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Pastena, Il sindaco incontra gli lsu

Sono circa 35 i lavoratori socialmente utili che il comune di Pastena impiega quotidianamente per i diversi servizi che vanno dall’attività turistica, alla raccolta differenziata dei rifiuti, dall’assistenza domiciliare alla manutenzione del verde...

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Sono circa 35 i lavoratori socialmente utili che il comune di Pastena impiega quotidianamente per i diversi servizi che vanno dall’attività turistica, alla raccolta differenziata dei rifiuti, dall’assistenza domiciliare alla manutenzione del verde pubblico, dal supporto ai servizi scolastici a quello di ausilio alla segreteria del sindaco e dei diversi uffici comunali.

Da circa 20 anni questa precarietà occupazionale part-time è stata caratterizzata da fasi alterne ovvero da solenni promesse di stabilizzazioni e da fasi di profonda disillusione che hanno reso la provvisorietà una condizione permanente del loro status giuridico.

Ora la Regione parte dal presupposto che entro la fine del 2018 vuole azzerare il bacino degli l.s.u. partendo da un piano di incentivazione alle dimissione volontarie con un bonus di 40 mila euro e dal presupposto che non verranno più concessi contributi per sostenere questa situazione salvo un incentivo, una-tantum, di trentamila euro ciascuno per le amministrazioni che li assumeranno a tempo indeterminato.

L’incontro con i nostri lavoratori è stato incentrato sulle prospettive del nostro Ente, che al momento e nel rispetto delle norme attuali, non ha la possibilità di far fronte ai programmi di stabilizzazione benché si prefiguri una difficoltà oggettiva per mantenere la stessa qualità dei servizi comunali finora erogati con l’utilizzo degli l.s.u.

Abbiamo sottolineato che la nostra amministrazione non ha fatto alcuna discriminazione nei confronti di alcuno e non ha usato l’arma del ricatto o della punizione né prima e né dopo le recenti elezioni amministrative, e nonostante le difficoltà incontrate nella gestione del personale ha sempre mantenuto l’obiettivo del rispetto delle persone e delle esigenze della collettività.

Mentre per alcuni di sicuro si aprirà la possibilità di incassare quarantamila euro e di poter rimanere a riposo a partire dal giorno dopo, esistono le preoccupazioni reali e veritiere di tanti lavoratori che hanno un’età non più idonea per trovare impiego altrove e nello stesso tempo ancora lontana dai requisiti pensionistici .

Questi ultimi pur avendo una retribuzione ridotta ad un mezzo stipendio mensile non condividono questa direttiva perentoria attuata dalla Regione Lazio, si sentono disarmati e senza alcuna risorsa dopo l’eventuale cancellazione di qualsiasi contributo e la negazione di qualsivoglia opportunità occupazionale.

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L’impegno della nostra amministrazione è quello di proporre agli assessorati competenti degli ulteriori progetti a sostegno dei lavoratori socialmente utili ma al momento siamo consapevoli, che viste le tante aree di crisi della provincia e dell’intera regione, non è possibile avanzare alcuna ipotesi di stabilizzazione e avanzare promesse illusorie e non supportate da fatti concreti.

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