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Pastena, i piccoli comuni e la natura matrigna ci vuole più attenzione dai politici

Scorrono le immagini delle zone martoriate del centro Italia, sgomento, stupore e dolore, non altro.

Scorrono le immagini delle zone martoriate del centro Italia, sgomento, stupore e dolore, non altro.

E se fosse successo a noi sicuramente non saremmo rimasti in poltrona a guardare attoniti l'accaduto e ad annotare i ritardi e le incertezze della macchina dei soccorsi.

Potrebbe avvenire che un giorno anche il nostro comune venga devastato da un' ondata eccezionale di maltempo o da una nevicata imponente visto che ad ogni annuvolamento o minaccia di pioggia segue il classico bollettino di allerta meteo della protezione civile.

Potrebbe succedere, speriamo mai, che la terra tremi sotto le scosse di un malvagio terremoto e quale potrebbe essere lo scenario del nostro paese?

Strade interrotte, muri crollati, black out elettrico, acqua assente e necessità di intervenire per mettere in salvo anziani, malati e persone in pericolo.

A parte la indispensabile e indiscutibile solidarietà dei cittadini che metterebbero a disposizione i loro mezzi e le loro braccia, cos'altro potrebbe offrire il nostro comune? Se le istituzioni non scendessero in campo con il personale e i mezzi della protezione civile, cosa potrebbe mettere in campo lo "Stato " rappresentato dalla fascia tricolore del sindaco?

Riusciamo a malapena a garantire il minimo essenziale durante il periodo invernale, comprando il sale da buttare sulle strade, utilizzando il personale a disposizione che non può tuttavia lavorare nei giorni festivi perché non abbiamo risorse economiche sufficienti per pagare gli straordinari.

E se dobbiamo fare l'elenco dei mezzi a disposizione si fa presto, perché sono pochi, inadeguati e spesso in officina per le necessarie riparazioni.

Dovremmo essere attrezzati e pronti a tutto, dagli incendi estivi agli allagamenti, dal ghiaccio al vento forte che rovescia le piante sulle strade, ma oltre a non avere l'equipaggiamento idoneo per gli operatori mancano i mezzi necessari per far fronte all'emergenza.

Ecco perché speriamo che non succeda nulla di grave, anzi invochiamo la benedizione dal cielo perché veniamo risparmiati da simili sciagure naturali e da cataclismi per i quali dietro la preparazione teorica e l'organizzazione studiata a tavolino c'è ben poco.

Allora per evitare situazioni spiacevoli e dannose per la collettività ci vorrebbero valutazioni politiche più adeguate e scelte di governo più concrete che dovrebbero incentivare l'acquisto di mezzi e di attrezzature idonee, magari con bonus o con tassi d'interesse vicino allo zero. Accade invece che le norme legislative e i vincoli del pareggio di bilancio impediscono il rinnovo del parco mezzi o l'integrazione con altri più utili e moderni mentre queste spese dovrebbero andare in deroga dal patto di stabilità.

Paghiamo oggi gli errori del passato, di quando lo Stato 'Pulcinella ' o 'Pantalone' ha permesso sprechi e ruberie di ogni genere. Oggi è un giorno triste ed esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni e agli amministratori afflitti dalla neve e dal terremoto ma auspichiamo una maggiore attenzione ai piccoli comuni e ai bisogni delle comunità locali spesso dimenticate e abbandonate al loro destino.

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dott Arturo Gnesi

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