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Piglio, la più antica immagine di Giovanni della Croce nella chiesa di San Rocco Madonna della Valle

Una più antica immagine di Giovanni della Croce è nel dipinto  di scuola di raffaellesca denominato “Madonna della Valle”,  rinvenuto il 28 settembre del 2002 da Pacetti, della cui esistenza le cronache ne parlavano già intorno al 1595 nella...

Il vescovo Diocesano Loppa e Giorgio Pacetti-2

Una più antica immagine di Giovanni della Croce è nel dipinto di scuola di raffaellesca denominato “Madonna della Valle”, rinvenuto il 28 settembre del 2002 da Pacetti, della cui esistenza le cronache ne parlavano già intorno al 1595 nella parete subito alla destra dell’altare (che a sua volta è sormontato da un’antica statua di San Rocco, risalente al XIV secolo nella chiesa di San Rocco. L’affresco nella sua totalità deve essere ancora liberato dalla tinta sovrastante; ma nella parte visibile al momento si scorgono la Madonna con il Bambino in braccio e, più in basso, Giovanni della Croce che porge al piccolo Gesù proprio una croce.

Questo gioiello fa da paio con il polittico di scuola giottesca rinvenuto sempre da Giorgio Alessandro Pacetti nel 1984 raffigurante la Madonna delle Rose, attorniata da San Giovanni Evangelista, dal Beato Andrea Conti, da San Leonardo e da Sant’Antonio Abate, che ugualmente si trova nella cappellina incorporata dalla suggestiva chiesetta che, con queste scoperte, raggiunge una posizione di primaria importanza nel patrimonio artistico-culturale del Nord Ciociaria.

Queste scoperte di Pacetti sono servite a far riscrivere la storia di Piglio negli ultimi secoli anche in base ai ritrovamenti cartacei rinvenuti da don Marcello Coretti nell’archivio Parrocchiale della Collegiata Santa Maria Assunta. Infatti, in un documento si evince che “nel 1826 il Preposto della Collegiata Santa Maria Assunta in Piglio espose al Santo Padre che nella chiesa di San Rocco si venera una antichissima Immagine di Maria SS.ma detta della Valle, tenuta in grandissima venerazione non solo dai pigliesi ma anche dai forestieri che in devote processioni vi si portavano nei sabati e ricevevano grazie dalla Augusta Regina”. Nello stesso esposto si legge ancora che “il Preposto, desiderando richiamare la devozione di far celebrare la Festa con il concorso del Popolo nella Domenica fra l’ottava della Natività di Maria SS.ma, aveva pregato il Santo Padre Leone XII di concedere la facoltà di poter conseguire l’indulgenza plenaria a chi partecipava alle celebrazioni”. La facoltà di fatto fu concessa per soli sette atti dal 1826 al 1833. A conferma di quanto scritto è la CROCE cosiddetta “PATENTE” posta alla sinistra dell’ingresso del sacro edificio, mentre alla parete opposta si intravede il dipinto di un’aquila che oltre ad essere lo stemma del Comune di Piglio è anche lo stemma delle famiglie Conti, Cajetani, Colonna, Borgia, Orsini e Antiochia questi ultimi feudatari di Piglio.

Al di là degli affreschi già riscoperti (e in attesa di liberare le opere che si trovano ancora occultate sotto le tinture delle altre pareti), la chiesa di San Rocco può offrire altre interessanti attrattive agli appassionati di arte, siano essi anche fedeli o meno. La chiesa di San Rocco è un patrimonio non solo di Piglio, ma di tutta l’arte italiana. E’ perciò fondamentale mettere in atto tutte le opere necessarie affinché essa venga preservata dall’usura del tempo per gli anni a venire.

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G.A.P.

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