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Regione, Bolkestein Abbruzzese (FI): bene sospensiva. arrivare a 2020 preparati per tutelare ambulanti

"Il decreto milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri rimanda l'applicazione della contestata direttiva Bolkestein nei confronti degli operatori del commercio ambulante al 2020. Un risultato, seppur parziale in quanto consistente in una...

"Il decreto milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri rimanda l'applicazione della contestata direttiva Bolkestein nei confronti degli operatori del commercio ambulante al 2020. Un risultato, seppur parziale in quanto consistente in una mera dilazione nel tempo piuttosto che in un totale stralcio. Per il momento possiamo comunque essere soddisfatti perché questo provvedimento altro non è che ciò che chiedevamo al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti di sostenere in conferenza Stato Regioni". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Isituzionali.

"La normativa, di cui si è discusso per parecchio tempo e su cui il sottoscritto già aveva presentato due interrogazione al presidente Zingaretti, ha inserito, nella fattispecie all'articolo 12 la categoria degli ambulanti tra quelle coinvolte nella liberalizzazione dei mercati. Il mondo del commercio ambulante della Regione Lazio rischiava di essere travolto o finire distrutto dal momento che, secondo la direttiva Bolkestein, le licenze delle aziende di questo settore dovevano essere rimesse a bando nel 2017 ed alle gare potevano partecipare anche multinazionali e grandi imprese, col serio rischio che i mercati italiani venissero invasi dalle solite multinazionali, appunto, con i soliti marchi da centro commerciale, mentre gli attuali ambulanti in regola, avrebbero rischiato di vanificare i sacrifici di una vita. Nelle province di Frosinone e Latina le persone che lavorano in questo settore sono oltre 30.000. Pertanto, nel Lazio e nei vari territori provinciali, i mercati tradizionali sono parte dell'offerta commerciale e dell'immagine turistica dei luoghi. Ora dobbiamo arrivare al 2020 con le idee chiare e riuscire a tutelare questo settore dell'economia composto da tante micro, piccole e medie imprese che generano ricchezza e posti di lavoro per il territorio". Ha concluso Abbruzzese.

SANITA', SIMEONE (FI): "PRECARI DIMENTICATI PER LA ASL DI LATINA. DA ZINGARETTI VOGLIAMO RISPOSTE"

"Il processo di stabilizzazione dei precari della sanità del Lazio, accompagnato dall'entusiasmo del presidente Zingaretti che ha presentato il decreto concernente l'approvazione del budget assunzionale per l'anno 2016 e per l'anno 2017 per le aziende e gli enti del servizio sanitario regionale, si abbatte come una doccia fredda per la Asl della provincia di Latina. Leggendo il decreto approvato il 23 dicembre 2016, infatti, si nota come la Asl di Latina non sia tra quelle autorizzate alla stabilizzazione di personale precario come indicato dall'art.1, comma 543, ex L.208/2015 che prevede che "gli enti del Servizio sanitario nazionale possono indire e concludere - anche in deroga alle previsioni del D.P.C.M. del 6 marzo 2015 in tema di disciplina delle procedure concorsuali riservate per l'assunzione di personale precario del comparto sanità - procedure concorsuali straordinarie per l'assunzione di personale". Vogliamo sapere dal presidente Zingaretti per quale ragione la Asl di Latina sia stata esclusa dalle procedure di stabilizzazione dei precari che da anni lavorano, senza alcuna certezza sul proprio futuro, nei nostri ospedali. Vogliamo sapere se ci sono degli ostacoli, quali sono, e se ci sono perché non siano state trovare adeguate soluzioni per superarli. Vogliamo sapere se Zingaretti si rende conto della situazione che si vive, ogni giorno, negli ospedali pontini a causa della mancanza di personale medico, tecnico ed infermieristico. Solo qualche giorno fa in consiglio regionale il presidente aveva annunciato la soluzione definitiva ai nodi legati alla cronica assenza di personale nelle strutture sanitarie del Lazio. Ci aveva detto che la fase delle difficoltà era stata superata. Che la stagione delle deroghe era finita e che il 2017 sarebbe stato l'anno della svolta con un numero di assunzioni che avrebbero superato le cessazioni dell'anno precedente. Poi leggiamo questi decreti e il mondo virtuale in cui Zingaretti vive prende, di nuovo, il sopravvento sulla realtà. Quella che si concretizza nel Dea di II livello mai realizzato al Goretti di Latina, che passa per il Dea di I livello a Formia che stenta a prendere forma, e culmina nella situazione degli ospedali di Fondi e Terracina che faticano a sopravvivere ogni giorno proprio a causa della mancanza di personale, di interventi mirati alla valorizzazione dei reparti di eccellenza, della disorganizzazione e della sommarietà di atti come questo che acuiscono le emergenze e certo non le risolvono. In questo contesto uniamo la nostra voce a quella dei sindacati che, come il Cimo, hanno annunciato in caso di mancata integrazione del decreto lo stato di agitazione del comparto entro gennaio. Inoltre, le procedure per l'ammissione al concorso riservato agli aventi diritto sono poco trasparenti. Chi sarà escluso perderà il lavoro, dopo la cessazione dell'ultima proroga del contratto, determinando un'enorme ingiustizia e un grave danno per i cittadini che vedranno allungarsi le liste d'attesa per ricevere una prestazione sanitaria nei pronto soccorso, nelle sale operatorie e in ogni ambulatorio per visite ed esami diagnostici. Zingaretti risponda alle nostre domande che non sono le domande del folle. Ma quelle dei cittadini e del personale che ancora una volta si trova di fronte a promesse falsate e beffe anziché alla soluzione dei problemi in atto. L'efficacia, l'efficienza, la semplificazione e la trasparenza di cui Zingaretti si fa pregio nel decreto tornano ad essere macchie di inchiostro sulla pagina bianca della sanità del Lazio". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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