Valle Del SaccoToday

Anagni, la provincia ordina al comune di bloccare il percolato dell’ex discarica Radicina

Da vent’anni queste sostanze contaminano tutto il reticolo idrografico ed i terreni agricoli fra Ferentino ed Anagni, inquinando il torrente Alabro, il fiume Sacco e finanche le falde e risorse idriche del comprensorio. 

Il problema della ex discarica di Radicina posta nel comune di Anagni torna alla ribalta delle cronache. Il Settore Ambiente della Provincia di Frosinone ha ordinato al Comune di Anagni di eseguire, entro trenta giorni, le opere per la messa in sicurezza della ex discarica Radicina, opere necessarie a fermare l’emorragia di percolato che da vent’anni contamina tutto il reticolo idrografico ed i terreni agricoli fra Ferentino ed Anagni, inquinando il torrente Alabro, il fiume Sacco e finanche le falde e risorse idriche del comprensorio. L’ISPRA ha calcolato che si sono riversati sul nostro territorio oltre 10.500 metri cubi di percolato all’anno.

La nota dell’ass. Civita

“L’ordinanza, pubblicata oggi – si legga in una nota dell’associazione Civita -  sull’albo pretorio dell’amministrazione provinciale, è conseguenza della richiesta di intervento inoltrata dall’Associazione Civis nel Giugno u.s. con la quale si chiedeva al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio ed alla Provincia di Frosinone, di porre rimedio all’ignavia del Comune di Anagni che nulla ha fatto per evitare l’enorme danno ambientale, pur essendo perfettamente consapevole della necessità di azioni urgenti”.
 

Ed ora qualche sassolino dalle sue scarpe l’Associazione Civis vuole toglierlo.

“L’ordinanza per l’ex discarica Radicina certifica il totale fallimento dell’operato in tema ambientale della precedente Giunta Comunale guidata dal Sindaco Bassetta. Tavoli, convegni, comunicati stampa, manifestazioni davanti alla Regione Lazio, ma nemmeno un intervento concreto: il nulla.
Conserviamo ancora il comunicato di un consigliere comunale della precedente amministrazione - il quale ha avuto il buon senso di non ricandidarsi- che tacciava Civis di “terrorismo ambientale”, di sfruttare le paure ed i timori dei cittadini per ricavare visibilità:  tutto ciò che segnalavamo era falso, scorretto, distorto, poichè in verità l’aria era pulita, i campi profumavano di fiori ed essenze, le acque scorrevano limpide e cristalline. L’ex (per fortuna!) consigliere deve ancora chiedere scusa, a Civis ed ai cittadini di Anagni”.
 

La situazione attuale


“L’attuale Giunta del Sindaco Natalia, sempre in tema di tutela ambientale, inizia male e rischia di finire peggio: si trova fra l’incudine ed il martello. L’ordinanza della Provincia – continuano gli esponenti di Civis - obbliga l’amministrazione comunale ad intervenire ed a realizzare le opere indispensabili a bloccare la contaminazione di acque e suoli (messa in sicurezza d’emergenza), e subito dopo ad iniziare la bonifica; se il Comune di Anagni non adempie, subirà l’azione in danno da parte della Provincia che procederebbe immediatamente nei suoi confronti. Se il Comune procede alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza, ma per farlo utilizza fondi comunali o risorse pubbliche senza aver prima avviato l’azione di risarcimento nei confronti dei soggetti responsabili dell’inquinamento ambientale – già individuati dallo stesso Comune- inciamperà in un procedimento per danno erariale. In ogni caso, sarebbe assai difficile spiegare ai cittadini di Anagni il ricorso alle casse comunali per lasciare indenni i portafogli di chi ha compromesso salute ed ambiente.

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La diffida

E ricordiamo che Civis ha già diffidato il Comune di Anagni: se l’amministrazione non procederà per il ristoro dei danni e delle spese per la bonifica nei confronti dei responsabili, lo farà in surroga l’associazione. Questa vicenda crea un precedente importante per la Valle del Sacco: l’azione delle associazioni dei cittadini quando è concreta, ben strutturata, e scevra da finalità politiche, contribuisce in modo decisivo ad orientare e sostenere l’operato delle pubbliche amministrazioni verso la concreta risoluzione delle problematiche ambientali; e quando è necessario può incisivamente spingerle ad attivarsi. Ci vuole dedizione, il sacrificio di tempo e risorse, e molta, moltissima determinazione.
E non basta la protesta: occorre elaborare ed avanzare  proposte pragmatiche e realistiche. Per ridurre i costi e gli oneri di bonifica della ex discarica di Radicina, Civis ha elaborato da tempo un intervento e ne ha verificato la fattibilità.
Ed era pronta a proporlo all’amministrazione comunale, sia la precedente che l’attuale: la loro assoluta sordità è un ostacolo quasi insuperabile”.

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