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Serrone, inaugurato a Monte Scalambra l’eremo Beato Paolo VI

Con l’inaugurazione della  prima casa dell’eremo  Beato Paolo VI (sito sul Monte Scalambra a 1300), da parte del Vescovo prenestino Mons. Domenico Sigalini, si è svolta sulla cima del Monte

Serrone M. Scalambra 5

Con l’inaugurazione della prima casa dell’eremo Beato Paolo VI (sito sul Monte Scalambra a 1300), da parte del Vescovo prenestino Mons. Domenico Sigalini, si è svolta sulla cima del Monte

Scalambra la Festa della Regina della Pace, nel 40^ anniversario della installazione della Statua, opera dello scultore marchigiano Fortunato Pirrone, fortemente voluto dall'Ing. Francesco Leone e dall'allora parroco Don Mario Proietto Conti.

La semplicità del restauro di queste quattro abitazioni la prima già terminata, la seconda a detta del Parroco Don Primo Martinuzzi entro il 26 settembre giorno della consegna dei premi Paolo VI, sarà terminata. Queste case furono acquistate ad opera dell’Associazione dello Spirito Santo e dedicate appunto all’ultimo Papa italiano per farne dei luoghi di meditazione e riposo, ma soprattutto a custodia del Santuario della Madonna della Pace. Domenica la festa ha visto il momento culminante con la Celebrazione della Santa Messa da parte del Vescovo Sigalini, accompagnato dal coro delle due parrocchie (San Pietro Serrone e Sacro Cuore La Forma) ma soprattutto dalla Banda Musicale “ La Forma” diretta dal M° Antonello Timpani. E’ stato questo un forte momento di raccoglimento per quanti hanno partecipato ed è stata l’occasione per ascoltare le parole del Parroco Don Primo, che ha invitato i proprietari di abitazioni ad investire qui sopra. A concludere la serata ci ha pensato il Sindaco Natale Nucheli che ha assicurato novità importanti entro settembre a proposito delle abitazioni sparse sul Monte che sono, ancora ahinoi, senza acqua pubblica, e che invece potrebbero essere una ricchezza per le casse comunali e che ancora oggi sono piuttosto un onere per le amministrazioni comunali che si sono susseguite in questi ultimi 50 anni di lottizzazione. Amministrazioni che comunque sono state troppo distanti da questo annoso problema, anche per colpa degli stessi proprietari che mai hanno posto seriamente il problema poiché sono, quasi sempre, seconde case.

Che sia stata questa Festa, o quella che ci sarà il 26 settembre in occasione del Premio Beato Paolo VI, ha dare gli stimoli giusti all’Amministrazione Comunale? Non lo sappiamo. Come dice il vecchio adagio: chi vivrà vedrà.

Giancarlo Flavi

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