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Piglio, quel 15 Aprile di San Giovanni Paolo II

La comunità di Piglio ricorda a distanza di tredici anni la visita privata che il Papa polacco San Giovanni Paolo II fece il 15 aprile 2004 nel verdeggiante ed aulico territorio montano di Piglio.

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La comunità di Piglio ricorda a distanza di tredici anni la visita privata che il Papa polacco San Giovanni Paolo II fece il 15 aprile 2004 nel verdeggiante ed aulico territorio montano di Piglio.

L'Amministrazione comunale, capeggiata dal Sindaco Tommaso Cittadini, ha installato sei anni fa, e precisamente il 30 Aprile 2011, una Statua in resina, due stele, un cammino contemplativo, dove sono riportate alcune frasi del Beato Karol Wojtyla, e successivamente, nel 2013, una Via Crucis sui prati di Santo Biagio, a ricordo perpetuo di questa visita che il Papa fece in territorio di Piglio, in località Inzuglio.

La statua in onore del Papa Giovanni Paolo II ha suggellato a Piglio ed in ciociaria la grande passione per la montagna del Papa polacco, il più grande viaggiatore, in ogni angolo del mondo, che la Chiesa cattolica ha finora avuto.

Papa Wojtila, tredici anni fa, accompagnato dal segretario Stanislao Dzwisz, Arcivescovo ed ora Cardinale a Cracovia, dal medico personale Prof. Renato Buzzonetti, dalla guardia del corpo Camillo Cibin e da un gruppo di agenti di scorta, aveva lasciato la Città del Vaticano, transitando lungo la strada provinciale per Piglio per raggiungere privatamente la vicina ed isolata località montana dell’Inzuglio, al cui ingresso -da anni - è stata eretta dai cittadini pigliesi una Cappella votiva in onore della SS. Trinità, nei pressi di un laghetto.

Papa Giovanni Paolo II, dopo un spuntino con i suoi collaboratori e forse con un sorso del vino rosso Cesanese Docg tipico della zona, come hanno riferito le cronache ed uno stretto collaboratore, ha riposato in una tenda verde installata per l’occasione, in assoluta tranquillità.

Poi ha iniziato a pregare intensamente, mentre tutta la zona circostante era stata discretamente presidiata da pattuglie di agenti e sorveglianti che, con garbo inflessibile, hanno tenuto a distanza Autorità locali, fedeli e curiosi accorsi sul posto immediatamente dopo che si era diffusa la notizia della presenza del Papa in territorio di Piglio.

La stampa e le televisioni avevano diffuso in serata la notizia della visita penitenziale e di solitaria preghiera che il Pontefice aveva effettuato a Piglio nella sconosciuta località Santo Biagio, adatta per la riflessione e la contemplazione che i Santi hanno sempre perseguito nella loro vita.

Tale località dista appena due chilometri dal Santuario della Madonna del Monte, passaggio intermedio dei pellegrinaggi verso il Santuario della SS. Trinità e della Via Francigena. Un filo conduttore di continuità della vita sembra legare le montagne degli Ernici alle altezze supreme del Cielo e dell’Eternità. Giovanni Paolo II, un anno prima della sua scomparsa terrena, aveva dato testimonianza vivente dei suoi legami con le bellezze naturali, scegliendo un angolo sconosciuto di Piglio per pregare intensamente in attesa di salire alla gloria di Dio.

Questo luogo ameno e suggestivo a ridosso di un laghetto richiama ogni giorno numerosi fedeli non solo di Piglio ma anche dei paesi limitrofi per rendere omaggio ad una persona con la quale la gran parte di noi è cresciuta e che ha contribuito alla pace attraverso il dialogo con altre Religioni.

Per la cronaca, oltre a dare i natali a Benedetto de Pileo, umanista del sec. XV e a custodire le spoglie del Beato Andrea Conti, ideatore del I° Giubileo del 1300, la ridente cittadina di Piglio è stata visitata nel passato da illustri personaggi religiosi e precisamente: da San Francesco di Assisi, da San Massimiliano Kolbe, da Mons. Montini (Paolo VI), per inaugurare la Cappellina in loc. Lapillo dedicata a Papa Pio XII, dal Venerabile Quirico Pignalberi ofm., amico fraterno di San Massimiliano Kolbe e da ultimo da San Giovanni Paolo II.

Giorgio Alessandro Pacetti

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