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Anagni, violenza di gruppo su una ragazza 7 di Castro dei Volsci avvenuta a Ferentino indagati

Dall'alba di stamattina, trentacinque militari stanno eseguendo un'ordinanza applicativa di misure cautelari - emessa dal Gip del Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone, nei confronti di 7 indagati, tutti...

Dall'alba di stamattina, trentacinque militari stanno eseguendo un'ordinanza applicativa di misure cautelari - emessa dal Gip del Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone, nei confronti di 7 indagati, tutti ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una giovane ragazza.

I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.30 di oggi presso questo Comando Provinciale Carabinieri.

Aggiornamento

Nelle prime ore della mattinata odierna, in Frosinone e in Ferentino, nell’ambito di una articolata indagine denominata “Le Iene” coordinata dai Magistrati (Dott.ssa Ticino e dott. De Falco) della Procura della Repubblica di Frosinone, i Carabinieri della Compagnia di Anagni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP (dott. Valchera) presso il Tribunale di Frosinone, nei confronti di nr. 7 indagati, gravemente indiziati di violenza sessuale di gruppo.

L’indagine, condotta dalla Stazione Carabinieri di Ferentino, ebbe inizio il 4 settembre scorso allorquando una giovane ragazza dopo essere stata violentata dal gruppo riuscì a divincolarsi per poi chiamare un suo parente riferendo quanto accaduto senza, peraltro, sapere dare indicazioni precise ove si trovasse; nonostante la tarda ora, dopo aver vagato per alcuni minuti, veniva soccorsa da una donna che si trovava a passare per detta strada la quale allertava i Carabinieri.

Nello specifico, la persona offesa veniva soccorsa dal personale della Stazione Carabinieri di Ferentino nella notte del 4 settembre 2016 e, dopo essere stata sottoposta ai controlli di rito presso l’ospedale di Frosinone, sporgeva querela.

La narrazione offerta in sede di querela, veniva successivamente arricchita, una volta superato lo stato di ansia e di sfinimento connesso alla violenza subita, con importanti particolari che poi hanno portato alla completa identificazione degli autori della violenza sessuale.

La giovane ragazza riferì ai militari di aver conosciuto uno dei suoi aguzzini su un social network nella primavera del 2016 e tra loro nasce un’amicizia. Sovente la ragazza partecipava a degli incontri con detta persona ed in tali occasione conobbe in modo superficiale, anche gli altri.

Venendo ai fatti il 3 settembre 2016 uno dei sette aguzzini organizza un incontro che viene stabilito in una piazza di un paesino della provincia di Frosinone. Qui la ragazza trova ad attenderla due dei suoi amici; una volta salita sull’autovettura, ignara del luogo di destinazione, riceve le prime attenzioni sessuali. Cerca di opporsi ma invano fin quando dopo alcuni minuti l’autovettura arresta la marcia presso un’abitazione (abitazione che era di proprietà dei familiari di uno degli indagati, bene che fu confiscato alla criminalità organizzata in virtù del decreto di confisca del Tribunale di Frosinone del 2006) posta in un luogo isolato nel territorio del comune di Ferentino; qui vi trovano ad attenderli altri 5 ragazzi.

La giovante donna comprende di essere l’unica ragazza presente in detto luogo isolato; capisce che sta per accadere qualcosa allorquando improvvisamente iniziano le violenze. La persona offesa viene repentinamente strattonata e trascinata dai sette aguzzini, i quali immobilizzandola impedendole ogni tentativo di reazione, la violentano a turno procurandole lesioni.

Trascorrono momenti bruttissimi ed interminabili in quanto la giovane donna non riusciva a sganciarsi dalla loro presa, fin quando dopo una ventina di minuti, riusciva a liberarsi nascondendosi dietro una casetta posta alle spalle della villa laddove veniva raggiunta da uno dei suoi torturatori che ella riusciva a respingere con un calcio sullo sterno.

Rimaneva qualche minuto in quella casa con la speranza che non tornassero; dopo alcuni minuti non vendendoli tornare si avviava verso la strada principale chiamando suo padre al quale raccontava tutta la vicenda. Raggiunta la strada ha incontrato una donna rientrare a casa alla quale ha chiesto aiuto allertando i Carabinieri che dopo alcuni minuti giungevano sul posto.

Le indagini condotte in una maniera meticolosa, nonostante le evidenti difficoltà della persona offesa nel raccontare nell’immediatezza dei fatti ed in stato di shock una vicenda estremamente traumatica hanno ricevuto un adeguato supporto anche dagli ulteriori elementi probatori acquisiti nel corso delle indagini.

Gli odierni arrestati (sei dei sette), tutti appartenenti ad una nota famiglia di etnia rom, sono stati associati alla Casa Circondariale di Frosinone a disposizione dell’A.G., mentre il settimo è tuttora fattivamente ricercato.

Si tratta di:

  1. D.S.F, classe 1980 con pregiudizi di polizia per lesioni, rapina, estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, in materia di stupefacenti e violenza sessuale di gruppo, avvisato orale di P.S.;
  2. D.S.A, classe 1984 con pregiudizi di polizia per ricettazione, riciclaggio, usura e in materia di sostanze stupefacenti e violenza sessuale di gruppo;
  3. D.S.E., classe 1993 con pregiudizi di polizia per violenza sessuale di gruppo;
  4. D.S.A., classe 1990 con pregiudizi di polizia per minacce, truffa, lesioni e istigazione a delinquere e violenza sessuale di gruppo;
  5. D.S.A, classe 1989 con pregiudizi di polizia per rapina, ricettazione, in materia di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi e violenza sessuale di gruppo;
  6. D.S.E, classe 1989 con pregiudizi di polizia per riciclaggio, in materia di sostanze stupefacenti, resistenza a p.u. e violenza sessuale di gruppo.
  7. S.A. classe 88 . Tutti appertenenti allo stesso nucleo famigliare. Durante la conferenza stampa tenuta dal Cap. Camillo Meo Comandante la Compagnia di Anagni, e dal Maresciallo Raffaele Alborino, comandante la stazione di Ferentino,sono emersi particolari agghiaccianti sulle violenze che hanno fatto sulla giovane 22enne, conunsciuta su Facebook e dopo un paio di uscuite a Pizza, la terza volta è stata fatale per Lei. Per convincere la ragazza a raccontare le barbarie è dovuta intervenire anche un Carabinieri donna, alla quale sono state confidate le atrocità che ha dovuto subire in gruppo. Tutt'ora la mente di questo gestaccio criminale è latitante ma ha le ore contate.

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