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Regione, Abbruzzese (fi): per il commercio presentata interrogazione su direttiva “Bolkestein” per tutelare attività su aree pubbliche

Ho scritto un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti per sapere quali sono le determinazioni che la Regione Lazio intende assumere, nel recepimento della Direttiva  “Bolkestein”, per tutelare le...

Ho scritto un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta Regionale, Nicola Zingaretti per sapere quali sono le determinazioni che la Regione Lazio intende assumere, nel recepimento della Direttiva “Bolkestein”, per tutelare le attività commerciali su aree pubbliche attualmente esistenti nel Lazio e nei vari territori provinciali. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Riforme Istituzionali.

“La direttiva dell'Unione Europea 2006/123/CE - conosciuta come direttiva Bolkestein - è una direttiva dell'Unione Europea relativa ai servizi nel mercato europeo comune, presentata dalla Commissione Europea nel febbraio 2004, ed approvata ed emanata nel 2006. Venne così detta da Frits Bolkestein, commissario europeo per il mercato interno della, ha curato e sostenuto questa direttiva, che per semplicità viene indicata con il suo nome. Alla direttiva è stata data attuazione in Italia mediante il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2010.

Di fatto, la direttiva Bolkestein si tratta di un decreto legislativo che attua la direttiva europea relativa ai servizi nel mercato interno – secondo cui licenze e posteggi saranno riassegnati con gare pubbliche dal maggio 2017 – e che pone alcune evidenti difficoltà alle piccole e piccolissime imprese locali, poco competitive su mercati troppo vasti e rischia di mettere in crisi il commercio ambulante e su aree pubbliche.

Nel recepimento di tale direttiva da parte della Regione Lazio, sarebbe necessario, preventivamente, un accordo Stato-Regione che fissi come criterio prioritario, per il rilascio e rinnovo delle licenze, l’anzianità di servizio. Le concessioni non avranno più durata illimitata e non potrà esservi alcun ulteriore rinnovo automatico o tacito, dunque le amministrazioni dovranno “mettere a bando” i posteggi dei vari mercati. È indispensabile, pertanto, attivare un confronto con sia le principali Associazioni di categoria maggiormente rappresentative del Commercio su aree pubbliche, sia con i vari stakeholders territoriali, al fine di porre in essere un provvedimento che tuteli le tante imprese esistenti.

Nel Lazio e nei vari territori provinciali, i mercati tradizionali sono parte dell’offerta commerciale e dell’immagine turistica dei luoghi. Tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro territorio, rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante, motivo per il quale le ‘licenze’ per i commercianti in questione saranno rimesse a gara nel 2017, ed alle gare potranno partecipare anche le multinazionali e le grandi imprese anche straniere col serio rischio che i mercati italiani saranno invasi dalle solite multinazionali con i soliti marchi da centro commerciale, mentre gli attuali ambulanti in regola, vedranno vanificati i sacrifici di una vita.

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Conformemente a questi principi, la Regione Toscana ha recentemente inteso porre in essere un provvedimento, nelle licenze dei posteggi nei vari mercati messi a bando, che contempla tra l’altro: l’anzianità di impresa e di posteggio per ogni singolo mercato; la regolarità previdenziale, contributiva e tributaria; la durata delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio su area pubblica non può essere inferiore ai 9 anni e non può essere superiore ai 12 anni; la durata della concessione è fissata dal Comune in fase di avvio della selezione, tenendo conto delle esigenze medie di investimento collegate alle caratteristiche dell’insieme dei posteggi interessati; i Comuni, tenuto conto del tipo di mercato, possono stabilire in sede di avvio della selezione una durata minore, comunque non inferiore a sette anni, per le concessioni nei mercati turistici”. Ha concluso Abbruzzese.

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