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Paliano, tornano dalle ferie e trovano la fabbrica chiusa. A casa 50 operai dell'Italia Alimentari

Ancora un duro colpo per la già disastrata economia palianese. Altri 50 lavoratori a casa e senza appello, senza neanche usufruire della Cassa integrazione. L’ex Alceo Blasi,  oggi Italia Alimentari, che dava lavoro a 50 dipendenti di Paliano

Ancora un duro colpo per la già disastrata economia palianese. Altri 50 lavoratori a casa e senza appello, senza neanche usufruire della Cassa integrazione. L'ex Alceo Blasi, oggi Italia Alimentari, che dava lavoro a 50 dipendenti di Paliano

e di tutta la zona (36 dell'azienda ed altri 15 nell'indotto) da una trentina di anni, ed è sita nella zona industriale a Ponti della Selva, recentemente passata al gruppo del Cavalier Cremonini CHEF Express che ha in gestione anche degli autogrill sulle autostrade italiane, non ha fatto rientrare al lavoro i dipendenti che questa mattina al rientro dalle ferie estive hanno trovato la brutta sorpresa. Nella giornata di ieri mentre vi erano in corso lavori di manutenzione sono arrivati dei grossi TIR dal nord Italia che sono stati riempiti di materiale lavorato (insaccati e salumi vari) e parte dei macchinari.

Lo stabilimento è rimasto quasi completamente vuoto. Da questa mattina gli operai affiancati dal sindacalista della FLAI CIGL Stefano Morea, stanno presidiando lo stabilimento ed hanno ricevuto la visita di solidarietà di tutta la giunta comunale con a capo il vice sindaco Valentina Adiutori (il sindaco è fuori per le ferie). "Sto in contatto costante con il Sindaco - ci dice il rappresentante provinciale della CGIL - per vedere come arrivare al Prefetto. Questa mattina, comunque sono riuscito a mettermi in contatto con alcuni dirigenti della Cremonini e mi hanno risposto che la crisi è irreversibile ed entro oggi arriveranno le lettere di licenziamento a tutti. E' una storia incredibile, anche perché si stavano rinnovando i pavimenti e quindi questa decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno".

Gli operai, una cinquantina compresi l'indotto, tutti intorno agli anta, questa mattina hanno protestato in maniera decisa ma con dignità. Uno di loro ha messo un'autovettura di traverso per non far uscire un automezzo che stava finendo di caricare altro materiale.

Il presidio è stato posto a tutela dello stabilimento perché l'azienda ha tolto anche la vigilanza. Una situazione davvero drammatica che va ad aggiungersi alle altre aziende palianesi in crisi, che mette ulteriormente nel baratro le famiglie che magari stavano pagando mutui e si stavano creando una vita.

Insomma, 50 famiglie in mezzo alla strada nel pieno ferragosto, senza avviso, anche se i sindacati avranno un incontro ufficiale il 27 di questo mese presso l'Assocarni di Roma, ma le premesse, purtroppo, sono negative.

Le reazioni della politica non si sono fatte attendere. "Mentre il sindaco è in vacanza in Umbria nel nostro paese - ci dice il capogruppo della lista civica Maurizio Sturvi - chiudono le fabbriche senza che l'amministrazione faccia niente. Quello successo in queste ore è una cosa veramente grave e 50 famiglie senza un lavoro per la zona sono un brutto colpo. Il consigliere Germanò ci accusò che noi facevamo chiudere i ristoranti, loro invece fanno chiudere le fabbriche e pensano solo a fare i "piacioni" per le cantine del Palio".

L'ex candidato a Sindaco Gianluca Pratini ironizza sul comportamento dell'Amministrazione e dell'innominabile sindaco che: "non tiene un rapporto con le aziende di Paliano allora che amministrazione è?".

Critico anche Piero Pera deiVERDI GREEN LAZIO:

"Stai fresco a dire che siamo quelli del NO ! Per risollevare o comunque, per dare una mano all'economia del Nord della Ciociaria e della Bassa Provincia di Roma, avevamo proposto la riconversione della Videocolor di Anagni in una

fabbrica che producesse auto elettriche! Mentre noi proponevamo una svolta, altri pensavano a come dividersi i vari consigli di amministrazione anche di Enti fantasma!! Ennesima fabbrica che chiude quella della ITALIA ALIMENTARI di Paliano! Ennesima beffa per 50 persone che resteranno senza stipendio ! Tra inceneritori, TMB, discariche, fabbriche che chiudono e posti di lavoro persi, lo scenario che si presenta per il futuro, sembra uscito da un film di Walt Disney dove la scenografia, disegna un paesaggio desolante, secco e abbandonato ! Come Verdi , siamo vicino a quelle famiglie colpite dalla chiusura della fabbrica sperando che gli amministratori locali siano finalmente saggi e che abbandonino l'idea di distruzione del territorio e si facciano finalmente promotori del futuro dell'intera area attraverso una svolta verde ed ecologista!"

Di seguito la nota dell'amministrazione

«La notizia - sostengono dal Comune - è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Siamo in attesa di comunicazioni ufficiali della proprietà per delineare un quadro chiaro e intraprendere iniziative a tutti i livelli istituzionali. Saremo sempre vicini ai lavoratori, anche attivando organi politici superiori. Quanto accaduto, in ogni caso - concludono - ci lascia interdetti, innanzitutto per le modalità in cui la proprietà ha operato»

Foto e servizio di Giancarlo Flavi (vietata la riproduzione delle foto)

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