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Roma, autogol della Regione Lazio per la nomina dei “Sindaci tuttofare”

Riceviamo e pubblichiamo Dal 17 maggio scorso tutti i Comuni della nostra Regione, compresi i 15 Municipi di Roma Capitale, hanno la possibilità di partecipare al Bando emanato della Regione Lazio sulle “Reti di Imprese tra le attività...

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Riceviamo e pubblichiamo

Dal 17 maggio scorso tutti i Comuni della nostra Regione, compresi i 15 Municipi di Roma Capitale, hanno la possibilità di partecipare al Bando emanato della Regione Lazio sulle “Reti di Imprese tra le attività economiche di strada”. Il Bando, che utilizza le risorse finanziarie della Programmazione europea per un importo di 10 milioni di euro, è destinato a sostenere le numerosissime piccole attività economiche del nostro territorio, attraverso l’innovativo strumento di aggregazione delle “Reti di Imprese”. Infatti, afferma la Regione Lazio, esso è uno strumento “utilissimo per dare più solidità ed un maggiore sostegno alle tante tipologie di attività, da quelle commerciali, artigianali e di vicinato (come negozi, bar, ristoranti, oggetti di artigianato creativo ed artistico) ai mercati rionali, sia giornalieri che periodici; dalle attività culturali (musei, cinema, teatri ed editoria) e professionali (studi medici, commerciali, legali, agrari, di ingegneria, di architettura) fino al comparto delle attività turistico-alberghiere (tour operators, agenzie di viaggio, alberghi tradizionali e diffusi, agriturismi, B&B)”. Pur concordando pienamente sulla scelta del nuovo modello aggregativo delle “Reti di Imprese”, tuttavia riteniamo che il predetto Bando contenga alcune opzioni strategiche che possano ostacolare le finalità di “promozione della fase di avvio e di consolidamento delle Reti”. Ci riferiamo in particolare ad alcuni “fattori frenanti” che rischiano, a nostro avviso, di rendere inefficaci gli obiettivi di favorire la nascita, lo sviluppo e la sostenibilità del Modello Reti di Imprese tra Attività Economiche su Strada, quale volano indispensabile, sia per consentire una maggiore e duratura crescita delle micro imprese, quanto per sostenere i processi di attrazione turistica, nonché di sviluppo commerciale, artigianale e culturale del nostro territorio. Il primo elemento di freno è di natura “burocratica”, dal momento che i soggetti beneficiari dei finanziamenti regionali previsti dal Bando sono stati individuati proprio nei Comuni del Lazio e/o nei Municipi di Roma Capitale, i quali, per loro natura, possiedono tempi di operatività notoriamente lunghi: delibere, determinazioni, approvazioni, assemblee, consigli, atti programmatici ecc. A ciò si aggiunga che ai predetti beneficiari pubblici (Comuni e Municipi romani), l’art.6 del Bando, assegna una lunga serie di gravosi obblighi riguardanti la gestione del contributo: l’utilizzo del finanziamento regionale, la certificazione e la rendicontazione delle spese, il rispetto della normativa fiscale e di tutte le disposizioni nazionali ed europee in tema di utilizzo dei contributi pubblici, l’approvazione, la verifica ed il monitoraggio del processo di attuazione del Programma di Rete elaborato dal Soggetto Promotore, la trasmissione alla Regione Lazio della rendicontazione degli interventi, delle realizzazioni e dei risultati ottenuti ecc. Come se non bastasse ai predetti Sindaci laziali ed ai Presidenti dei Municipi di Roma Capitale incombe anche l’obbligo dell’assunzione diretta delle responsabilità, sia nell’approvazione, che nel buon esito dei programmi finanziati. E’ pur vero che il Bando preveda la figura del Manager di rete che possa organizzare e seguire il Programma predisposto da un Soggetto Promotore, tuttavia forti perplessità nascono, sia dal fatto che una “governance monocratica” riesca a gestire una o più Reti composte ciascuna di almeno 30 attività economiche, quanto dalla penuria di figure professionali in grado di elaborare un Contratto ed un Progetto di rete altamente innovativo. Siamo del parere, invece, che una “governance collegiale”, di tipo associativo o societario, sia in grado di offrire tutti i servizi del Manager di rete: dalla costituzione del soggetto attuatore, alla governance di una rete complessa, fino alla positiva e completa realizzazione del progetto aggregativo finanziato.

Anche il termine ultimo di presentazione delle domande di finanziamento, fissato per le ore 17 del giorno 30 settembre 2016, desta forti dubbi, tenuto conto del rinnovo di 109 Comuni nella Regione Lazio, oltre i 15 Municipi di Roma, il cui turno di ballottaggio è previsto per il 19 giugno p.v. Un terzo dei Comuni laziali, dunque, rinnoverà le cariche locali ed è presumibile che i nuovi amministratori diverranno operativi solo dopo il periodo estivo e comunque proprio a ridosso della scadenza del Bando. Si aggiunga che alla fine di questo mese di maggio è fissato anche il termine per la presentazione delle proposte dei Piani di Sviluppo Locale (PSL), da parte dei Gruppi di Azione Locale (GAL), volti a sostenere e migliorare le aree rurali, ed alla cui realizzazione partecipano in prima linea anche numerosi Comuni del nostro territorio laziale.

Il rischio maggiore è che, per le considerazioni sopra esposte, i Primi Cittadini, oberati di incarichi, di compiti gravosi da svolgere e di mansioni delicate da affrontare, possano presentare in “zona Cesarini” dei progetti di basso profilo, con scarsi contenuti e poca affidabilità realizzativa.

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