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Roma, i tesori italiani del Seicento esposti nelle Scuderie del Quirinale

Nelle spaziose sale delle Scuderie del Quirinale – Roma, in Via XXIV Maggio 16, dal 14 aprile u.s. è allestitaun’interessante Mostra denominata “Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna”...

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Nelle spaziose sale delle Scuderie del Quirinale – Roma, in Via XXIV Maggio 16, dal 14 aprile u.s. è allestitaun’interessante Mostra denominata “Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle collezioni reali di Spagna”, cherimarràaperta fino al 30 luglio p.v.

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Sono esposti ben sessanta capolavori quale riflesso degli stretti legami politici, strategici e culturali che si stabilirono tra la Corona spagnola e gli Stati italiani nel corso del XVII° secolo. Le opere esposte, tra quadri, sculture ed oggetti di arredo, da Caravaggio a Bernini, passando per altri grandi maestri dell’epoca, riescono a regalare delle emozioni uniche e particolari in grado di appassionare e stupire ogni tipo di ospite della Mostra. Le stesse opere furono acquistate direttamente da re, viceré, principi, ambasciatori e dignitari italiani allo scopo di ingraziarsi favori ed ottenere protezione da parte dei Sovrani di Spagna i quali, con i loro possedimenti, dal Vice Regno di Napoli al Granducato di Milano condizionarono, a partiredalla metà del Cinquecento, l’evoluzione della complessa situazione politica italiana. È questo il caso di due tra i dipinti più spettacolari in mostra,“Lot e le sue figlie”del Guercino e “La conversione di San Paolo” di Guido Reni

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donati a Filippo IV di Spagna dal Principe Ludovisi al fine di garantire la protezione spagnola sul minuscolo Principato di Piombino.

Anche la “Salomè con la testa del Battista” di Michelangelo Merisi daCaravaggio, effigiata nella locandina della Mostra,da poco restaurata e datata 1609, fu tra le opere ordinate e comprate dai rappresentanti della monarchia spagnola in Italia (ambasciatori e viceré) inviati presso la Corte Pontificia o a Napoli, alla morte dei quali le opere andarono ad accrescere le collezioni nel Palacio Real de Madrid. Tuttavia molti critici d’arte ritengono che sia proprio questo quadro madrileno l’offerta di perdono che Caravaggio inviò al Gran Maestro dei Cavalieri di Malta per eliminare i problemi che portarono alla sua espulsione dallo stesso ordine nel 1608. Caravaggio descrive la scena come se si trattasse di una storia contemporanea grazie alla rivoluzionaria scelta di rappresentare direttamente la realtà, donando al quadro tutta la sua crudezza. Il forte chiaroscuro esalta la presenza delle figure che emergono dall’oscurità.

Nodo centrale del percorso museale è l’eccezionalequadro di grandi dimensioni realizzato da Diego Velàzquez“La Tunica di Giuseppe”,

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dipintoattorno al 1634 a seguito del suo primo soggiorno romano, che si rivelò fondamentale per la sua pittura, anche se il suo trionfo come ritrattista raggiunse l’apice presso la Corte Pontificia in occasione del suo secondo viaggio italiano avvenuto tra il 1649 ed il 1650. La tela, da una sua inedita ed attenta rilettura, mostra le riflessioni dell’autore sugli insegnamenti dell’arte classica e le innovazioni della pittura caravaggesca.

L’altro grande nome cui è intitolata la rassegna è il famoso Gian Lorenzo Bernini. L’Artista, nel 1651, aveva inaugurato a Roma la “Fontana dei Fiumi” di piazza Navona,

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le cui iscrizioni collegavano la politica di Innocenzo X Pamphilj alla firma della pace di Vestfalia e alla fine della guerra dei Trent’anni. Dal 1668 una riproduzione di quest’opera si trovava presso l’Alcázar di Madrid, nello studio di Filippo V, consorte di Elisabetta, ultima esponente della dinastia Farnese,però con l’obelisco coronato dalle armi di Spagna al posto di quelle del Pontefice. Il modellino fu forse donato al sovrano per la firma della pace dei Pirenei (1659), o alla fine del conflitto con il Portogallo (1668). Alla mano del Bernini appartiene anche il magnifico Cristo Crocifisso,

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unicascultura del genio commissionata dall’estero e per la quale il Duca di Terranova sborsò nel 1654, a Roma, almeno mille scudi. Inoltre, essa è l’unica figura in metallo del Bernini non legata ad un complesso monumentale. Il Crocifisso esposto provienedal Monastero di San Lorenzo del Escorial ed è raramente accessibile al grande pubblico.

Nel 1819, per volere del re Ferdinando VII, venne creato a Madrid il Museo Real – in seguito Museo del Prado– in cui furono raccolte opere provenienti per la maggior parte dalle Collezioni Reali. Quelle che non vennero trasferite nel museo rimasero presso le residenze a disposizione dei monarchi, i cosiddetti RealesSitios. Nel 1865 la regina Isabella II rinunciò alla proprietà personale dei beni ereditati dai propri antenati e ne cedette la gestione allo Stato, ponendo le basi di quello che oggi è Patrimonio Nacional. E’ da questo straordinario Fondo collezionisticoche i capolavori presenti a Roma nelle Scuderie del Quirinale sono stati selezionati sulla base del loro eccezionale valore artistico e storico.L’importante rassegna, incastonata nel Museo delle Scuderie sul Colle del Quirinale, nel cuore architettonico della Città Eterna, riesce dunque ad imprimere vibranti e palpitanti emozioni che rimarranno certamente a lungo nell’intimo di ciascun visitatore.

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Giorgio De Rossi

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