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Anagni, arrestata una coppia di ragazzi di Segni e Colleferro per resistenza a pubblico ufficiale

Ad Anagni, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia, hanno tratto in arresto un 24enne residente a Segni ed una 23enne residente a Colleferro, responsabili di violenza e resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale.

Ad Anagni, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della locale Compagnia, hanno tratto in arresto un 24enne residente a Segni ed una 23enne residente a Colleferro, responsabili di violenza e resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale.

Gli stessi, dopo essere entrati in un noto bar di Anagni in evidente stato di alterazione psicofisica, prendevano, senza autorizzazione, alcune bottiglie di birra dal frigorifero pagandole regolarmente ma aggredendo verbalmente il cassiere che cercava di impedire l’acquisto delle bibite avendo constatato il loro forte stato di alterazione. Dopo essere usciti dal bar, sono saliti a bordo di una autovettura ma fermati a poca distanza dal locale dai militari operanti, prontamente intervenuti su richiesta della Centrale Operativa. I due, allo scopo di impedire agli operanti di procedere alla verbalizzazione delle infrazioni commesse, li aggredivano con calci, pugni e spintoni rivolgendo nei loro confronti frasi oltraggiose.

Nella circostanza il 24enne, già noto alle Forze dell’Ordine per numerosi reati tra i quali rapina, sequestro di persona, tentato omicidio, lesioni, minaccia e possesso illegale di stupefacenti, è stato altresì deferito per guida in stato di ebbrezza alcolica e rifiuto di sottoporsi al test alcolemico. Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza nell’attesa del rito per direttissima.

GIULIANO DI ROMA, SMASCHERATO 27ENNE CAMPANO DEDITO ALLE TRUFFE

A Giuliano di Roma, i Carabinieri della locale Stazione, a seguito di attività di indagini hanno smascherato la messinscena di un 27enne campano, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, resosi responsabile del reato di truffa.

L’uomo, recatosi presso l’abitazione della malcapitata, le faceva credere che la nipote era rimasta coinvolta in un sinistro stradale e spacciandosi per avvocato di fiducia, approfittando della sua vulnerabilità emotiva, con grande maestria riusciva a farsi consegnare vari monili in oro necessari a suo dire per avviare le pratiche assicurative.

SANT’ELIA FIUME RAPIDO, ARRESTATO UOMO IN FLAGRANZA PER AVER MINACCIATO LA CONVIVENTE

i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cassino hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di “atti persecutori”, un 33enne di Sant’Elia Fiumerapido, già censito per reati contro la persona e il patrimonio, per aver molestato, aggredito verbalmente e fisicamente la ex convivente.

Nello specifico l’uomo, nella mattinata di ieri, aveva dapprima minacciato e poi pedinato invitandola più volte a fermarsi, la sua ex compagna la quale, con la propria autovettura e con a bordo la figlia di anni 5, da Sant’Elia Fiumerapido si stava recando a Cassino.

La donna, intimorita, aveva proseguito la marcia a bordo della propria autovettura sino a quando l’uomo, con una manovra spericolata, la stringeva sul margine destro della carreggiata, costringendola a fermarsi, ponendosi, successivamente, trasversalmente sulla corsia di marcia in maniera da precluderle ogni possibilità di fuga. Ne scaturiva una violenta discussione tra i due nel corso della quale, l’aggressore afferrava per il braccio la vittima strattonandola, tanto da procurarle lesioni giudicate guaribili in gg. 4.

La donna, quindi, presa dal panico, si allontanava chiedendo, telefonicamente, sull’utenza 112, l’intervento dei militari che, immediatamente, si recavano sul luogo, nel parcheggio antistante l’ospedale di Cassino. Alla vista dei Carabinieri, il 33enne tentava di allontanarsi velocemente dal posto, venendo subito bloccato dagli operanti.

La vittima, nel formalizzare la denuncia, dichiarava che tale episodio era l’ultimo di una reiterata serie di atti vessatori e persecutori posti in essere dall’arrestato nei confronti della donna. Precisava che l’uomo aveva cambiato atteggiamento subito dopo la nascita della loro figlia, diventando violento e percuotendola più volte, tanto da costringerla, in più occasioni, a fare ricorso alle cure mediche. Inizialmente le violenze rimanevano confinate nell’ambito domestico ma, nel tempo, visti i reiterati episodi, la donna formalizzava alcune querele alle quali seguivano sempre le relative remissioni, scaturenti dalle promesse dell’uomo di un suo ravvedimento. L’epilogo della relazione giungeva allorquando, dopo una violenta discussione, la denunciante riportava la frattura di un dito del piede, che la vedeva costretta a ricorrere alle cure dei sanitari.

Dopo tale episodio, la vittima decideva di interrompere la convivenza; decisione che il convivente, però, non accettava di buon grado. Da quel momento, l’uomo intraprendeva una condotta persecutoria, caratterizzata da continue telefonate in ore diurne e notturne, minacce e pedinamenti anche in danno di altri familiari della vittima. Tale snervante comportamento determinava, nella donna, uno stato d’ansia, con conseguenti attacchi di panico e tachicardia, oltre ad indurla a non uscire di casa per circa due mesi.

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Gli operanti, stante la flagranza di reato, traevano in arresto il 33enne che, dopo le formalità di rito e su disposizione dall’Autorità Giudiziaria, veniva ristretto in regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

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