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Paliano, tutto pronto per la presentazione del libro di Roberto Salvatori

Esule in Francia durante la dittatura fascista, reduce della guerra di Spagna, internato nel campo di concentramento francese di Vernet d’Ariège, confinato a Ventotene, comandante partigiano già all'indomani dell'8 settembre 1943, organizzatore di...

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Esule in Francia durante la dittatura fascista, reduce della guerra di Spagna, internato nel campo di concentramento francese di Vernet d’Ariège, confinato a Ventotene, comandante partigiano già all'indomani dell'8 settembre 1943, organizzatore di bande partigiane e di cellule comuniste nel segmento territoriale prenestino-ciociaro, sindaco di Paliano (suo paese d’origine) e dirigente di partito in provincia di Frosinone. Basterebbero questi elementi per capire come la vita di Enrico Giannetti sia stata straordinariamente intensa, movimentata e travagliata, da assomigliare ad un romanzo d’avventure.

In questo libro, in cui vengono ripercorse le tappe fondamentali della sua esistenza, traspare in sottofondo uno spaccato di quello che è stato il Novecento, «il secolo breve» secondo Hobsbawm, il secolo delle illusioni, delle dittature, di due guerre mondiali e della Shoah, che Giannetti ha attraversato, fin da giovane, con slancio e impegno militante, non senza difficoltà, contrasti e lacerazioni. Ma anche il secolo dei grandi ideali e del «sole dell’avvenire», a cui guardava – lui e milioni di uomini – nella speranza di un mondo migliore.

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Un lungo percorso di vita e di militanza nel Partito comunista italiano – per un uomo che personaggio lo è stato davvero – vissuto senza cedimenti, né compromessi, né titubanze. Per molti suoi compagni e coetanei, Giannetti rimane una figura leggendaria della lotta di Liberazione in Ciociaria e nell’area dei monti Prenestini e un militante comunista di specchiata onestà intellettuale. Nonostante la dura contrapposizione ideologica in atto tra i partiti nel secondo dopoguerra, Giannetti si fa comunque uomo del dialogo, delle aperture e della solidarietà, dando la cifra di una visione avanzata della politica e di un alto senso democratico. E dati i tempi, un dirigente di partito molto più ecumenico che stalinista.

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