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manifesto di mascolo

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Pastena, gli slogan senza senso

È apparso questa mattina, messo in tutta fretta su tutti i tabelloni del nostro comune, un proclama che più che dare voce alla speranza di cambiamento è un grido di disperazione di chi non ha proposte e argomenti per la competizione elettorale.

È apparso questa mattina, messo in tutta fretta su tutti i tabelloni del nostro comune, un proclama che più che dare voce alla speranza di cambiamento è un grido di disperazione di chi non ha proposte e argomenti per la competizione elettorale.

Un giudizio perentorio che mette all'indice la nostra amministrazione, giudicandola inadatta e inidonea e soprattutto responsabile del disastro finanziario dell'Ente.

Non un giudizio pacato che scaturisce da una conoscenza dei fatti o da un'attenta analisi della condizione economica e sociale del nostro ente ma un semplice annuncio che lancia la sfida per la prossima campagna elettorale.

Gli autori di questo bando, mai in questi anni hanno suggerito l'esistenza dei bisogni della gente o la presenza di criticità sul nostro territorio, mai hanno proferito parole sui grandi temi che la nostra amministrazione ha dovuto affrontare.

Hanno vissuto col la pancia al sole girando i pollici al bar e all'improvviso colti da un innato senso di solidarismo sociale si propongono a guidare un paese che sta uscendo, non certo per i loro meriti, dal tunnel del dissesto finanziario e dal baratro del tracollo economico.

Parole dalla sintassi dubbia e che tentano di produrre un clima tempestoso e ingiurioso che dovrebbe far naufragare il dibattito democratico e il confronto ideologico dei gruppi che si propongono alla guida del paese.

Denigrare e delegittimare per erodere il nostro consenso e far avanzare nell'ombra i vecchi comitati politici che hanno selvaggiamente amministrato il nostro comune per anni lasciando tracce visibili in un pessimo governo della cosa pubblica.

Inquinamento ambientale, opere incompiute, infrastrutture inutilizzabili, soldi pubblici dissipati nel nulla questa l'eredità avuta dal passato, insieme a oltre tre milioni di euro di debiti che abbiamo dovuto azzerare con una politica fatta di attenzione e di sacrifici.

I cittadini hanno già detto no a questo malgoverno, hanno già bocciato la nomenclatura che questo gruppo di giovani vuol riportare alla guida del paese, i cittadini sanno che il paese ha bisogno di innovazione e di proposte serie e soprattutto di persone capaci di sacrificarsi per il bene pubblico.

Un manifesto che lascia sbigottiti per la pochezza delle idee e per un atteggiamento manicheo e ostile che è contrario ai valori costituzionali.

Puntare il dito per invitare ad "andare a casa" denota un vuoto politico e culturale, vanno all'attacco di ci ha risanato il paese e a braccetto con coloro che l'hanno portato alla rovina.

Un brutto modo di intendere la politica e la crescita sociale e culturale del nostro paese.

dott. Arturo Gnesi

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