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Piglio, le Fraternità O.F.S. di Piglio e di Paliano hanno festeggiato la Patrona Santa Elisabetta D’Ungheria

Le sorelle della Fraternità Francescana O.F.S. (Ordine Francescano Secolare) di Piglio e di Paliano hanno festeggiato Giovedì 17 Novembre 2016 alle ore 17,00 nella chiesa di San Lorenzo la loro Patrona, Santa Elisabetta, con una Santa Messa che è...

Convento San Lorenzo

Le sorelle della Fraternità Francescana O.F.S. (Ordine Francescano Secolare) di Piglio e di Paliano hanno festeggiato Giovedì 17 Novembre 2016 alle ore 17,00 nella chiesa di San Lorenzo la loro Patrona, Santa Elisabetta, con una Santa Messa che è stata concelebrata da P. Alessandro Pennacchi, dal dicacono frate Lazzaro e dall’Assistente spirituale padre Angelo Di Giorgio, che ha illustrato, nell’omelia, le virtù e i carismi della Santa Patrona, invitando le consorelle a seguirne le sue orme.

La cerimonia semplice, ma densa di spiritualità francescana, di preghiera, di partecipazione attenta e commossa da parte dei fedeli e di tutta la Fraternità Francescana Beato Andrea Conti di Piglio, ha rinnovato nell’animo dei presenti lo spirito di adesione al vangelo seguendo l’esempio di san Francesco d’Assisi. E’ seguita poi nel convento un’agape fraterna.

Un po’ di storia:

Elisabetta morì a soli 24 anni il 17 novembre del 1231. Ma la sua fama ed il suo culto si espansero rapidamente anche per i numerosi miracoli attribuiti alla sua intercessione.

La sua tomba divenne ben presto meta di pellegrinaggi e di guarigioni.

Corrado di Marburgo ne propagò la fama, esaltando in lei, principessa, che era vissuta nella povertà e nella carità l’esempio di nuova spiritualità che poteva essere seguita da altre nobildonne.

Il processo di canonizzazione promosso principalmente da Corrado andò avanti speditamente.

I miracoli attribuiti a lei non mancavano. Numerosissime poi furono le testimonianze di persone che giurarono sulla santità di Elisabetta. L’insieme dei documenti agiografici su di lei è, a detta degli studiosi, uno dei più ricchi dell’Europa medievale e si può dire che lo studio della personalità, della spiritualità e santità di Elisabetta non è ancora stato dichiarato esauriente.

Fu iscritta nell’albo dei santi e delle sante a Perugia dal papa Gregorio IX, in occasione della Pentecoste del 1235.

Il culto della neo santa si estese rapidamente. La sua tomba continuò ad essere meta di pellegrinaggi. Numerose poi furono le congregazioni religiose femminili specialmente Terziarie Francescane, che si ispirarono ad Elisabetta d’Ungheria. Anche se, come attesta qualche studioso, Santa Elisabetta nonostante la sua grande devozione a san Francesco non si iscrisse a nessuna delle famiglie religiose scaturite dal carisma del Santo di Assisi”.

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Giorgio Alessandro Pacetti

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