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Accordo di Programma, Patrizi: “le polemiche sono legittime ma siano costruttive”. Abbruzzese, Uniti per affrontare le criticità

Gli accesi toni del dibattito sull’Accordo di Programma, rischiano purtroppo di propagarsi ben oltre il merito della discussione e di riaccendere la smania delle “cassandre” che a scapito degli interessi veri del nostro territorio,

Gli accesi toni del dibattito sull’Accordo di Programma, rischiano purtroppo di propagarsi ben oltre il merito della discussione e di riaccendere la smania delle “cassandre” che a scapito degli interessi veri del nostro territorio,

cioè quello di avere una buona possibilità di rilancio imprenditoriale dopo decenni di niente assoluto, sperano solo di dare ragione alla loro negatività a prescindere. Per essere chiari, e non essere fraintesi, non mi riferisco certo a coloro che il dibattito lo stanno accendendo ma a tutti coloro che, nel silenzio, giocano sempre al tanto peggio tanto meglio.

Detto ciò ritengo che si debba riportare tutta la situazione nei giusti toni per una serie di motivi:

1) Stiamo parlando di un bando non ancora ultimato e che nessuno ha in tasca.

2) Esistono sedi opportune per manifestare perplessità e chiedere voce per i propri rappresentati.

3) Fatte salve le ragioni di ognuno è di buon senso evitare di sfasciare quanto di buono si sta facendo per questo territorio delegando alla mera visibilità questioni molto complesse quali le normative, gli strumenti di finanziamento, le strategie di investimento che certo non possono essere centrate in qualche dichiarazione pubblica.

L’Accordo di Programma è una grande possibilità che questo territorio si èdato, grazie all’intelligenza di tanti attori, in primis le forze operaie (specie quelle della ex Vdc) investite da una crisi senza precedenza e che anziché cadere nel gorgo della disperazione, pur disperati, hanno saputo avere un atteggiamento costruttivo, alle rappresentanze sindacali dotate di una

Acuta lungimiranza e di una classe politica, locale e regionale, alla quale aggiungo lo strenuo lavoro di professionisti che agiscono negli uffici regionali e nelle segreterie degli assessori, i quali hanno sempre avuto il buon senso di non cadere in logiche di parte e di vocarsi, con un’attività febbrile, al raggiungimento di un obiettivo ambizioso e indispensabile per questo territorio.

Mal di pancia, giuste e meno giuste perplessità, legittimi o meno interessi di questa o quella parte, non possono e non devono rallentare un processo che, come pensavo tutti avessero compreso, non è solo necessario, esso è vitale per tanta e tanta gente ora sull’ orlo del baratro e di tanta altra che, purtroppo, nel baratro c’è già finita.

ABBRUZZESE (FI): UNITI PER AFFRONTARE CRITICITA' SOLLEVATE DAL TERRITORIO

"A pochi step dall'obiettivo finale credo sia opportuno essere uniti nell'affrontare tutte le criticità che possono essere sollevate dal territorio in merito all'attuazione dell'Accordo di Programma per l'area di lavoro Frosinone - Anagni.

Pertanto è giusto discuterne oggi per non avere intoppi nella vera fase attuativa. Le rimostranze di Federlazio devono essere prese in considerazione, perchè avvalorate dai numeri resi noti all'indomani della presentazione delle manifestazioni di interesse ad investire su questa porzione di territorio. ". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, vice presidente della Commissione Sviluppo Economico, Lavoro e PMI.

" E' da sottolineare, infatti, che nella relazione presentata a maggio ed inerente le manifestazioni di interesse ad investire nell'area di Lavoro Frosinone-Anagni, i progetti presentati per dimensione d’impresa vedevano il 52,5% di micro imprese, il 38,5% di piccole imprese, il 7,4% di medie imprese e l’1,6% di grandi imprese. Ovviamente tutto ciò avvalora la tesi di Federlazio Frosinone, che, giustamente evidenzia come l'accordo sia sbilanciato a favore delle grandi realtà imprenditoriali e quindi verso la parte meno consistente della segmentazione venuta fuori dalla campagna di manifestazione di interesse.

Non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma credo che dobbiamo qualcosa alle aziende della nostra provincia che hanno dato un segnale importante e di attaccamento al territorio in cui operano (rappresentano il 90,16% del totale delle programmazioni presentate). Un punto di congiunzione tra pmi e accordo di programma abbiamo il dovere di trovarlo, senza però lasciarci andare a modi di fare ed a atteggiamenti che fino al 2 agosto 2013 hanno sempre portato negatività sul nostro territorio. Se dobbiamo tagliare i ponti con il passato è d'obbligo farlo anche in questo senso; ci sono criticità da risolvere? Ci si siede di nuovo tutti intorno ad un tavolo e se ne discute". Ha concluso Abbruzzese.

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