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Roma, la Polizia di Stato festeggia il vice capo prefetto Fulvio Della Rocca

Nella serata di ieri a Roma, nella splendida cornice del Circolo Funzionari della Polizia di Stato sul Lungotevere, si è svolta la cerimonia di saluto al Prefetto Fulvio della Rocca, Vice Capo della Polizia Direttore Centrale della Polizia...

Nella serata di ieri a Roma, nella splendida cornice del Circolo Funzionari della Polizia di Stato sul Lungotevere, si è svolta la cerimonia di saluto al Prefetto Fulvio della Rocca, Vice Capo della Polizia Direttore Centrale della Polizia Criminale, dopo oltre 40 anni di servizio nell'Amministrazione dell'Interno lascia l'incarico per raggiunti limiti di età.

Alla cerimonia, presenti il Capo della Polizia Prefetto Pansa, i Direttori Centrali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed altri alti Dirigenti, ha partecipato anche il Questore di Frosinone Santarelli che nel 2012/2013 in qualità di Capo di Gabinetto della Questura di Roma ha collaborato con il Prefetto Della Rocca, all'epoca Questore della Capitale.

Si ricorda che lo scorso 13 marzo il Prefetto, in qualità di Vice Capo della Polizia, è intervenuto a Fiuggi in occasione dell'evento "Note di legalità", organizzato dalla Questura di Frosinone presso il Teatro Comunale,alla presenza degli studenti delle scuole medie superiori e con la esibizione della Banda Musicale della Polizia di Stato.

Il Prefetto Fulvio della Rocca, napoletano, coniugato e padre di due figli, nonno, è definito dai suoi più stretti collaboratori uno "sbirro vero", e dai media "il poliziotto social", perché non è stato solo un grande investigatore ed esperto di ordine pubblico, ma anche molto attento ai cambiamenti e alle tecnologie. Ha traghettato la Questura e la Prefettura nella "comunicazione 2.0", aprendo profili Facebooke Twitter, e in tutte le città dove ha lavorato, si dice di lui che sia prima un grande uomo, piuttosto che un grande Questore e Prefetto.

Contraddistinto da una identità forte, non ha mai avuto paura del confronto, anzi lo ha cercato sempre nella consapevolezza che sono le buone relazioni che aumentano la qualità della nostra vita; è solito dire "non è vero che possiamo averle solo con chi la pensa come noi. Talvolta è il diverso da noi che può darci di più. In sintesi, la qualità di una relazione o di un rapporto professionale non sempre dipende dalle opinioni personali e le esperienze condivise migliorano il nostro punto di vista".

Conosciuto ed apprezzato in tutta Italia ed anche all'estero, appartiene anche lui alla fantastica "Squadra del 1975", quella generazione di giovani che vincono in quell'anno il concorso per Commissario di Polizia e faranno poi la storia della stessa Polizia di Stato.Due di loro diverranno infatti "Capi": Antonio Manganelli e Alessandro Pansa, mentre altri due come Della Rocca saranno "Vice". Altri, purtroppo, con eguali doti e qualità da vertice non ce l'hanno fatta, perché colpiti dalla mafia e dal terrorismo:Cassarà e Albanese.

Il Prefetto Della Rocca ha iniziato la carriera da Commissario a Mantova, per poi spostarsi al Sud, Gioia Tauro e Reggio Calabria, per risalire a Bologna; nel 2001 la nomina a Questore ad Agrigento, a cui seguiranno Ravenna, Pisa, Venezia, e infine a Roma, per poi tornare a Ravenna da Prefetto della città, e concludere il brillante percorso professionale da Vice Direttore Generale della P.S.- Direttore Centrale della Polizia Criminale .Il suo percorso è stato sempre caratterizzato dai medesimi obiettivi: lasicurezza dei cittadini ed il benessere del personale.

E proprio per il suo grande equilibrio è stato scelto per dirigere tutti gli Uffici Interforze della Polizia Criminale italiana, dove tra l'altro ha implementato e sollecitato il lavoro sugli osservatori sui furti di rame e sugli atti discriminatori, e ha focalizzato l'attenzione sulle relazioni e la cooperazione internazionale, concludendo importanti accordi bilaterali con diversi collaterali di Polizie estere che hanno portato alla cattura ed al rimpatrio di diversi latitanti (390 nel periodo della sua direzione),primo fra tutti il camorrista Pasquale Scotti, "Pasqualino 'O Collier" personaggio di spicco della camorra 'cutoliana' individuato e arrestato in Brasile dopo quasi 31 anni di latitanza.

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