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Regione, lavoro; Abbruzzese (fi): chiesto intervento di Zingaretti e valente sulle dinamiche accordo di programma Frosinone /Anagni

"Ho scritto al presidente della giunta regionale, Nicola Zingaretti e all'assessore al Lavoro, Lucia Valente per richiamare la loro attenzione sulle dinamiche afferenti l’Accordo di programma “Frosinone/ Anagni” del 2013 e dei provvedimenti...

"Ho scritto al presidente della giunta regionale, Nicola Zingaretti e all'assessore al Lavoro, Lucia Valente per richiamare la loro attenzione sulle dinamiche afferenti l’Accordo di programma “Frosinone/ Anagni” del 2013 e dei provvedimenti correlati in ordine al riconoscimento dell’area di crisi complessa del settembre 2016 e della conseguente opportunità della proroga della CIG fino al 31.12.2017". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme Isituzionali .

"Come noto, il Sistema Locale del Lavoro (S.L.L.) della provincia di Frosinone, che ha dato luogo all’Accordo di programma del 2013 e a tutti i provvedimenti seguenti correlati, comprende 37 Comuni della provincia di Frosinone, nella parte nord e 9 comuni della provincia di Roma, per un totale di 46.

Orbene, con l’approvazione del Decreto Legislativo correttivo N° 185 e la Circolare Ministeriale N° 34, si è data la possibilità alle Regioni di utilizzare le risorse residue degli anni precedenti per autorizzare i trattamenti di integrazione salariale e mobilità in deroga anche per il 2017.

Sulla base di ciò, è stato sottoscritto tra le sigle sindacali firmatarie, l’accordo dell’8 novembre scorso, in cui si è concordato di destinare risorse, per complessivi 4,8 milioni di euro, per il trattamento di mobilità in deroga ai lavoratori residenti, si badi bene questo passaggio fondamentale per quanto esporrò di seguito, nei territori di crisi complessa purché accompagnato da percorsi di politiche attive.

In pratica, il lavoratore della Provincia di Frosinone che intende beneficiare della indennità di mobilità in deroga, dovrà recarsi presso le sedi del Sindacato, per l’attivazione della relativa procedura, dichiarando di essere residente in uno dei Comuni rientranti nell’Area di Crisi Industriale Complessa di Frosinone, e di aver terminato nel 2016, ovvero entro il 31 gennaio 2017, i benefici della mobilità ordinaria, ASPI e Mini Aspi, Naspi e di essere disponibile ad accettare la politica attiva.

In questo quadro di iniziative pur incentivanti, risulta tuttavia una circostanza paradossale. Alcuni lavoratori, pur avendo lavorato e quindi dipendenti nelle Aziende in crisi o addirittura chiuse, ma comunque con sede nei Comuni del SLL di Frosinone, poiché residenti fuori da questo conteso, cioè non in uno dei 37 Comuni dell’Area interessata, rimarrebbero esclusi dai provvedimenti di proroga della CIG e, comunque, di ogni eventuale ulteriore incentivazione.

A mero titolo di esempio, se un lavoratore ha lavorato presso la Videocon ecc, quindi in territorio di Anagni nel SLL, ma residente a Terelle, sarebbe escluso dai benefici.

La circostanza risulta assolutamente paradossale e evidentemente penalizzante.

In pratica, ci sarebbero lavoratori di serie A, quelli che risiedono all’interno del SLL, e che hanno lavorato in una Azienda con sede in uno dei 37 suddetti Comuni, e lavoratori di serie B che pur avendo lavorato nella medesima Azienda, risiedono tuttavia altrove.

Bisogna quindi e senza alcun dubbio, tenere senz’altro presente la perimetrazione del SLL, ma allo stesso modo non si possono penalizzare i lavoratori che risiedono al di fuori di questo perimetro.

E’ necessario tenere presente quindi che tutti i lavoratori, che prestano o hanno prestato attività lavorativa in una delle aziende presenti nell’area di crisi, di cui al SLL, devono poter usufruire dei medesimi benefici, tenendoli però sganciati dalla loro singola territorialità di residenza.

Per questi suesposti motivi, ho chiesto ha Zingaretti e Valente di intervenire immediatamente e comunque prima del 31.12.2016, con un provvedimento specificamente destinato a porre rimedio a quella che, oggettivamente, risulta essere una evidente ingiustizia, oltre che un inspiegabile discrimine e penalizzazione". Ha concluso Abbruzzese.

DATI ISTAT CONDIZIONE VITA DELLE FAMIGLIE: ABBRUZZESE (F.I) IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ECONOMICHE DI ZINGARETTI E’ CERTIFICATA DAI NUMERI

Il fallimento delle politiche economiche e di inclusione sociale della Regione Lazio e quindi di Zingaretti, è certificata dalla rilevazione Istat pubblicata oggi, circa condizioni di vita e reddito delle famiglie italiane nel 2015.

L’indagine dell’Istat rileva che Nel 2015 il 28,7% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale ovvero, secondo la definizione adottata nell’ambito della Strategia Europa 2020, si trovano almeno in una delle seguenti condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro.

Per quanto riguarda i dati regionali, nel confronto tra il 2014 e il 2015, il Lazio con +2.3 punti percentuale è una delle 4 regioni che ha fatto registrare i dati peggiori, insieme alla Puglia, all’Umbria, e alle Marche.

Nel Lazio, infatti, considerando questi 3 parametri presi in esame dall’Istat, si registra un significativo, quanto preoccupante peggioramento percentuale :



2014 2015

Rischio di povertà o esclusione sociale 24.7 27

Rischio di povertà 18.5 20.5

Bassa intensità lavorativa 9.2 10.5

Il rischio di povertà è stato calcolato sui redditi 2014 e la bassa intensità di lavoro è stata calcolata sul numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante il 2014.

Poiché i numeri sono sempre difficili da smentire, e questi dell’Istat sono dati ufficiali certificati, si capisce chiaramente come Zingaretti e la sua maggioranza abbiano completamente fallito in questi anni, sia in ordine alla creazione di reddito per le famiglie, sia in ordine alle politiche del lavoro, sia in ordine alla inclusione sociale.

Quasi un terzo della popolazione residente a rischio povertà dovrebbe indurre a delle serie e profonde riflessioni.

Ancor più evidente è la circostanza che gli slogan e gli annunci, tanto cari a Zingaretti ormai non incantano più nessuno e tantomeno i cittadini del Lazio, mentre di contro servirebbero, strategie, programmi, iniziative di sviluppo e di incremento dell’occupazione. Iniziative totalmente sconosciute a questa maggioranza di Governo regionale.

SANITA’, SIMEONE (FI): “ZINGARETTI VEDE L’USCITA DAL TUNNEL, LA CORTE DEI CONTI GLI SPEGNE LA LUCE”

“Sanità, tutto apposto e niente in ordine. I costanti e trionfalistici annunci del presidente Zingaretti in merito agli eclatanti e positivi risultati raggiunti nella sanità sono stati rispediti al mittente nella requisitoria del procuratore regionale della Corte dei Conti, Donata Cabras, nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2015. Solo qualche giorno fa, in occasione dei soliti tagli del nastro, il presidente vedeva la fine del tunnel. Peccato che il percorso che Zingaretti definisce ad ogni piè sospinto concluso in realtà è ancora tutto da compiere tanto che non sono stati raggiunti “i risultati preventivati, sia sul versante del disavanzo sanitario della Regione, quanto sugli Enti del Servizio sanitario regionale". Inoltre nella requisitoria viene sottolineata “l'inadeguatezza e l'inosservanza delle normative nella gestione delle entrate derivanti dal maggior gettito fiscale destinato a copertura del piano di rientro dal disavanzo, atteso che le somme accertate non sono state tutte contestualmente impegnate”. E viene rilevato “il perpetrarsi del mancato rispetto della direttiva UE in merito ai tempi di pagamento delle fatture e la mancata attuazione di una serie di interventi finalizzati al rispetto degli obiettivi prioritari in merito ai livelli essenziali di assistenza”. Elementi non trascurabili a cui si deve aggiungere il fatto che, nella requisitoria, si richiede maggiore trasparenza nelle procedure evidenziando che i pochi risultati raggiunti sono attribuibili solo all’applicazione per i cittadini del Lazio di aliquote sempre più gravose. Come dire che se Zingaretti vedeva l’uscita dal tunnel, la Corte dei Conti gli ha spento la luce. Speriamo che ne prenda atto non limitandosi a gioire di risultati che vanno letti con attenzione perché è su di essi che si misura la distanza, ancora incolmabile, tra Zingaretti e la vita reale”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone



DIRETTIVA BOLKESTEIN; ABBRUZZESE (FI): SPERO CHE INTERESSAMENTO RENZI NON FOSSE PER FINI ELETTORALI


"Auspico che il presidente del consiglio Renzi continui a lavorare affinchè, come ha scritto qualche giorno fa, prima del referendum, all'Anci, venga prorogata fino al 2020 la scadenzadelle concessioni in essere visto le criticità relative all'applicazione della direttiva Bolkestein. Sono curioso di verificare se anche l'interessamento a questa tematica, non fosse altro che un escamotage per fare campagna elettorale". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e Presidente della Commisione Speciale Riforme Istituzionali.

La normativa, di cui si è discusso per parecchio tempo e su cui il sottoscritto ha già presentato due interrogazione al presidente Zingaretti, ha inserito, nella fattispecie all'articolo 12 la categoria degli ambulanti tra quelle coinvolte nella liberalizzazione dei mercati. Il mondo del commercio ambulante della Regione Lazio rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, secondo la direttiva Bolkestein, le licenze delle aziende di questo settore saranno rimesse a bando nel 2017 ed alle gare potranno partecipare anche multinazionali e grandi imprese, col serio rischio che i mercati italiani saranno invasi dalle solite multinazionali, appunto, con i soliti marchi da centro commerciale, mentre gli attuali ambulanti in regola, vedranno vanificati i sacrifici di una vita. Di fatto stando cosi le cose sia la Regione Lazio che il governo stanno abbandonando queste attività. Nelle province di Frosinone e Latina le persone che lavorano in questo settore sono oltre 30.000. Pertanto, nel Lazio e nei vari territori provinciali, i mercati tradizionali sono parte dell’offerta commerciale e dell’immagine turistica dei luoghi. Tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro territorio, rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante". Ha concluso Abbruzzese.




"Auspico che il presidente del consiglio Renzi continui a lavorare affinchè, come ha scritto qualche giorno fa, prima del referendum, all'Anci, venga prorogata fino al 2020 la scadenzadelle concessioni in essere visto le criticità relative all'applicazione della direttiva Bolkestein. Sono curioso di verificare se anche l'interessamento a questa tematica, non fosse altro che un escamotage per fare campagna elettorale". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e Presidente della Commisione Speciale Riforme Istituzionali.

La normativa, di cui si è discusso per parecchio tempo e su cui il sottoscritto ha già presentato due interrogazione al presidente Zingaretti, ha inserito, nella fattispecie all'articolo 12 la categoria degli ambulanti tra quelle coinvolte nella liberalizzazione dei mercati. Il mondo del commercio ambulante della Regione Lazio rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, secondo la direttiva Bolkestein, le licenze delle aziende di questo settore saranno rimesse a bando nel 2017 ed alle gare potranno partecipare anche multinazionali e grandi imprese, col serio rischio che i mercati italiani saranno invasi dalle solite multinazionali, appunto, con i soliti marchi da centro commerciale, mentre gli attuali ambulanti in regola, vedranno vanificati i sacrifici di una vita. Di fatto stando cosi le cose sia la Regione Lazio che il governo stanno abbandonando queste attività. Nelle province di Frosinone e Latina le persone che lavorano in questo settore sono oltre 30.000. Pertanto, nel Lazio e nei vari territori provinciali, i mercati tradizionali sono parte dell’offerta commerciale e dell’immagine turistica dei luoghi. Tutto questo tessuto economico che fa parte integrante del nostro territorio, rischia di essere travolto o finire distrutto dal momento che, unica in Europa insieme alla Spagna, l’Italia ha deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante". Ha concluso Abbruzzese.


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