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Pastena, le ombre del passato sulle prossime elezioni

Martedì 14 u.s. si è svolta presso il tribunale di Cassino l’udienza nei riguardi dell’ex sindaco ed ex onorevole rinviato a giudizio per peculato e abuso d’ufficio in merito alle spese e ai rimborsi ritenuti incongrui mentre era commissario del...

Martedì 14 u.s. si è svolta presso il tribunale di Cassino l'udienza nei riguardi dell'ex sindaco ed ex onorevole rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio in merito alle spese e ai rimborsi ritenuti incongrui mentre era commissario del consorzio delle grotte di Pastena. In questo caso il comune si è costituito parte civile.

La politica non può fare a meno di giudicare il passato ma non deve rimanerne vittima, la politica deve tener conto del passato ma senza che questo diventi l'alibi e il limite alla sua azione quotidiana o addirittura l'arma per compiere vendette personali.

"Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro" così scrive Luis Sepulveda e penso debba essere un monito per i nostri comportamenti quotidiani e soprattutto per coloro che intendono farsi carico dell'amministrazione del nostro paese.

Bisogna avere un giudizio obiettivo, realistico e pragmatico di quanto accaduto sapendo che le sorti di un paese devono andare oltre i limiti, gli errori e le colpe dei singoli e i fatti vanno giudicati con razionalità senza dogmi e né distrazioni, senza arroganza o atteggiamenti manichei, ma certo con lucidità intellettuale ed intransigenza.

Così con altrettanta determinazione non bisogna dimenticare che un terreno di proprietà dell'ex sindaco, è entrato a far parte dei siti contaminati del SIN valle del Sacco e che se ci son voluti quindici anni significa che qualcosa non ha funzionato o che qualcuno ha remato contro.

Queste "memorie" tendono ad essere accantonate, trascurate e dimenticate perché la febbre elettorale tende a creare la "grande ammucchiata" per arrivare vincitori al traguardo.

Si tende a minimizzare che abbiamo recuperato i fondi sufficienti per risanare il debito pubblico ( valutato attorno ai 3 milioni e 400 mila euro) e a far passare la dichiarazione del dissesto finanziario come una machiavellica invenzione di bizzarri amministratori mentre è stata l'esito finale di una persistente e dolosa incuria che oltretutto, nel passato, ha dilapidato gran parte del patrimonio comunale

Sarebbe una sconfitta per l'intero paese, un danno per la democrazia, un vincolo alla libertà dei cittadini se prima dell'accertamento della verità e del pronunciamento del giudice, i responsabili di tali malefatte trovassero adepti, sostenitori e collaboratori e le vecchie consorterie tornassero ad impadronirsi della pubblica amministrazione.

Poca militanza, ideologie sbiadite, dialogo assente, scarso senso di appartenenza alle grandi scuole di pensiero umanistico-scientifiche, solo emotività dinanzi alle tematiche della dottrina sociale della chiesa, noncuranza delle problematiche etiche, con un inevitabile appiattimento culturale che riduce la politica a passatempo per alcuni e a salvaguardia degli interessi personali per altri.

Ai giovani è dato scegliere tra l'innovazione e il ripristino dello status quo, tra uno Stato onesto e solidale e un altro che poggia il suo potere sul clientelismo e il voto di scambio.

dott Arturo Gnesi

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