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Regione, lavoro; Abbruzzese (FI): l'assessore Valente smentisce Zingaretti

"Oggi presso l'amministrazione provinciale di Frosinone l'assessore al lavoro della Regione Lazio, Valente durante un tavolo convocato per la vertenza frusinate ha smentito, di fatto, il presidente Nicola Zingaretti.

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"Oggi presso l'amministrazione provinciale di Frosinone l'assessore al lavoro della Regione Lazio, Valente durante un tavolo convocato per la vertenza frusinate ha smentito, di fatto, il presidente Nicola Zingaretti. Preso, infatti, dalla solita “annuncite”, il governatore, aveva lanciato in pompa magna la firma del decreto ministeriale per l'istituzione dell'area di crisi complessa nel sitema Locale del Lavoro di Frosinone con i relativi provvedimenti in favore dei lavoratori della vertenza frusinate. Ovvero: un anno di cassa integrazione e poi 500 euro al mese per tutte le persone che avevano perso il posto di lavoro. Secondo la Valente, pero, niente di tutto ciò potrà al momento essere messo in atto". lo ha dichiarato Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della Commissione Speciale Riforme.

"C'è una motivazione per questa circostanza. L'assessore al lavoro ha, infatti, affermato che finché la Corte dei conti non certificherà l'istituzione della decima area di crisi ( ne erano previste 9 in tutta Italia), ovvero quella che interessa il territorio della provincia di Frosinone, nessuno dei provvedimenti collegati al decreto del MISE potranno essere attuati.

Come al solito, dunque, Zingaretti si è lasciato andare a facili entusiasmi ed annunci, mettendo in difficoltà il suo assessore che è stato costretto a contraddire quanto dichiarato precedentemente dal governatore. Lascio immaginare la reazione dei tanti lavoratori della vertenza frusinate che non hanno potuto fare a meno, giustamente, di accerchiare la Valente per chiedere spiegazioni. Queste persone non meritano di essere prese in giro, servono atti concreti per il rilancio del territorio e delle fonti occupazionali". Ha concluso Abbruzzese.

REFERENDUM, SIMEONE (FI): “IL QUESITO DI RENZI E’ L’ENNESIMA BUFALA A CUI DICIAMO “NO””

“Leggendo il quesito referendario presentato da Renzi questa mattina pensavo di avere qualche problema alla vista. Poi, mi sono accorto che invece è tutto vero e che, dopo averci propinato una riforma bufala, Renzi continua a spada tratta nel tentativo di prendere per il naso i cittadini, calando il quesito farlocco. Un quesito che è come la pillola di Mary Poppins e rappresenta un tentativo pessimo di rendere meno amara una riforma che, qualora fosse approvata, porterà solo conseguenze dannose per i cittadini. Renzi spera che mischiando le carte in tavola gli italiani voteranno “SI” e lo salveranno dal declino che lui stesso sta costruendo ogni giorno. Ma i suoi calcoli partono da un errore di fondo. Gli italiani non sono sciocchi e questa riforma la stanno studiando comprendendone la portata e le enormi lacune. E sceglieranno senza farsi influenzare dai suoi maldestri tentativi. Il quesito è l’ennesima favoletta che non trova corrispondenza nei fatti e nel testo della riforma. Del superamento del bicameralismo nella riforma non c’è traccia. Il Senato resterà in vita con la sola differenza che si toglierà ai cittadini la possibilità di scegliere da chi essere rappresentati. Di contenimento dei costi della politica, non c’è memoria. Di snellimento delle procedure per l’approvazione delle leggi, meno che mai. La revisione del Titolo V, che dovrebbe fondarsi sul principio di sussidiarietà e vicinanza delle istituzioni ai cittadini, in realtà fa esattamente il contrario. Il quesito è il simbolo della politica renziana fatta di artifizi lessicali e di vuoto nei contenuti. Questo modo di intendere e fare politica è inquietante e non fa che rafforzare le ragioni del nostro “NO” convinto ad una riforma farsa, approvata da un Parlamento semi illegittimo e sostenuta da un presidente del Consiglio abusivo. Gli italiani meritano di più, la nostra Costituzione non si può lasciare in pasto a chi pensa di poter fare e disfare il futuro dell’Italia a suo uso e consumo. E alla Boschi che qualche ora fa ha detto che “il quesito rispecchia semplicemente il titolo della legge” vorrei solo dire che, per una volta, mi trova concorde con lei. Perché una bufala è la riforma, una bufala il titolo, un imbroglio il quesito che i cittadini si troveranno di fronte al referendum”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

“PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA E TUTELA DELLA FERTILITÀ. IL LAZIO MIGLIORA L’ACCESSIBILITÀ E LA FRUIBILITÀ DEI SERVIZI”

Il programma prevede i saluti di Rodolfo Lena, Presidente Commissione Politiche sociali e salute Consiglio regionale Lazio, e di Teresa Petrangolini, Consigliere Regionale e membro della Commissione Politiche sociali e salute, e l’introduzione di Alessio D’Amato, coordinatore cabina di regia SSR. La relazione è di Vincenzo Panella, Direttore della Direzione Regionale Salute e Politiche Sociali della Regione Lazio. Interventi programmati di Rocco Rago, Responsabile della UOSD Fisiopatologia della riproduzione e dell’Andrologia presso l’ospedale Pertini, ASL Roma 2, Franco Lisi, Segretario regionale dell'AGICO (Associazione Ginecologi Consultoriali) e responsabile riproduzione assistita Villa Mafalda, e Maria Paola Costantini, Avvocato esperta in diritto sanitario e procreazione medicalmente assistita, Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato.

Terremoto, Righini–Santori (Fdi): ‘Predisporre un Piano Infrastrutturale Dedicato’

E’ con lo scopo di contrastare le croniche carenze di adeguati collegamenti col resto della regione dei comuni del reatino, messi a dura prova dagli effetti del sisma del 24 agosto, che i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini e Fabrizio Santori, hanno presentato una specifica mozione, mirata ad impegnare la Giunta regionale ad “adottare un Piano infrastrutturale Dedicato nelle zone interessate dal terremoto, con risorse finanziarie certe e definitive e con il coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte e nelle priorità di cui il territorio ha bisogno”.

“Il terremoto – fanno sapere i due - rischia di produrre ulteriore spopolamento in zone montane così duramente colpite, e la distruzione di molte ‘seconde case’, di famiglie originarie di quei luoghi, rischia di mettere in crisi la ricostruzione del tessuto umano e sociale degli stessi territori. Nell’ambito di un più vasto ed efficace programma di aiuto e di ricostruzione – rimarcano Righini e Santori - si rende necessario provvedere anche a quelle infrastrutture che favoriscono l’interazione del territorio colpito dall’evento con i territori limitrofi, e al fine di poter assicurare un’azione rapida ed efficace è necessaria una sinergia di intenti e di programmi tra la Regione e lo Stato”.

Tra gli interventi caldeggiati vanno annoverate “la messa in sicurezza della Via Salaria con l’adeguamento a standard B tra Passo Corese e Rieti, C1 tra Cittaducale e Sigillo e tra Arquata del Tronto e Acquasanta Terme; la velocizzazione e la messa in sicurezza a standard C1 della SS260 “Picente” tra Montereale (AQ) ed Amatrice; l’ammodernamento e la velocizzazione della ferrovia Terni-Rieti-L’Aquila; l’incremento del numero dei collegamenti diretti treni diretti Rieti-Roma; il prolungamento dei treni diretti Rieti-Roma Tiburtina fino ad Antrodoco, direzione Rieti, e fino a Roma Termini direzione Roma; la realizzazione ad Antrodoco di un nodo di scambio con servizi automobilistici capillari che colleghino le zone colpite dal terremoto; l’incrementando dei servizi bus Roma-Amatrice; l’istituzione di un servizio sperimentale di bus Roma-Amatrice, via Autostrada RM-AQ e SS260; servizi di trasporto che non subiscano diminuzioni nei giorni di sabato, domenica, festivi e nel periodo estivo così da consentire anche a chi abita, o andrà ad abitare, al di fuori dalle zone colpite dal terremoto di poter raggiungere i territori interessati dal sisma

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