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Piglio, la 41° sagra... delle botte

Riceviamo e pubblichiamo: La 41° edizione della storica "Sagra dell’ Uva di Piglio " e’ stata caratterizzata dai tanti cambiamenti voluti dall’ attuale amministrazione Felli: novità che, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbero...

Riceviamo e pubblichiamo: La 41° edizione della storica "Sagra dell' Uva di Piglio " e' stata caratterizzata dai tanti cambiamenti voluti dall' attuale amministrazione Felli: novità che, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbero dovuto dare nuovo lustro alla manifestazione ma che, al contrario, hanno prodotto tante critiche da parte dei numerosi turisti arrivati nel Borgo.

I divieti di vendita di alcuni prodotti tipici che da sempre fanno parte della tradizione culinaria locale e la diminuzione delle aree adibite a stands hanno contribuito sia a snaturare il carattere folkloristico della festa, lasciando di fatto i visitatori a vagare senza meta, sia a creare ingorghi pericolosi da cui, non a caso, sono nati i numerosi litigi.

La liberalizzazione dei prezzi voluta dall'Assessore T.R. Mortari, e l'assenza di controlli da parte degli organizzatori, hanno prodotto un vero e proprio fenomeno anarchico con il paradosso che, lo stesso piatto di "fettuccine", veniva a costare diversamente in base all'orario di vendita: un fatto che, insieme alle infinite code, ha prodotto l'ira dei turisti.

A ciò deve aggiungersi la criticata scelta di sostituire i contributi che gli standisti versavano al Comune per l'utilizzo di acqua e illuminazione pubblica con l'erogazione di Buoni Pasto a favore di amici e conoscenti degli organizzatori.

Deplorevole poi e' stato il comportamento di alcuni membri dell'amministrazione comunale, in primo luogo del Vice Sindaco Francesco Fontana ,il quale si è reso protagonista, in negativo, di numerose discussioni animate, rischiando addirittura di arrivare al contatto fisico sia con alcuni produttori di vino sia con pubblici ufficiali: un comportamento che ha lasciato sconcertata la popolazione, soprattutto perché era stato lo stesso Fontana, nelle riunioni pre-sagra, ad invitare tutti a darsi un contegno tradendo dunque i suoi iniziali propositi.

Assolutamente inaccetabile per molti è stata l'adozione di "doppie regole" dettate dal comitato organizzatore, composto esclusivamente da sostenitori politici della maggioranza e non da figure con competenze tecniche, come avveniva negli anni precedenti.

Se da una parte è stato impedito acommercianti locali di partecipare all'evento con prodotti ritenuti, piuttosto arbitrariamente, tipici,dall'altra è stato concessa l'invasione di venditori ambulanti abusivi disposti lungo tutto il corso,come ha fatto rilevare il movimento politico di Obiettivo Comune, in un manifesto pubblicato.

Non è passato inosservato neanche l'assenza dello stand storico della cantina sociale.In conclusione possiamo dunque affermare che in questa edizione della storica kermesse gli organizzatori non sono riusciti a soddisfare le aspettative dei tanti turisti, abituali e non, e che i cambiamenti introdotti non hanno contribuito a migliorare la festa.

Speriamo soltanto che nelle prossime edizioni venga recuperato l'aspetto folkloristico e divertente della manifestazione.

Lettera Firmata

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