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Piglio, Il Santuario della Madonna del Monte alla mercè dell’indifferenza e dell’incuria

Il turista che vuole visitare i luoghi di culto come il Santuario della Madonna del Monte,  si troverebbe di fronte ad uno spettacolo alquanto desolante per colpa  dell’indifferenza e dell’incuria.

Piglio, Il Santuario della Madonna del Monte alla mercè dell’indifferenza e dell’incuria

Il turista che vuole visitare i luoghi di culto come il Santuario della Madonna del Monte, si troverebbe di fronte ad uno spettacolo alquanto desolante per colpa dell’indifferenza e dell’incuria.

Visto che per il recupero del Santuario sono state impegnate negli anni passati considerevoli somme, sarebbe opportuno che la civica amministrazione pensasse ora anche alla successiva manutenzione visto che ne è proprietario.

Il Santuario, infatti, negli anni ’60, aveva perso progressivamente la sua importanza a causa della disaffezione del clero e dei fedeli, tanto da diventare un ricovero per maiali e capre, un luogo di cui ognuno faceva uso a suo piacimento.

Dopo l’intervento di Carlo Picone, che mandò le immagini televisive del Santuario su RAI Due, nella rubrica “C’è da salvare”, andata in onda il 5 Maggio del 1985, alle ore 13,30, il Ministero dei Beni Culturali, prese l’iniziativa e tramite la Soprintendenza ai Beni Monumentali ed Architettonici del Lazio, diede inizio allo studio del progetto di recupero e varò una proposta di finanziamento delle opere, insieme alla Civica Amministrazione, chiedendo i contributi necessari alla Cassa Depositi e Prestiti e alla Regione Lazio.

Il Santuario della Madonna del Monte, sito ad Est del Paese a quota 1100 tornato successivamente al primitivo splendore, meta degli escursionisti, amanti della montagna, in quanto facente parte integrante del sentiero Europeo E1, è stato negli anni passati dopo il restauro meta di atti vandalici da parte di ignoti che avevano asportato dalle pareti i discendenti in rame e successivamente sostituiti dalla civica amministrazione con quelli in plastica per convogliare l’acqua piovana dalla canala di gronda del tetto al terreno. Ora il Santuario si presenta con le pareti perimetrali danneggiate dall’umidità proveniente dal terrapieno mentre le acque piovane provenienti dal tetto hanno distrutto le suppellettili (materassi, rivestimenti delle pareti interne in legno ed altro). Al fine di non vanificare le spese finora sostenute, da queste colonne si fa appello alla sensibilità della Civica Amministrazione, capeggiata dall’Avv. Mario Felli, a voler provvedere affinché siano stanziate le somme necessarie alla manutenzione straordinaria del Santuario, in modo da difendere un patrimonio artistico, così prezioso, che non deve essere distrutto per l’incuria di tutti.

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Giorgio Alessandro Pacetti

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