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Pastena, Arturo Gnesi: Troppo poco !

Che l’Italia sia vittima di una grave crisi economica che si manifesta soprattutto con una disoccupazione spaventosa è fuori di dubbio.

Che l'Italia sia vittima di una grave crisi economica che si manifesta soprattutto con una disoccupazione spaventosa è fuori di dubbio.

Che le famiglie soprattutto quelle mono-reddito e con i figli a scuola o iscritti all'Università, sono obbligate a grossi sacrifici e costanti rinunce è fuori discussione.

Che i pensionati siano poveri e sopravvivono miracolosamente alla fame è una verità storica e che i giovani siano sempre più depressi e sfiduciati è ormai un dato acquisito.

Si scontrano su questo palcoscenico che qualcuno definisce peggiore della grande depressione del 1929, i mutevoli e molteplici interessi di un mondo globalizzato, di tante piccole economie in costante e spregiudicata competizione a danno spesso dei salari e dei diritti dei lavoratori.

Uno stato sociale che ha sempre meno risorse a disposizione e che mortifica l'innovazione culturale e la modernizzazione tecnologica con il rischio che la salute, l'istruzione, i trasporti siano sempre meno efficienti, sicuri ed affidabili.

Un momento difficile anche per i piccoli comuni, a causa della riduzione delle risorse economiche e con un apparato amministrativo sempre meno concorrenziale a causa del blocco delle assunzioni e di un elevato richieste di competenze e prestazioni che in passato venivano talvolta affidate a consulenze esterne.

Il desiderio di dare risposte concrete alla cittadinanza riguardo alla viabilità, alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia ambientale, il bisogno di garantire maggiore sicurezza per impedire atti vandalici e tentativi di furto, la necessità di migliorare la qualità della vita dei cittadini, la speranza di incentivare il turismo per offrire ulteriori opportunità alle attività commerciali, al terziario e ai piccoli imprenditori locali, si materializza con realistici e sani interventi sulle infrastrutture del territorio.

Con queste aspettative abbiamo elaborato decine e decine di progetti capaci di consolidare la bellezza del centro storico e di esaltare l'unicità e la tipicità delle grotte di Pastena, tuttavia a fronte di un impegno condiviso con i collaboratori e i tecnici del comune riscontriamo un atteggiamento poco attento e riflessivo della Regione e delle norme legislative che rischiano di distruggere la storia, i costumi, le tradizioni, il folklore e l'anima stessa dei nostri antichi borghi medievali.

Abbiamo ottenuto l'approvazione di alcuni progetti significativi per dare un segnale di uscita dal baratro del disseto finanziario scaturito dal malgoverno e dalla disattenzioni delle passate amministrazioni tuttavia è ancora troppo poco per incentivare i giovani ad investire e rimanere a vivere nelle nostre terre.

Un piano di risanamento di alcune strade rurali, un intervento per l'isolamento termico e il risparmio energetico delle scuole, il completamento del museo della speleologia, il rifacimento di parte della pubblica illuminazione, gli interventi sull'arredo urbano, devono essere solo l'inizio per un paese che vuole proporsi leader di una rinascita culturale, etica ed economica.

Abbiamo ancora tanta strada da fare senza mai chiudere gli occhi su quello che ci accade attorno e senza mai smettere di indignarci quando la follia umana, l'odio barbarico e violento non si fermano nemmeno di fronte all'innocenza e al sorriso dei bambini.

Vorremmo essere accanto a tutti coloro che hanno visto i loro figli morire sotto gli attentati terroristici del fanatismo islamico, vorremmo dare loro conforto e solidarietà ma siamo solo un piccolo comune spesso inascoltato e penalizzato perché periferico, montano e lontano dai palazzi del potere.

E questo potrebbe non essere uno svantaggio perché di certo siamo di un'altra pasta rispetto a quella melmosa e paludosa del "mondo di mezzo" sbucato dai meandri del potere romano.

il sindaco dott Arturo Gnesi

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