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Pastena, chiude lo sportello Unicredit

Qualche settimana fa, i responsabili finanziari dell' Unicredit  hanno comunicato che per la fine dell'anno chiuderà la banca di Pastena, in quanto non risponde più alla strategia del mercato e alla logica dello sviluppo aziendale.

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Qualche settimana fa, i responsabili finanziari dell' Unicredit hanno comunicato che per la fine dell'anno chiuderà la banca di Pastena, in quanto non risponde più alla strategia del mercato e alla logica dello sviluppo aziendale.

Con garbo e con modi gentili hanno voluto informare direttamente il sindaco per spiegare l'abbandono del territorio dopo oltre venti anni di attività.

Anzitutto i costi e la concorrenza che impongono il taglio delle spese e che, a quanto affermato, porterà alla soppressione di circa 1500 sportelli su tutto il territorio nazionale e poi il volume di affari e il numero delle operazioni che secondo insondabili criteri è insufficiente per garantirne la permanenza a Pastena.

Ho fatto notare che già il servizio è ridimensionato e limitato a due giorni settimanali e solo in orario antimeridiano e poi che il bancomat è quasi sempre nei fine settimana fuori uso.

Una disservizio pertanto costringe a recarsi fuori sede per prelevare i contanti o per eseguire operazioni bancarie.

Il direttore e il responsabile del marketing hanno sottolineato che le moderne tecnologie consentono di effettuare anche da casa oppure con il cellulare verifiche ed operazioni sul conto tanto da rendere inutile la presenza della banca.

A nulla sono valsi i ragionamenti sulla opportunità di rivedere questa scelta e di non chiudere la banca che benché part-time offre un servizio utile e talvolta indispensabile ai turisti che in estate transitano per il nostro paese.

Chiude la banca come ha già chiuso la scuola media, il lavoro bisogna cercarlo con il lanternino fuori dai confini, in molti fanno i pendolari per mantenere intatti i legami con la propria cultura e le proprie tradizioni ma per Unicredit prevale la logica del profitto e della ricchezza.

Contano solo i numeri, gli affari, il guadagno e la pura razionalizzazione dei servizi e delle risorse produrrà un lento esodo dai piccoli centri, l'aumento esponenziale della popolazione anziana e lo spopolamento dei centri storici.

Amministratori locali senza potere e senza risorse non potranno da soli lottare contro la mentalità tecnocratica dei grandi gruppi finanziari per i quali i nostri comuni sono solo punti sulla carta geografica.

Dimenticano i grandi manager di Unicredit, gli sforzi che all'inizio i cittadini di Pastena hanno fatto per dare più spazi e risparmi alla banca che ora ci abbandona, dimenticano i direttori che la presenza della banca sul nostro territorio dà fiducia e supporto ai piccoli operatori commerciali, dà sostegno ai loro sforzi di far crescere l'economia e il benessere sociale del nostro paese.

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Ragionano con i grandi numeri i vertici di Unicredit, attuano le teorie della spending review, ma non chiudono gli occhi dinanzi ai disagi della gente e fanno finta di non capire che lo sviluppo di una comunità ha bisogno della collaborazione e dell'impegno di tutti, anche di una banca che rimane accanto e in mezzo alla gente di un piccolo paese.

Ma forse stiamo sprecando il nostro tempo perché dinanzi agli affari i sentimenti non contano.

dott Arturo Gnesi

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