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Pastena, 25 aprile a Pietra la Spina

La commemorazione di un eccidio cancellato dagli archivi militari ed esiliato dalle cronache ufficiali  serve in realtà a dare spessore e consistenza alla memoria  storica del nostro popolo.

La commemorazione di un eccidio cancellato dagli archivi militari ed esiliato dalle cronache ufficiali serve in realtà a dare spessore e consistenza alla memoria storica del nostro popolo.

Tra la quiete delle montagne e la bellezza della natura taciturna ed austera, si consumò nel 1944 durante il ritiro delle truppe tedesche il massacro di una famiglia impietosamente condannata al martirio dal comando militare alleato.

A circa settecento metri di altezza, pietra la spina si sporge, a sud, su tutta la valle del cassinate e a ridosso della famosa linea Gustav , consentiva alle truppe di occupazione tedesca di avere una naturale roccaforte per il controllo e la difesa del territorio.

Durante le concitata avanzata delle truppe francesi, che avrebbero negli stessi giorni e nelle medesime zone stuprato le donne ciociare, in mezzo a quei boschi e lungo le pendici dei monti ci fu un violento scontro armato tra le truppe dei due eserciti e questa famiglia di pastori fu ritenuta colpevole di non aver avvisato gli alleati del pericolo costituito dalla presenza dei soldati tedeschi.

All’imbrunire mentre stavano in cucina, attorno al tavolo per consumare la cena, un commando delle truppe alleati li sterminò e in quattro caddero riversi in una pozza di sangue.

Questa l’amara e tragica vicenda e per questo motivo, pietra la Spina vuol rappresentare il luogo dove ricordare le vittime civili della seconda guerra mondiale, vittime degli stupri, delle esecuzioni sommarie di un esercito in fuga e dei bombardamenti che seminarono orrore e morte tra la gente di Pastena.

Un popolo ha l’obbligo di ricordare il suo passato perché senza radici e senza memortia si rischia di non avere un futuro a cui pensare e un paese a cui appartenere.

Noi ripercorriamo le vicende di quegli anni tenendo a mente l’umiliazione delle donne che furono il bottino di guerra di truppe di mercenari, i goumier del corpo di spedizione francese, ai quali il generale Alphonse Juin diede carta bianca dopo aver abbattuto la linea di difesa tedesca sulla catena dei monti Aurunci.

Questo luogo deve servire allo spirito umano di superare i sentimenti di vendetta e di odio e di costruire una società che viva nella pace e nella libertà.

Non solo rievocazione storica, non solo la ricomposizione di un puzzle della storia del nostro paese, ma un impegno a tenere la guerra fuori dalla storia dell’uomo, una presa di coscienza necessaria soprattutto oggi, che le armi nucleari, quelle chimiche e i supporti di missili e di tecnologie d’avanguardia renderebbero il pianeta un immenso e tetro cimitero.

Un no alla guerra, un no alle tirannie e ai poteri dittatoriali che hanno insanguinato la storia dell’umanità.

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Oltre alla messa, celebrata da Padre Luigi Donati, verrà osservato un minuto di silenzio accanto al pozzo carsico che per alcuni mesi rappresentò il sepolcro temporaneo delle vittime di Pietra la Spina.

La manifestazione è stata promossa dall’amministrazione comunale ma coinvolge e tutte le associazioni locali.

dott. Arturo Gnesi

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