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Roma, convegno del 22 aprile “fare chiarezza” sull’amoris laetitia

Cresce l’attesa per il Convegno del 22 aprile, promosso da “La Nuova Bussola Quotidiana” e da “Il Timone” perché sia fatta chiarezza sull’ interpretazione dell’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco Amoris Laetitia.

Cresce l’attesa per il Convegno del 22 aprile, promosso da “La Nuova Bussola Quotidiana” e da “Il Timone” perché sia fatta chiarezza sull’ interpretazione dell’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco Amoris Laetitia.

Dell’incontro si riferisce anche nel “Times” di lunedì 17 aprile, sotto il titolo - oggettivamente assai forzato - “Hardline Catholic rebels challenge Pope’s marital reform” e perciò a tale proposito è giusto e necessario ribadire che non si tratterà di un atto di ammutinamento pubblico contro il Pontefice né gli verrà posto un ultimatum, tantomeno il Convegno sarà la prima tappa di un cammino scismatico. Nelle intenzioni degli organizzatori e dei relatori l’appuntamento presso l’Hotel Columbus in via della Conciliazione sarà in primo luogo un momento pubblico di riflessione da parte di laici di tutto il mondo su passi ritenuti ambigui contenuti soprattutto nel capitolo VIII dell’Amoris laetitia, un documento del Magistero che ha dato origine a interpretazioni molto divergenti in seno al mondo cattolico, tali da creare grande confusione in chi vuol rimanere fedele alla dottrina sociale della Chiesa in materia di matrimonio e non solo.

Volutamente la parola sarà data solo ai laici, così che l’opinione pubblica possa constatare come le perplessità sull’Amoris laetitia e dintorni non vengano solo dei così definiti spregiativamente “quattro gatti di cardinali in pensione” (la realtà è però molto diversa anche nel mondo rossoporpora), ma di una fetta consistente del mondo cattolico non clericale.

Tra le riflessioni laiche sull’esortazione post-sinodale sembra utile proporre in questa sede quelle del filosofo Marcello Pera, di ascendenze laicissime, già presidente del Senato italiano tra il 2001 e il 2006, Proprio in tale periodo nasce un’amicizia intellettuale tra Pera e il cardinale Joseph Ratzinger (poi Benedetto XVI) che si manifesta in un comune sentire sulla crisi valoriale europea originata al suo interno dal diffondersi di un pernicioso relativismo e dalla perdita di un’identità storica fondata sull’eredità di Atene, Gerusalemme e Roma. I

Il 4 aprile, in occasione della presentazione presso la Lateranense – Pontificio Istituto Giovanni Paolo II - di un Vademecum sull’Amoris laetitia (autori Kampowski, Granados, Perez-Soba), Pera ha rilevato che tale vademecum nasce da una preoccupazione evidente, quella che l’innovazione in corso non diventi una frattura, una crisi del cristianesimo; è una preoccupazione che percepisco non solo nel testo dei tre autori, ma anche in tanti altri interventi in materia”, Il timore è insomma che si prospetti “una forma di assorbimento, poi di resa a una cultura secolare diffusa”. Secondo Pera in papa Bergoglio “certo c’è una forte innovazione rispetto ai due predecessori. E’ in corso un processo che è qualcosa di più di un aggiornamento del linguaggio e si prospetta in realtà come un cambio della dottrina”. Tale sensazione si fonda anche su “tanti interventi estemporanei, apparentemente extra-cathedram, di Francesco”: in ogni caso essi sono interessanti, poiché “sono spia di un pensiero ambiguo”. Che si fonda su “due nozioni-chiave, tramite le quali papa Francesco sta radicalmente innovando il cattolicesimo”: riguardano l’applicazione delle norme morali assolute e la pratica del discernimento.

In sintesi: “Discernere non può voler dire sospendere il giudizio. Il ‘Chi sono io per giudicare?’ potrebbe invece indurre a pensare che il giudizio possa essere sospeso”, ma il giudicare “non può diventare arbitrio soggettivo”. Ovvero: “Discernere non dovrebbe poter significare che si deve giudicare caso per caso, poiché così agendo si perderebbe l’assolutezza della norma e si negherebbe il comandamento di Dio”. Marcello Pera è preoccupato quando sente che “la misericordia viene prima del giudizio”. E “vede una pressione enorme del laicismo sulla Chiesa cattolica, al cui interno si avvertono peraltro scricchiolii notevoli derivati dal volersi conciliare con la marea laicista montante”. Un grave errore, poiché “di punti di riferimento morali e spirituali abbiamo tutti bisogno. La loro perdita sarebbe un danno enorme non solo per il cristianesimo e per l’Europa, ma per la civiltà intera”.

Le riflessioni espresse da Marcello Pera il 4 aprile alla Lateranense riecheggeranno probabilmente anche sabato prossimo 22 aprile a Roma presso l’Hotel Columbus, per voce dei laici relatori provenienti da tutto il mondo: Anna M. Silvas dall’Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jűrgen Liminski dalla Germania (tutti e 3 tra le 10.00 e le 12.00), Douglas Farrow dal Canada, Jean-Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia (dalle 14.00 alle 16.30). Ricordiamo che l’ingresso è libero, senza prenotazione. Per altre informazioni e richieste di interviste rivolgersi per favore a Giuseppe Rusconi: giusepperusconi1@gmail.com, cellulare 392 / 11 73 677.

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