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Anagni, la sinistra certifica Casapound leader nella difesa dell’ospedale

Nella città dove tutto è possibile, laboratorio per le più ardite alchimie e centro nazionale per gli esperimenti politici dove le più improbabili alleanze hanno trovato collante, quello che sta accadendo in questi giorni supera ogni immaginazione...

tramonto

Nella città dove tutto è possibile, laboratorio per le più ardite alchimie e centro nazionale per gli esperimenti politici dove le più improbabili alleanze hanno trovato collante, quello che sta accadendo in questi giorni supera ogni immaginazione. La osteggiata “Via degli Orti” è servita a saldare amicizie e convergere su comuni intenti, tra forze all’apparenza non solo diverse, ma geograficamente opposte e talvolta ostili. La nascita di Co.E.Sa. ed il successo delle sue iniziative, debbono aver infastidito. Il d-day è stato giovedì 2 giugno, quando il mal consigliato Bassetta ha collezionato errori invece di recarsi “sotto Palazzo” e invitare i cittadini riuniti a dargli una mano a difesa dell’ospedale. Quella semplice mossa non è stata fatta, e nei giorni successivi chi finge di aiutarlo gli ha dato ulteriori spinte verso la china. È stata diffusa ad arte la fantasiosa divisione tra la variegata comunità dei protestatari, ad opera di parzialmente ignoti mandanti di ingenui killer. Obiettivo degli strali Casaponud, Idv, Sel, Sdas, nostalgici di sigle innominabili e quant’altro; addirittura, persone che mai avrebbero osato tale visibilità, assurte a ruolo di improbabili Masaniello. Stavolta “il re è nudo” può essere agevolmente riferito a taluni professoroni che, forti del titolo accademico, credono di turlupinare vantando, nel proprio curriculum di difensori del popolo, un lungo elenco di … letterine! Si, perché di questo si tratta. C’è chi ritiene di potersi definire ambientalista, difensore dei costumi e baluardo della anagninità, semplicemente sfoderando la penna e confezionando richieste a iosa. È bastato un modesto esempio di compattezza, la prova che “il popolo c’è e ragiona”, e le certezze della “banda dei 4” sono andate in frantumi. Gli ispiratori dei comunicatori che hanno abboccato dando fiato ai megafoni, temono che se al colonnello Fausto capitasse di incontrare i “cospiratori”, potrebbe scoprirli semplici cittadini animati da buoni propositi; addirittura, trovare in loro il necessario supporto per trasformarsi in Robin Hood e attaccare con speranze di successo il castello del principe Giovanni … pardon, Nicola: lo zar della Pisana. Geronimo

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