Valle Del SaccoToday

Anagni, in arrivo 20 licenziamenti alla VivDecoral. Proteste davanti allo stabilimento

Manifestazione di protesta, stamane davanti al cancello di ingresso dell’azienda anagnina VivDecoral, dove i dipendenti dello stabilimento, si sono ritrovati dopo l’assemblea di venerdì, perché l’azienda  avrebbe aperto una procedura di mobilità...

Manifestazione di protesta, stamane davanti al cancello di ingresso dell’azienda anagnina VivDecoral, dove i dipendenti dello stabilimento, si sono ritrovati dopo l’assemblea di venerdì, perché l’azienda avrebbe aperto una procedura di mobilità per 20 lavoratori su un organico di 102.

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Ciò significa che alla scadenza dei contratti di solidarietà l'azienda dichiara di non voler più utilizzare gli ammortizzatori sociali. Fim e Fiom assieme alla Rsu hanno indetto lo sciopero per l'intera giornata e chiedono all'azienda di fermare i licenziamenti e riaprire il tavolo per una soluzione positiva della vertenza, ribadendo la propria disponibilità a ricercare tutte le soluzioni perché nessun lavoratore venga licenziato. “Ci siamo sacrificati per non perdere il lavoro.- dichiara un lavoratore - l’azienda ha dichiarato 20 esuberi, veniamo da due anni di contratto di solidarietà, l’azienda non ha nessuna intenzione di chiedere ulteriori ammortizzatore sociale avremo a disposizione un anno di cassaintegrazione straordinaria, cosi 23 mesi di deroga. L’azienda non vuole andare avanti e fare 20 licenziamenti. Non è giustificata la decisione dell’azienda è completamente sbagliata perché vorremmo andare avanti tutti insieme per almeno due anni con questa ammortizzatore sociale, visto che abbiamo fatto tanti sacrifici negli ultimi anni tutti insieme ci sembra corretto restare tutti in piedi. I 120 lavoratori chiedono all’azienda VivDecoral, sita in via Paduni di Anagni, di poter lavorare tutti senza sacrificare i 20 per i quali è stata annunciata la mobilità. L'azienda non avrebbe seri problemi e sarebbe opportuno utilizzare gli ammortizzatori sociali ancora a disposizione. Non è la prima volta che l’azienda mette in discussione il posto di lavoro dei suoi dipendenti. Il 30 giugno 2014, quattro operai vennero licenziati senza possibilità di appello. Operai licenziati, secondo l'azienda, per giustificato motivo , ed attualmente in lotta per difendere i propri diritti, ma senza sapere quando e come potranno riprendere a lavorare. Tutto nasce, come detto a fine giugno. Quando i quattro ricevono dalla azienda una comunicazione. Si parla della necessità di effettuare una esternalizzazione del settore nel quale i quattro lavorano: esternalizzazione che però non viene di fatto mai portata a termine. Di fatto, secondo gli operai, solo un pretesto per metterli da parte. Si dice poi che “l'azienda è in stato di crisi e c’è un esubero del personale”. Viene poi proposta una ipotesi di conciliazione, con un contratto a tempo determinato di 6 mesi per 20 ore a settimana per 500 euro mensili in totale. Poi, il licenziamento. Ma, dicono i quattro, “l'azienda di seguito, per magia, aumenta la produzione ,ricollega un nuovo turno notturno per supportare le richieste di produzione, rimettendosi in pieno ciclo produttivo”. Tutto questo succede mentre le quattro persone “sono fuori”. L'azienda “nel frattempo fa sapere che le cose sono migliorate, che vanno bene” ed organizza “una cena offerta in un noto ristorante per festeggiare e darsi gli auguri e tanti di saluti per le ferie di agosto” . I quattro operai però, nonostante tutto, rimangono fuori. “Non riusciamo a spiegarcelo- dicono- forse perchè siamo scomodi. Ma abbiamo sempre e comunque fatto il nostro lavoro. Continueremo in ogni caso a far valere le nostre ragioni”.

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