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Roma, cosa cambia con la rottamazione di Equitalia? Modifiche concrete o soltanto l’ennesimo slogan elettorale?

Intervista al Dott. Costantino Ferrara Presidente Onorario Associazione Magistrati Tributari- Frosinone

Equitalia

Intervista al Dott. Costantino Ferrara Presidente Onorario Associazione Magistrati Tributari- Frosinone

Il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2016 ha varato la manovra per il 2017 composta dalla Legge di Bilancio e da un decreto legge collegato. Tra le novità più importanti paventate dal Governo, spicca certamente l’abrogazione di Equitalia, il tanto vituperato (almeno nell’opinione pubblica) concessionario per la riscossione dei tributi, con contestuale rottamazione delle cartelle esattoriali.

In particolare, il Decreto Legge 193/2016 ha fissato le regole per la sanatoria dei ruoli, definita in gergo “rottamazione delle cartelle”, richiamando lo slogan che ha lanciato l’attuale premier nel mondo della politica che conta: a quel tempo si parlava di rottamare la vecchia classe politica e dirigente, oggi di mandare in soffitta i vecchi debiti, accumulati negli anni tra tributi, contributi, multe e ammende di vario genere, la cui riscossione sia stata affidata ad Equitalia con ruoli formati tra il 2000 e il 2015.

Come accedere alla misura

Entro 90 giorni a partire dal 25 ottobre sarà possibile presentare apposita domanda per usufruire della sanatoria. Il risparmio riguarda le sanzioni e gli interessi di mora, mentre restano dovuti l'aggio e le spese di notifica. Per le multe da infrazione al Codice dalla strada, invece, lo sconto riguarda solamente gli interessi. I versamenti delle imposte potranno essere effettuati sino a marzo del 2018, per chi scelga di pagare a rate.

La comodità della sanatoria riguarda soprattutto il fatto che al contribuente basterà inoltrare una domanda ad Equitalia, secondo i moduli predisposti dal concessionario entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto, e sarà poi l’ente ad effettuare i calcoli e a comunicare al cittadino gli importi da pagare per la definizione agevolata, nonché la possibilità di pagare in un’unica soluzione o in 4 rate.

La definizione diventa efficace soltanto in caso di integrale e tempestivo pagamento di tutto il dovuto.

Quali debiti rientrano nella sanatoria

La misura riguarda tutte le cartelle notificate da Equitalia negli anni dal 2000 al 2015 ad esclusione di quelle riguardanti l'Iva sulle esportazioni, il recupero di aiuti di Stato e i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti. Per tutte le altre tipologie di tributi, inclusi i tributi locali (Imu, Ici, Tasi, ecc.), e per i contributi previdenziali (Inps e Inail) si potrà presentare la domanda; ricordiamo, invece, che per le multe stradali la sanatoria non è generale ma abbona soltanto gli interessi.

Si noti bene, poi, che la misura riguarda anche i contribuenti che hanno ricevuto cartelle notificate nell’anno 2016. La norma, infatti, parla di ruoli affidati ad Equitalia tra il 2000 e il 2015, per cui potrebbe tranquillamente essersi verificato il caso di un ruolo affidato al concessionario nel 2015 e che la relativa cartella sia stata invece notificata nel 2016è opportuno verificare la data di formazione del ruolo, che si trova solitamente nella pagina della cartella in cui è riportato il dettaglio delle poste debitorie.

Sono ammessi alla definizione anche i contribuenti che stanno pagando a rate il proprio debito con Equitalia, a condizione che “risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016”

Cosa succede ai processi in corso nelle Commissioni Tributarie

Ovviamente, la rottamazione riguarda anche quelle cartelle per cui il contribuente abbia preventivamente proposto ricorso dinanzi alla competente Commissione Tributaria. Guardando alla sola Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone, sono numerosissimi i casi pendenti che riguardano la contestazione di ruoli, impugnati non soltanto direttamente, tramite il ricorso contro la cartella di pagamento, ma anche quale atti presupposti, nei ricorsi proposti contro le misure esecutive o cautelari (ipoteche, fermi amministrativi) o contro gli estratti di ruolo rilasciati dalla stessa Equitalia. La sanatoria prevede, per l’appunto, l’impegno a rinunciare a tali giudizi per chi decide di aderire alla misura.

A differenza delle precedenti manovre di definizione agevolata, come ad esempio la definizione delle liti pendenti introdotta dalla Manovra 2011, il d.l. 193/2016 non ha previsto alcuna ipotesi di sospensione dei processi in corso, suscettibili di essere assorbiti dall’adesione alla sanatoria.

Le soluzioni operative, dunque, andranno ricercate nelle aule delle Commissioni Tributarie. In tal senso, qualora nelle cause in trattazione, il contribuente renda nota la propria volontà di aderire alla rottamazione, una soluzione potrebbe essere quella di disporre il rinvio della trattazione, sino a giungere ad una data in cui la definizione possa essere stata completata. Infatti, le ipotesi di sospensione o interruzione del processo tributario sono tassative (articoli 39 e 40 del D.lgs. 546/92) e, dunque, non pare possa esservi accesso ad una delle due fattispecie. D’altronde, anche la sanatoria non si perfeziona con la mera presentazione della domanda, bensì è necessario pagare per intero tutto l’importo che, in caso di pagamento, rateale, potrebbe perfezionarsi nel marzo del 2018. Dunque, solamente dopo il pagamento integrale del dovuto, potrà considerarsi cessata la materia del contendere e, quindi, rilevare l’estinzione del giudizio pendente.

Soppressione di Equitalia: criticità e riflessioni

Parallelamente alla rottamazione dei ruoli, la manovra del Governo ha previsto anche la soppressione di Equitalia, le cui mansioni vengono assorbite da un ente pubblico economico denominato “Agenzia delle Entrate – Riscossione”. Tale ente è sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell'economia e delle finanze e al monitoraggio da parte dell’Agenzia delle entrate.

L’impressione, ma soprattutto il timore, è che il vecchio Agente della riscossione sia stato sottoposto solamente ad un “cambio d’abito”, trasformando la forma giuridica (da S.p.A., comunque controllata dallo Stato, ad ente pubblico economico) e la denominazione, ma non il “modus operandi” e le regole d’azione. D’altronde, più che Equitalia in sé, ciò che poteva apparire vessatorio erano le regole secondo cui tale ente operava: si poteva agire su quelle, più concretamente, piuttosto che ragionare sul vestito e sul cartellino da appuntare sulle divise di chi si occupa di riscuotere le tasse. Anche la rottamazione, in verità, suscita quale perplessità. In particolare, le modalità di pagamento, in tempi così ravvicinati, dell’intero importo dovuto a titolo di imposte e contributi, più l’aggio e i costi di notifica, sembra una misura destinata a giovare solo su una parte della cittadinanza, peraltro la meno bisognosa di aiuto. E il perché è presto detto. Pagare tutto e subito, con lo sconto di interessi e sanzioni, sembra una possibilità effettivamente fruibile da parte di coloro i quali abbiano una effettiva disponibilità di denaro (bisogna pagare in tempi brevi), mentre taglia le gambe a chi la possibilità di pagare l’intera somma in breve tempo non ce l’ha affatto.

La misura, quindi, non pare destinata a risolvere i problemi effettivi dei cittadini, ma solo a garantire qualche introito alle dolenti casse dello Stato e, magari, ad indirizzare qualche segno di matita nel verso “giusto”, all’interno delle cabine elettorali.

Giorgio Alessandro Pacetti

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