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Pastena, il Sindaco dr.Gnesi presenta un progetto a costo zero per migliorare la sanità in ciociaria

Con una lettera al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Sindaco di Pastena, Dott. Arturo Gnesi, ( Medico) presenta un progetto per rendere più affidabile la sanità nel Lazio a costo zero.

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Con una lettera al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Sindaco di Pastena, Dott. Arturo Gnesi, ( Medico) presenta un progetto per rendere più affidabile la sanità nel Lazio a costo zero.

“ Penso sia legittimo per ogni amministratore avanzare delle proposte che possano essere in grado di migliorare i servizi pubblici. In questo caso l'idea è quella di organizzare un settore vitale della sanità a partire da due concetti basilari : eliminare gli sprechi e le clientele della politica, razionalizzare le spese senza l'ossessione e l'idolatria tecnicistica dei novelli burocrati” Afferma il primo cittadino di Pastena. .

Lo scopo è giungere a riforme che diano a tutti la possibilità di indossare il camice con dignità e decoro anche a coloro che per motivi di salute non tengono più il passo con i ritmi frenetici di alcuni reparti ospedalieri.

L'ideale è creare una sanità uguale per tutti e soprattutto evitare la sofferenza di tanti anziani costretti ad una penosa attesa, talvolta di ore prima di avere assistenza.

L'articolo dà solo un'informazione limitata del progetto ma spero che si possa portare avanti superando il prevedibile ostacolo rappresentato dalle piccole caste blindate e invincibilmente chiuse nelle loro nicchie corporative.

Oltretutto la proposta non solo è a costo zero ma consentirebbe di risparmiare i fondi per le prestazioni in straordinario. Questo il progetto: GREEN HEALTH SERVICE”

Considerato

  1. la carenza strutturale del personale medico in servizio nei pronto soccorso della provincia di Frosinone
  2. che da anni per garantire i livelli minimi di assistenza vengono effettuati turni stressanti e spesso eccedenti l’orario mensile
  3. i lunghi tempi di attesa, soprattutto nelle ore diurne, dei pazienti che accedono alle prestazioni dei Pronto Soccorso,
  4. la compromissione delle condizioni cliniche che può scaturire dal ritardo della presa in carico dei pazienti e dal relativo differimento delle indagini terapeutiche e dei trattamenti diagnostici
  5. la perdurante situazione del blocco delle assunzioni e del turn-over ospedaliero
  6. l’esponenziale aumento dei contenziosi medico-legali tra pazienti e strutture ospedaliere
  7. lo svilimento dell’attività medica che non riesce a programmare adeguati corsi di aggiornamento, di potenziamento e di innovazione delle strutture operative
  8. lo stallo della qualità dell’attuale rete ospedaliera soggetta a costanti modifiche e a variazioni del numero delle prestazioni
  9. la crescente diffidenza del rapporto tra medico e paziente esasperata talvolta dalla condizione di perenne disagio vissuta nelle lunghe ore di attesa e nel sovraffollamento dei pronto soccorso

si propone una parziale riorganizzazione di quest’ultimi con la creazione dei “green health service”, ovvero aree di cura ed assistenza per i pazienti con patologie che vengono catalogate al triage con il codice verde.

Nella fascia oraria compresa dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e per tutti giorni della settimana verrebbero utilizzate quelle risorse umane spesso ricche di esperienza e di professionalità che con il tempo hanno dovuto lasciare i ritmi frenetici e senza sosta dei pronto soccorso.

Questa soluzione, contemplata nel normale orario di servizio, non creerebbe costi aggiuntivi all’azienda sanitaria e impedirebbe tra l’altro la fuga dal settore delle emergenze medico-chirurgiche dei professionisti che per motivi di salute non riescono a sostenere i carichi di lavoro gravosi sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico.

Per i “green health service” si impiegherebbero, per singoli o per un numero limitato di turni settimanali, i medici trasferiti oppure occupati nei servizi ambulatoriali, nei distretti sanitari, nei diversi presidi ospedalieri e nelle direzioni sanitarie.

Questa parziale riorganizzazione dei pronto soccorso consentirebbe al personale di ruolo di coprire in maniera adeguata tutti i turni di servizio e di occuparsi, quando presenti, dei codici gialli e rossi e comunque di tutti gli utenti che richiedono le cure dei pronto soccorso.

Nella convinzione che tale strategia possa contribuire ad innalzare il livello delle prestazioni sanitarie dei pronto soccorso a beneficio dei malati e ad accrescere la stima e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie presenti sul territorio e si confida in una fattivo riscontro”.

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