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Pastena, dopo 5 anni di dissesto si vedono spiragli per il futuro della cittadina

Il ministero dell'interno ha approvato il piano di estinzione della massa passiva del comune di Pastena.

Gnesi

Il ministero dell'interno ha approvato il piano di estinzione della massa passiva del comune di Pastena.

Questo significa che formalmente stiamo chiudendo la fase del dissesto finanziario deliberato nel giugno del 2012.

Cinque anni di sofferenza e di lavoro che ha dovuto fare i conti con la iniziale diffidenza della gente e le strumentali accuse della vecchia classe dirigente.

Questo ulteriore passaggio burocratico sottolinea il buon governo della nostra amministrazione e la necessità di intraprendere iniziative necessarie al risanamento dell'ente benché impopolari e limitative per il programma di sviluppo del nostro paese.

Noi abbiamo avuto il coraggio di mettere il dito nella piaga, di affondare la lama del bisturi per sradicare il debito e azzerare i conti in rosso del comune.

Senza questo intervento ci sarebbero voluti trent'anni per rimettere in piedi il paese, non ci sarebbero state opportunità per progetti ed investimenti che oggi sono possibili e realizzabili.

Siamo arrivati a gestire un comune che non aveva i soldi per riparare e revisionare gli scuolabus, ci siamo seduti attorno ad un tavolo sul quale giungevano diffide e ingiunzioni di pagamento.

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Oggi, grazie anche all'impegno del dottor Giuseppe Lolli e del suo collaboratore dott Gianni Noce siamo ad una svolta definitiva è possiamo passare alla fase due del nostro progetto politico.

Eravamo certi delle nostre azioni benché fino ad un anno fa gli oppositori storici ci accusavano di impreparazione o di cialtroneria mentre il dissesto ha sancito in modo inequivocabile i fallimenti tenuti premurosamente nascosti dai due sindaci che mi hanno preceduto.

Ora chiederemo dignità e rispetto per il nostro paese, per la sua storia e la sua gente. Cercheremo di risolvere i problemi senza stare sotto il ricatto dì nessuno e senza svendere il ruolo e il compito che i nostri cittadini ci hanno assegnato con il loro voto.

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