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Velletri, rinviato al primo Giugno il processo per la morte di Ilaria Humber a 11 tra medici e infermieri

Ancora un breve rinvio al Tribunale di Velletri prima dell’inizio del dibattimento  a carico di 11 persone tra medici e infermieri dell’ospedale di Colleferro, accusati di vari reati e concorso per la morte della piccola Ilaria humber, la bimba di...

Ilaria Humber-2

Ancora un breve rinvio al Tribunale di Velletri prima dell’inizio del dibattimento a carico di 11 persone tra medici e infermieri dell’ospedale di Colleferro, accusati di vari reati e concorso per la morte della piccola Ilaria humber, la bimba di 13 anni residente a Genazzano con la madre, morta per un mal di pancia, cinque anni fa.

Il presidente del Tribunale la dottoressa Mariella Roberti (a latere Ilaria Tarantino e Anna Di Bianco. Pm. Strangio) in pratica si è ricusata da sola dopo il consiglio della Corte d’appello perché tra i 30 testismoni chiesti da un avvocato della difesa, ve ne sarebbe stato uno incompatibile con la sua persona.

Quindi, il tribunale ha deciso di passare le carte del processo ai giudici penali del giovedì e il nuovo processo dovrà ricominciare il primo Giugno e, ahinoi, si riparterà dai preliminari e così si sono persi cinque anni.

La 13enne Ilaria Humber di Genazzano, conosciutissima anche a Paliano, morì dopo qualche giorno passando da un banale mal di pancia ad un fatale arresto cardiaco in meno di 24 ore nella notte del 28 aprile 2012 all’ospedale di Colleferro, dov’era stata trasportata d’urgenza al rientro da una gita scolastica. Oggi, dopo cinque anni per quella morte sono state rinviate a giudizio undici persone fra medici ed infermieri del Parodi Delfino di Colleferro.

Allora denunciate per omicidio colposo e falso in atto pubblico in seguito ai gravi indizi di colpevolezza che sarebbero emersi dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Tutela Salute di Roma. I militari, su ordine della Procura di Velletri, nel 2012 fecero effettuare l’autopsia sul corpo dell’adolescente, riesumato una settimana dopo i funerali in seguito alla denuncia presentata dal padre della ragazza, il sott’ufficiale dell’esercito Roberto Humber, difeso dall’Avv. Filiberto Abbate del foro di Frosinone, l’uomo contestò subito la mancata effettuazione dell’esame autoptico, ma allora il medico legale dell’Asl RmG spiegò che «l’ospedale non ha fatto l’autopsia solo per rispettare il volere della madre». Le conclusioni delle indagini ipotizzano che siano stati gli stessi medici a convincere la donna a non formalizzare la richiesta, consigliandola a non sporgere denuncia. Il padre quel giorno era a Cesena per lavoro e la madre, sconvolta dal decesso della figlia, era ancora traumatizzata da quell’incredibile escalation, partita appena due giorni prima da una telefonata di Ilaria ancora in gita con la sua classe della scuola media Giuseppe Garibaldi di Genazzano. La ragazza le aveva detto di avere mal di pancia, inappetenza e stitichezza. Ma niente di acuto. La madre telefonò alla pediatra di fiducia prima di accompagnare la ragazza al pronto soccorso di Colleferro. All’inizio i dolori non erano forti, ma lo diventarono nel corso della notte.

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«Dall’ecografia risultava che l’intestino era pieno di feci e che il decesso era dovuto ad arresto cardiocircolatorio ma che non si sapeva la vera causa», disse sconvolto il padre. Dopo la denuncia dell’ sott’ufficiale l’autopsia non trovò «impedimenti meccanici, cioè – spiegò allora il medico legale dell’Asl RmG – non abbiamo trovato perforazioni ma un megacolon e un megasigma. C’era ovviamente un’occlusione intestinale, ma per stabilire le cause bisognerà aspettare i risultati istologici, che hanno permesso il rinvio a Giudizio. Si può solo dire che prima di arrivare in sala operatoria – concluse il medico legale – ha avuto un arresto cardiaco e un’ora di manovre di rianimazione non sono servite per salvarla. Durante l’autopsia abbiamo prelevato anche il cuore ». Un cuore però che sta parlando e che sta tirando fuori tutta la verità, perché sin da subito tutto era abnorme in quanto la bella figliola era morta per mal di pancia. Al giudizio, usciranno le vere responsabilità e chi ha lavorato con poca professionalità ne pagherà sicuramente le conseguenze, perché Ilaria non tornerà mai più Il padre ci ha detto: “ ho solamente un desiderio di giustizia perché mia figlia, per me, è stata uccisa anche se per eccesso di zelo e di sicuro non me la ridarà nessuno”.

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