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Sora, divampa la protesta per il trasferimento del liceo artistico .Esasperati i genitori degli allievi si vedono costretti ad adire le vie legali

Si acuisce gravemente il contrasto tra i genitori degli allievi del Liceo Artistico “A. Valente” da un lato e l’Amministrazione Provinciale e la Dirigenza scolastica dall’altro in merito al trasferimento dell’Istituto dalla sede attuale in altri...

Liceo Artistico Sora

Si acuisce gravemente il contrasto tra i genitori degli allievi del Liceo Artistico A. Valente” da un lato e l’Amministrazione Provinciale e la Dirigenza scolastica dall’altro in merito al trasferimento dell’Istituto dalla sede attuale in altri locali che appaiono del tutto inadatti ad accogliere gli studenti sia per quanto riguarda la diminuzione di ben circa 1000 mq. dello spazio didattico, di laboratorio e altri spazi funzionali, sia per quanto riguarda la mancanza di tutte le certificazioni necessarie, ma cosa ben più grave il metodo burocratico di affrontare il problema senza tener conto di cosa significhi per uno studente l'edificio della didattica. La battaglia dei genitori risale addirittura alla fine dello scorso anno quando è cominciata a trapelare la notizia che l’Amministrazione, in vena di spending review, aveva disdettato unilateralmente il contratto di fitto relativo alla sede attuale con l’intenzione di trasferire l’Istituto dalla sede attuale nei locali che hanno ospitato sinora l’IPSIA.

A tal proposito il portavoce del Comitato dei Genitori, non a caso denominato “Graffi Sull’Arte”, ci riferisce: “a preoccuparci gravemente sono le modalità con le quali la vicenda viene gestita dalla Provincia e dalla Dirigenza scolastica che entrambe hanno brillato per l’assoluta mancanza di trasparenza e per il muro di gomma che è stato edificato nei confronti dei genitori e degli alunni. Nonostante questi ultimi si fossero attivati sollevando fondate perplessità sullo spostamento con la richiesta di accesso agli atti, l’Amministrazione Provinciale non ha fornito tutta la documentazione richiesta (atti deliberativi, determine, certificazioni relative allo stabile etc) limitandosi alla produzione di copie di contratti e certificazioni obsolete risalenti addirittura al 1968. Identico comportamento ha tenuto inspiegabilmente la Dirigente scolastica la quale non solo non ha fornito ai genitori tutta la documentazione richiesta, ma non ha mosso un dito per difendere gli interessi degli allievi dell’Istituto e la tutela delle loro giuste aspirazioni. Del resto ad essere vivamente preoccupati non siamo stati solamente noi, ma anche lo stesso Corpo Docente che, ancora oggi è in attesa di risposta ad una richiesta di informazioni dettagliate in merito ad un effettivo trasferimento di sede del Liceo, sottoscritta da ben 32 docenti su 37 e depositata il 20 maggio 2016. Né migliore esito ha avuto l’incontro con la stessa Dirigente, disposto non per sua volontà ma su ordine del MIUR cui ci eravamo rivolti. In questa sede si è limitata a riferire che ella nulla poteva fare per evitare il trasferimento e/o suggerire una soluzione alternativa perché tutto era di competenza dell’Amministrazione Provinciale. Non abbiamo mancato, di fronte a tutto ciò, di interessare della questione anche l’Amministrazione Comunale che ha assicurato di intervenire in merito. Esasperati da tutto questo stato di cose, ci siamo visti costretti a rivolgerci ad un legale, nella persona dell’Avv. Giuseppe Iucci, perché tutelasse i nostri diritti ed i nostri interessi legittimi in ogni sede”.

Da noi interpellato, l’Avv. Iucci Giuseppe, ci ha riferito: “appare veramente sorprendente in questa triste vicenda l’opacità della procedura sia da parte della Provincia che da parte della Dirigente e la sordità di entrambi alle ragioni dei genitori che ha avuto il suo culmine nelle mancate complete risposte alle richieste di accesso agli atti sì da costringerli ad adire

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le vie legali. Io stesso sono ancora in attesa di risposte a mie precise richieste di notizie ed atti, inoltrate ad entrambe via posta elettronica il 15 luglio u.s.- Atteggiamenti siffatti costituiscono, purtroppo, lo specchio di una classe politica che, non essendo più eletta direttamente dai cittadini, non si preoccupa più di renderli pienamente edotti delle scelte adottate. Ed ancor più amarezza desta il comportamento della Dirigente scolastica che nella vicenda non ha impedito assolutamente alla Provincia di comportarsi come un elefante in un negozio di cristalli ove cristalli sono le aspirazioni dei giovani ad avere diritto ad una buona scuola. Risparmiare i costi a tutti i costi non vale se con operazioni siffatte si opera bassa macelleria sociale privando i giovani di spazi vitali ove possono studiare con serenità e profitto”, con ampie ricadute negative per il nostro territorio.

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