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Successo oltre ogni aspettativa per la seconda edizione del festival Tutti i colori del libro – città di Frosinone

Si è conclusa domenica, con l’intensa presentazione in compagnia di Paolo Giordano, già Premio Strega per “La solitudine dei numeri primi” e attualmente in libreria con “Il nero e l’argento” (Einaudi), la seconda edizione del festival Tutti i...

Il pubblico di Paolo Giordano (1)

Si è conclusa domenica, con l’intensa presentazione in compagnia di Paolo Giordano, già Premio Strega per “La solitudine dei numeri primi” e attualmente in libreria con “Il nero e l’argento” (Einaudi), la seconda edizione del festival Tutti i colori del libro – città di Frosinone, premiata da una partecipazione di pubblico senza precedenti. Tra coloro che non hanno fatto mancare la propria presenza ai tanti appuntamenti del festival, il presidente della Provincia Antonio Pompeo e l’assessore alla cultura del comune Gianpiero Fabrizi.

Frosinone, nel corso dei tre giorni della manifestazione realizzata con il sostegno della Banca Popolare del Frusinate, patrocinata da Comune e Provincia di Frosinone, in collaborazione con la biblioteca comunale Turriziani, l'Accademia di Belle Arti di Frosinone e Edicolé di Tonino Carinci, è stata letteralmente invasa dai più interessanti scrittori del panorama nazionale e dagli appassionati di lettura, che non si sono lasciati scoraggiare nemmeno dalle condizioni meteorologiche incerte di domenica.

Ma andiamo per ordine: il festival si è aperto venerdì in piazzale Vittorio Veneto con il saluto di Stefano Pizzutelli, presidente dell’associazione Tutti i colori del libro e di Marcello Mastroianni, vice presidente della Banca Popolare del Frusinate, main partner dell’evento. Protagonisti del primo incontro i ragazzi che hanno partecipato a “Io sono memoria”. È stata poi la volta di “L’invenzione della madre” (minimum fax) di Marco Peano presentato da Laura Collinoli e Lazzaro Pappagallo, un libro emozionante e commovente, giunto già alla quinta ristampa. Anteprima nazionale, poi, per “Lo zoo” (Elliot) di Marilù Oliva: nel romanzo, la scrittrice bolognese già finalista al premio Scerbanenco (il più importante riconoscimento per il noir in Italia) tratta, con leggerezza e insieme profondità, il tema della diversità, in un racconto denso di colpi di scena e costellato di personaggi, nel bene e nel male, indimenticabili. La prima giornata del festival si è conclusa con l’evento attesissimo con Maurizio de Giovanni, che ha portato Frosinone sulla ribalta nazionale: “Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi” (Einaudi) è stato infatti presentato nel nostro capoluogo in anteprima nazionale, con la possibilità (molto apprezzata dai presenti) di acquistare il libro prima del lancio ufficiale in tutta Italia. Maurizio de Giovanni ha voluto sottolineare il rapporto di amicizia che lo lega all’associazione organizzatrice dell’evento, regalando poi a un piazzale Vittorio Veneto gremito e attento una presentazione toccante e allo stesso tempo divertente (si pensi solo al racconto dei riti scaramantici dei tifosi napoletani…), come è abitudine dello scrittore. A rendere ancora più emozionante la serata, gli interventi musicali di Alessia Campoli (voce) e Alessandro Clementoni (chitarra) che hanno interpretato classici napoletani (perfetta la dizione di Alessia) come “Voce 'e notte” e “Palomma 'e notte”. Sabato mattina, invece, il giornalista Roberto Paolo ha parlato con Dario Facci di “Il caso non è chiuso. La verità sull’omicidio Siani” (Castelvecchi) mentre in pomeriggio Alice Pasquini ha riportato a nuova vita il muro di viale Marconi. La più celebre street artist italiana, conosciuta in tutto il mondo, ha realizzato davanti agli occhi di curiosi e fan un’opera bellissima, donandola alla città di Frosinone. In piazzale Vittorio Veneto, poi, l’artista ha dialogato con Loredana Rea, docente dell’accademia, e Sabina de Gregori, storica dell’arte e scrittrice. Vins Gallico, già semifinalista allo Strega di quest’anno, è stato poi protagonista di una divertente presentazione con Stefano Pizzutelli a proposito di “Final cut” (Fandango), mentre sulla terrazza della Prefettura, alla presenza di S.E. il Prefetto Emilia Zarrilli, il premio Strega europeo Marcos Giralt Torrenteha parlato de “La fine dell’amore” (Elliot) con l’ausilio del traduttore d’eccezione Maurizio Fratini. Un bellissimo tramonto ha fatto poi da sfondo alla presentazione, sempre in terrazza, di “Anima viva” (Mondadori) con Francesca d’Aloja. Ha chiuso la serata, in piazzale Vittorio Veneto, un coinvolgente Mario Sconcerti con “Storia del gol” (Mondadori).

La domenica è iniziata con Paolo Roversi e il racconto della “mala” milanese e dello spaccato di un intero Paese di “Solo il tempo di morire” (Marsilio). Dopo un violento acquazzone, il festival è ripreso in piazzale Vittorio Veneto con Leonardo Patrignani, autore del thriller fantascientifico “There” (Mondadori) intervistato eccezionalmente dal giovane fan Umberto Celani. Sotto i portici abbiamo ascoltato poi Antonella Ossorio con “La mammana” (Einaudi), mentre di nuovo in piazzale il pubblico ha assistito alla presentazione “collettiva” di Vanni Santoni (“Muro di casse”, Laterza), Violetta Bellocchio, Claudia Durastanti, Vincenzo Latronico, Rossella Milone e Giuseppe Zucco, giovani ma già affermati scrittori dell’antologia "L’Età della Febbre" (minimum fax). È stata poi la volta di Paolo Colagrande, vincitore del Campiello, con “Senti le rane” (Nottetempo). Un pubblico foltissimo ha accolto Paolo Giordano, che ha dialogato con Gianluca Testani. Il successo da giovanissimo, “La solitudine dei numeri primi” e la sua enigmatica copertina, l’amore, la malattia, il rapporto con la propria città i temi toccati, sempre con una punta di leggerezza, durante la serata. La seconda edizione del festival si è chiusa con le parole del presidente Pizzutelli, che ha voluto ringraziare il pubblico intervenuto e chi l’ha reso possibile. “Il festival e gli scrittori ospiti ci hanno fatto conoscere tante storie, facendoci entrare nelle vite dei protagonisti dei loro libri – ha detto il presidente della Banca Popolare del Frusinate, Domenico Polselli - L’arte serve a questo: è conoscenza, apertura alla fantasia e insieme al mondo. Il nostro istituto di credito conferma, anche in questo caso, il suo sostegno a iniziative culturali di qualità”.

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