito dal suffiso ­anus ad indicare appartenenza, venivafissato catastalmente per un riconoscimento agevole della proprietà in questione.

In tal modo, fissandosi nell'uso si sono perpetuati fino ai giorni nostri . E così un nome di luogo come il nostro Pugliano ha all'origine Pullius (o eventualmente Pollius) attraverso un praedium Pullianus che designava la proprietà fondiaria assegnata a Pullius. Formazioni di questo tipo sono già documentate dal I secolo a.C., e poi sempre meglio in età imperiale e permettono di ricostruire la romanizzazione del territorio. Oltre che a Paliano, è da notare che in Italia esistono altre località che hanno questo stesso nome, non tutte legate alla devozione mariana .

Il glottologo tedesco Wilhelm Schulze, nella sua fondamentale opera sull'onomastica latina, Zur Geschichte lateinischer Eigennamen, pubblicata nel 1904, dedicata anche alla verifica della interdipendenza e delle analogie fra gentilizi e toponimi, classificò l'etimo di Palinius (Paliano) come un prediale dal personale latino Palius o Pallius, con terminazione aggettivale in ­anus, ad indicare una proprietà fondiaria.

Aldo Giovannoni, editore e continuatore dell'opera del Tucci Savo avanzò nel 1933, quest'altra ipotesi: in epoca Paleocristiana si sviluppò, nel territorio di Paliano, il culto di vari martiri della prima età cristiana, i cui nomi ricorrono tuttora nella topografia locale (Colle S. Quirico, Colle S. Quintino,Colle S. Giovenale, Torretta di S. Pietro, Mura di S. Paolo, Colle S. Lionale).

Il culto di San Paolo, predominando sugli altri, fece chiamare Paullianum il villaggio sorto in località Colle Rampo e Paulliani i suoi abitanti, i quali, trasferendosi poi in vetta al colle dell'attuale città per motivi strategici, conservarono l'antica denominazione. Il Giovannoni, con le sue ricerche, ritenne di aver raggiunto non solo la vera etimologia di Paliano, ma anche la sua origine e la sua posizione premedievale .

Altre ipotesi avanzate, più o meno fantasiose, vogliono che il nome Paliano derivi dai Palliati, genere di sacerdoti pagani, che probabilmente avevano un tempio nella sommità della collina; o che derivi ancora da Palliati persone che a causa delle lotte civili abbandonavano la città per rifugiarsi in luoghi nascosti e li attendere il ritorno della pace per raggiungere di nuovo la città; ancora altre ipotesi vogliono che il nome di Paliano derivi da Palia o da Polia, una sorta digemma; o da Polia, gregge di cavalli; o derivi da Paleanus, cioè luogo della paglia, paese caratterizzato da case di paglia .

Note:

Allodi - Levi, Regesto Sublacense, Roma 1885, doc. n.22, p.62.

Nibby A., Analisi storico, topografico antiquaria della carta dei dintorni di Roma, v. 2, Roma 1848, p.516.

citate in: Tucci Savo G. ­ Giovannoni A., Paliano, dalle origini ai nostri giorni, Tivoli 1933, pp.15­17.

Gli studi toponomastici in Italia ­ e non soltanto in Italia ­ hanno la loro data di nascita nel 1873 quando ilpiemontese Giovanni Flechia diede alle stampe la sua monografia sui nomi prediali italiani. Fu lui che intuì la grande importanza che i nomi di persona, nomi di fondatori o di possessori, hanno avuto per la formazione dei toponimi di diverse regioni d'Italia. Con i suoi lavori metodici il Flechia ha aperto la strada alla toponomastica moderna.

Esse sono: Pugliano di Ercolano (Napoli); Pugliano di Teano (Caserta); Pugliano a S. Giuliano Terme(Pisa); Pugliano a Bianco (Reggio Calabria); Pugliano a Paterno Calabro (Cosenza); Montecorvino Pugliano (Salerno); Montecopiolo Pugliano (Pesaro e Urbino); Minucciano Pugliano (Lucca). Sono inoltre da registrare: Puglianello (Benevento); Puglianello Camporgiano (Lucca); Pugliano Milanese (Milano).

Tucci Savo G.­ Giovannoni A., op. cit., pp. 164­170.

Pacitti L., Storia della Terra di Paliano, Cave 1983.

Achille Pacciani

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