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Pastena, la donna-tangente il nuovo modo di sfruttamento femminile

Il 25 novembre u.s., nella giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne il  comune di Pastena,  ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’associazione delle volontarie di telefono rosa di Frosinone,  per ribadire l’impegno...

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Il 25 novembre u.s., nella giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne il comune di Pastena, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’associazione delle volontarie di telefono rosa di Frosinone, per ribadire l’impegno contro la violenza fisica, psicologica,sessuale ed economica sulle donne.

La violenza maschile sulle donne purtroppo attraversa i confini e le culture, può prendere varie forme, ma riguarda il mondo intero. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) siamo di fronte a “un problema di salute di proporzioni globali enormi” che colpisce un terzo delle donne nel mondo.

Il 35% delle donne, ovvero1 su 3, subisce nel corso della vita qualche forma di violenza e la più comune è quella domestica e quasi un terzo (30%) delle donne che sono state in un rapporto di coppia ha subito qualche forma di violenza fisica e/o sessuale da marito o compagno. Un altro dato allarmante è che circa il 40% dei femminicidi sono commessi dal partner..

Occorre ricordare che la violenza sulle donne non è un’emergenza ma è un fenomeno ben radicato fin dai tempi remoti e che è ben alimentato da una cultura del silenzio che le donne e i movimenti femministi devono continuamente combattere.

“Vogliamo contribuire – scrive il sindaco Gnesi- a costruire una società migliore che attraverso un rinnovamento culturale ponga fine alle discriminazioni culturali, economiche e sessuali che le donne subiscono sia nelle periferie degradate delle città e sia nelle più lontane provincie italiane.

Una crescita che deve necessariamente utilizzare tutte le forze sane della società, le associazioni di volontariato, i laici e la gerarchia ecclesiastica, le parti sindacali, i partiti politici e le istituzioni nazionali.

Non può esserci giustizia in una società se la donna è considerata un corpo e un desiderio sessuale e se un diffuso e maleodorante perbenismo borghese se ne serve per portare a termine operazioni finanziarie, accordi criminali o spartizioni di potere.

La donna che sostituisce la tangente e che è un bonus oltre la “squallida”mazzetta, la donna che allieta le serate di ricchi e benestanti che mollano assegni succulenti per comprare il silenzio e svendere la dignità della persona.

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Una società rimane nel degrado etico se non è capace di denunciare le sue devianze comportamentali- conclude il primo cittadino di Pastena- e se calpesta con la complicità di molti la dignità e la bellezza delle donne, una società rimane schiava del potere dei ricchi se non riesce a coltivare i valori dell’uguaglianza e della solidarietà. Aver sottoscritto questo protocollo significa voler tutelare la giustizia e promuovere l’emancipazione femminile perché non subiscano mortificazioni e violenze durante il percorso formativo e professionale della loro vita.”

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