Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Nord Ciociaria

Regione, Abbruzzese (FI): politica Zingaretti non piace si cerca l’ausilio dei numeri per far credere che tutto funziona

“La politica di Zingaretti per la salute, non riesce  proprio a convincere i cittadini del Lazio. Men che meno, quelli della provincia di Frosinone, perché si continua a penalizzare  la sanità ciociara, rispetto a quella romana, con scelte...

"La politica di Zingaretti per la salute, non riesce proprio a convincere i cittadini del Lazio. Men che meno, quelli della provincia di Frosinone, perché si continua a penalizzare la sanità ciociara, rispetto a quella romana, con scelte incomprensibili e di dubbia efficacia, facendo finta di niente o, peggio, cercando, con l'ausilio dei numeri, di far credere che tutto è nella norma e che tutto funzioni". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, vice presidente della Commissione Sviluppo Economico, Lavoro e PMI.

" La realtà, invece, è un'altra: si continua a non assumere personale Medico, nonostante la concessione da parte del Governo ad effettuare deroghe rispetto al blocco del turn over. Le strutture ospedaliere esistenti sul territorio non vengono messe nelle condizioni di operare con strutture e personale adeguato. Ne derivano servizi e prestazioni modeste e con tempi di attesa allungatissimi.

I Pronto Soccorso di Frosinone e Cassino, a differenza di quanto vogliono farci crede, sono al collasso e nessuno interviene. Inoltre non si intravede alcuna volontà da parte della Regione di creare concretamente, non a chiacchiere come accaduto fino ad ora, alcun centro di eccellenza in ciociaria. Qualcuno sta per caso creando le condizioni per il riconoscimento del Dea di II Livello a Frosinone ed il famigerato ed annunciato Polo Oncologico di Sora? A me non sembra, come non mi sembra che ci sia predisposizione al dialogo, come più volte decantato da Zingaretti, per quanto concerne la stesura dell'atto aziendale. Ricordo ancora una volta che sarà inammissibile un altro provvedimento elaborato sulle solite aritmetiche ripartizioni, serve una strategia seria, che guardi soprattutto alle soluzione delle criticità esistenti e del "reale" stato del sistema sanitario. Basta calcoli, servono servizi efficaci e prestazioni efficienti". Ha concluso Mario Abbruzzese.

SANITA', SIMEONE (FI): "CASO AMATRICE DIMOSTRA DISINTERESSE PER I TERRITORI"

"Il caso di Amatrice e dell'ospedale Grifoni, oggi più che mai, impone a tutti noi una profonda riflessione. Quanto accaduto in questi giorni, dimostra ancora una volta, che questa Regione continua a rincorrere le emergenze, a cercare degli escamotage.

La richiesta di riconoscimento, per le strutture di Acquapendente e Amatrice dello status di presidi ospedalieri in zone disagiate, è il simbolo di una classe politica che non vuole assumere decisioni. Nella sanità si procede a colpi di emergenza a cui non corrisponde mai una programmazione in grado di arginarla. E' assurdo che per ottenere una qualsiasi forma di dialogo e di risposta con il presidente Zingaretti sia necessario puntare i piedi ed alzare la voce. Gli incontri con il commissario ad acta si chiedono senza ottenere risposta nella assoluta noncuranza del rispetto delle istituzioni e dei cittadini che rappresentano. Siamo bloccati nella terra di mezzo degli auspici, compreso il costante annuncio di una imminente chiusura della fase di commissariamento. La situazione in cui oggi si trova la Regione Lazio, e che purtroppo ha contraddistinto tutte le amministrazioni che si sono succedute alla sua guida, chiede a noi rappresentanti politici ed istituzionali una presa di posizione ferma. Per questo sono al fianco del sindaco Pirozzi e di tutti i cittadini di Amatrice che hanno deciso di chiedere la secessione da una Regione matrigna e concentrata esclusivamente sulle esigenze di Roma. Questo atteggiamento sta facendo implodere i territori esterni alla Capitale. Le altre province del Lazio, come i Comuni della provincia di Roma, si sono visti negli anni depredati della dignità e della capacità di dare risposte alle proprie comunità schiacciati dallo strapotere e dal peso eccessivo di Roma. Oggi parlare di secessione non significa fare i capricci. Significa dare una risposta alle esigenze dei cittadini in settori chiave quali la sanità, i rifiuti, le infrastrutture, livello di tassazione. Significa non mortificare i cittadini del Lazio solo per soddisfare le emergenze di Roma. Significa democrazia e pari dignità per tutti. Un processo che si sta consolidando, come dimostrano i recenti fatti che riguardano il Comune di Civitavecchia, nella coscienza di amministratori e cittadini. Oggi il tema è interpretare seriamente e proficuamente l'interesse dei territori senza polemiche sterili ma attraverso un confronto serrato sul futuro delle nostre comunità. Per questo credo non sia giusto parlare di secessione quanto piuttosto del diritto di tutti i Comuni del Lazio di avere autonomia e pari diritto a compiere le proprie scelte senza soccombere a Roma".

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