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Pastena, incontro con gli Lsu del comune. Lavoratori senza stipendio sa oltre un anno

Riceviamo e Pubblichiamo Abbiamo riunito i lavoratori socialmente utili del nostro comune per valutare il difficile momento che tuttora stanno vivendo in quanto vantano stipendi arretrati per oltre un anno. E’ stato ribadito che sin...

Riceviamo e Pubblichiamo

Abbiamo riunito i lavoratori socialmente utili del nostro comune per valutare il difficile momento che tuttora stanno vivendo in quanto vantano stipendi arretrati per oltre un anno.

E' stato ribadito che sin dall'inizio, ovvero da quando è stata erroneamente illustrata una soluzione permanente attraverso la stabilizzazione negli Enti locali, la nostra amministrazione ha sempre difeso il diritto al lavoro e la dignità dei lavoratori.

Sapevamo che gli atti elaborati dagli uffici regionali erano frutto dell'improvvisazione e di una volontà politica che puntava a liberarsi dei lavoratori spostando nel tempo e in altre sedi la soluzione del problema.

Non abbiamo mai avuto pregiudizi e né penalizzato nessuno e quando sono iniziate le verifiche dei procedimenti amministrativi e gli uffici legali della Regione Lazio, hanno evidenziato alcune irregolarità con le quali la Corte dei Conti è intervenuta a chiedere l'annullamento dei contratti e ha bloccato il trasferimento dei soldi ai comuni, abbiamo chiesto e sollecitato che non fossero gli incolpevoli lavoratori ad essere penalizzati da queste distrazioni fatali.

Abbiamo condiviso con loro mesi di sofferenza e di sacrifici e nonostante la rabbia e l'indignazione suscitata dalla morte di un l.s.u. affranto da questa condizione quotidiana, frustante ed umiliante, nessuno di loro si è mai tirato indietro ed ha continuato a svolgere con compostezza e rispetto il lavoro assegnato.

Abbiamo potuto dare solamente qualche piccolo acconto nonostante sia risaputo che molti di loro hanno dovuto rinunciare a cure mediche, al pagamento di piccole rate mensili per acquisti di beni primari e che hanno fato i salti mortali per il pagamento delle bollette e delle tasse comunali.

Un confronto leale e schietto nel quale è venuta fuori la volontà di non rompere quest'armonia di intenti e di continuare a lavorare fianco a fianco per reclamare che vengano rispettati i propri diritti e che possa migliorare la qualità della vita. Soprattutto la delusione per uno Stato che spesso è assente o distante non deve portare a comportamenti inidonei e frettolosi durante le mansioni lavorative per non spezzare quel legame di solidarietà con la comunità locale.

Intanto da Roma sono giunte notizie incoraggianti circa l'accreditamento di oltre 170 mila euro che

rappresentano un primo acconto del 40% delle somme da erogare agli L.s.u., un passo in avanti verso una riappacificazione con la nostra comunità che sta pagando un prezzo troppo alto per atteggiamenti e scelte sbagliate spesso patrocinate da gruppi politici intenti più a rastrellare i voti per il consenso personale che a risolvere i problemi sociali in special modo quelli legati all'occupazione e allo sviluppo economico.

I lavoratori, ai quali è stato ribadito il pieno sostegno dell'amministrazione, non devono sentirsi gli ultimi, coloro che vengono umiliati dai potenti e dimenticati dai palazzi del potere, devono vincere la rassegnazione, chiedere agli eletti, presenti sul territorio di rappresentare i loro problemi, perché è dovere etico oltre che compito istituzionale essere la voce, la coscienza e la forza dei cittadini.

il sindaco dott. Arturo Gnesi

P.S. Sono circa venti lavoratori che da oltre un anno non ricevono lo stipendio, abbiamo protestato in regione, abbiamo raccontato delle loro vicende personali, abbiamo narrato i drammi familiari, abbiamo dato voce a chi si è stancato di chiedere, di implorare e di bussare. Dobbiamo anzitutto ripristinare la legalità, perchè non ci può essere giustizia in uno Stato che dimentica di

pagare chi lavora per lo Stato, non ci può essere fiducia in uno Stato se i suoi rappresentati vivono di privilegi e vitalizi e chi lavora e deve portare il pane a casa non viene pagato per così tanto tempo. E' una storia paradossale comprensibile in una società dell'ottocento sottomessa agli interessi de padroni non in una società moderna che si è evoluta grazie all'emancipazione sociale e alla difesa dei diritti dei lavoratori

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