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Piglio, la Compagnia della SS. Trinità in marcia verso il santuario di Vallepietra

Dopo i festeggiamenti in onore della Madonna delle Rose  che si sono tenuti a Piglio dal 30 maggio al 5 giugno per opera del Comitato delle Mamme, ecco all’orizzonte un altro appuntamento soprattutto di fede e di devozione  in onore della SS...

Firma Giovanni Paolo II alla Santissima

Dopo i festeggiamenti in onore della Madonna delle Rose che si sono tenuti a Piglio dal 30 maggio al 5 giugno per opera del Comitato delle Mamme, ecco all’orizzonte un altro appuntamento soprattutto di fede e di devozione in onore della SS. Trinità

la cui icona affrescata sulla nuda roccia nel minuscolo santuario incastonato tra i dirupi del monte Tagliata del gruppo dell’Autore, sito quota 1337, richiama alla preghiera ed al senso soprannaturale della vita umana non solo la “Compagnia locale” ma anche quelle dei paesi limitrofi.

Se per i musulmani la Mecca è la mèta agognata almeno una volta nella vita, a Piglio, invece, il devoto pellegrinaggio viene rinnovato con cadenza annuale da parte della locale “Compagnia della SS. Trinità” per rivivere una antica tradizione lasciata dalla devozione popolare ed iniziata nella notte dei tempi.

Il cammino dei pellegrini si snoda su erte e sassosi sentieri tra disagi e fatiche che essi affrontano cantando, pregando in un rapporto con il Sublime invisibile sempre più stretto.

E’ per questo che i pellegrinaggi aumentano sempre di più in questi tempi e la religiosità popolare, a volte disprezzata, finisce per configurarsi come una sorta di “rivincita di Dio”.

In questo caso, poi, il fatto è ancora più interessante, perché coinvolge proprio i giovani delle Diocesi del Lazio considerati lontani dalla dimensione spirituale della vita cristiana.

Pellegrino a Vallepietra fu anche papa Karol Wojtyla il 3 Ottobre 2000 al Santuario della Santissima Trinità. Ad immortalare la storica visita “lampo segreta” al Santuario di Vallepietra, mentre il Santo Padre firmava il registro degli ospiti, è stata una macchinetta fotografica “usa e getta”.

Oggi, in questo totale smarrimento di valori, non farà certo male rivolgersi ancora una volta con le parole e con la mente all’unico vero Dio, uno e trino, ottenendo in cambio quella forza e quella pace interiore che era propria nei nostri avi, attraverso una semplice preghiera o invocazione o attraverso la contemplazione del creato come riflesso della Bellezza di Dio.

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Giorgio Alessandro Pacetti

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