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Roma, “Uscire o non uscire” dall’Euro ?Thisis the problem !

Si fa sempre più serrato il dibattito sugli scenari che si aprirebbero nel nostro Paese in caso di uscita dalla Moneta Unica Europea. Una discussione molto aperta che vede contrapporsi il fronte dei favorevoli all’abbandono dell’Euro a quello dei...

Euro

Si fa sempre più serrato il dibattito sugli scenari che si aprirebbero nel nostro Paese in caso di uscita dalla Moneta Unica Europea. Una discussione molto aperta che vede contrapporsi il fronte dei favorevoli all’abbandono dell’Euro a quello dei contrari ad oltranza. I primi, infatti, attribuiscono principalmente alla valuta unica il risultato di aver causato il raddoppio dei prezzi innescando e alimentando una lunga crisi economica; mentre i secondi appaiono per lo più impauriti degli effetti, soprattutto finanziari, che tale uscita inevitabilmente comporterebbe.

In particolare, si sono riaccesi i riflettori in seguito alla pubblicazione di un “workingpaper” dell’ Osservatorio Francese delle Congiunture Economiche (OFCE di Parigi), secondo il quale non vi sarebbe alcun pericolo per l’Italia in caso di uscita dall’Euro. Secondo gli autori, CédricDurand e SébastienVillemot, non vi sarebbe alcun effetto dell’uscita dall’Euro sugli stati patrimoniali degli agenti economici nelle economie che compongono l’Eurozona, il cosiddetto “balance sheeteffect”.

Di contro, per la Banca d’Italia l’ipotesi dell’uscita dall’euro “è uno scenario di disastro, di catastrofe“. Uno scenario tornato alla ribalta dopo che un report dell’Ufficio studi di Mediobanca è arrivato alla conclusione che il saldo tra costi e benefici dell’abbandono della moneta unica nel corso del 2017 sarebbe negativo per 71 miliardi. I calcoli di Mediobanca, peraltro, non tengono conto di quanto dichiarato dal Presidente della BCE, Mario Draghi, il quale ha argomentato che, in caso di uscita dell’Italia dall’Euro, la Banca d’Italia dovrebbe rimborsare alla BCE un saldo negativo che, alla fine del 2016, era pari a circa 357 miliardi di euro.

Ma al di là dei calcoli finanziari complessi, e comunque di difficile quantificazione dell’impatto su investimenti, borse, ciclo economico e via dicendo, ci sono una serie di considerazioni che gli analisti politici ed economici propongono, anche in risposta alle istanze che arrivano dal mondo della politica e dalla società civile.

Il Financial Times, ipotizzando l’eventuale uscita dalla moneta unica di Italia e Francia descrive prospettive catastrofiche: «Se uno dei due Paesi lasciasse la moneta unica, si assisterebbe al default più grande della storia dell’uomo. Ci sarebbero crisi bancarie in tutta l’Unione europea. Il blocco farebbe fatica a rimanere unito. L’euro stesso verrebbe minacciato. Un’eventuale uscita dell’euro si dimostrerebbe complicata e piena di rischi così come lo sarebbe iniziare una guerra. >>

Esaminiamo ora il meccanismo che regola i rapporti tra la Banca Centrale Europea, che è un’istituzione pubblica, ed i banchieri privati che la “ricattano” con la minaccia del fallimento: “ O ci date i soldi o falliamo”.

È anche vero che la Bce, per Statuto, non può prestare soldi direttamente agli Stati, proprio per evitare che entri in contatto diretto con gli Stati medesimi, riducendone la sovranità. La Bce però presta denaro alle banche private al tasso dell’ 1 %, inferiore al tasso d’inflazione. A loro volta queste banche private prestano questi soldi ai Paesi in difficoltà come Grecia, Portogallo, Irlanda e magari all’Italia, al 4 o al 5 %. Se la Bce non può prestare direttamente soldi agli Stati in difficoltà per Statuto è anche vero che questa forbice tra i tassi d’interesse è troppo ampia. C’è il timore di prestare il fianco ad una pericolosa speculazione.

Ciò significa che la Bce è un’istituzione che anziché controllare viene controllata dalle banche private. Con il pretesto dello Statuto finisce però per consegnare il monopolio del credito alle banche private. La soluzione potrebbe essere quella di restituire alla Banca Centrale Europea i poteri che hanno tutte le altre Banche Centrali del mondo così come avviene per la Federal Reserve, la Banca centrale Usa. Per essa infatti le regole sono ben diverse, tanto che per esempio può comprare direttamente i Buoni del Tesoro dallo Stato americano e anche prestare i soldi direttamente. Invece che continuare nell’amletico dilemma di “Uscire o non Uscire” la soluzione potrebbe essere quella di continuare a rimanere nell’Euro a condizione di restituire la sovranità monetaria alla BCE cambiando lo Statuto di una delle maggiori potenze economiche mondiali.

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Giorgio De Rossi

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